Mercoledì 29 ottobre 2003,
MODENA–SAMB, gara di ritorno dei sedicesimi di finale di Coppa Italia. La tifoseria rossoblu ha dovuto attendere quasi un mese per sapere se il sogno di ritrovare l’Olimpico –avversario la Lazio– dopo circa quindici anni (l’ultimo Lazio Samb risale al campionato di B 1987-’88) assumesse i contorni della realtà. Così non è stato, come previsto, ma in 400 e più ci hanno creduto o magari hanno solo voluto dare un segno tangibile della propria fede con una presenza importante di mercoledì, in una serata fredda e con una Samb che dà spazio ha chi ha finora giocato di meno. Poco importa, ogni partita va onorata e la tifoseria presenzia la curva ospiti di uno stadio Braglia in versione rinnovata – inaugurato lo scorso 9 settembre, Modena-Udinese – con un impianto di illuminazione nuovo di zecca, la copertura della tribuna, la scritta “Modena F.C.? sui seggiolini della stessa, l’eliminazione della pista d’atletica, la curva Montagnani, quella degli ultras canarini, ampliata (5300 posti) e più a ridosso del campo. Un Braglia insomma che si avvicina molto alla conformazione di uno stadio britannico. Un Braglia teatro dell’eliminazione dei rossoblu (2-0) dopo una gara che la Samb ha dato idea di giocare solo nel secondo tempo, quando forse le cose erano ormai compromesse. “La nostra passione non conosce eliminazione? recita l’Onda d’Urto con uno striscione mostrato sul finire di partita, quando la delusione tra il popolo della Samb non è tale da far zittire l’orgoglio e l’amore di chi nonostante il giorno lavorativo e la trasferta non proprio agevole, ha colorato uno stadio mezzo vuoto, animato da non più di 3-4000 spettatori.
La carovana rossoblu si era messa in moto nel primo pomeriggio, intorno alle 15, quando due pullman (uno a due piani) e diverse auto e pulmini si erano mossi alla volta dell’Emilia. La fiducia su una Samb agli ottavi di finale di Coppa è relativa, i più ottimisti si aggrappano al famoso 0-4 della stagione ’86-’87, ma qui non c’è da fare pronostici, è il caso unicamente di stare vicini alla squadra e soprattutto dimostrare il valore della tifoseria……. Usciamo dall’autostrada alle 20 circa dopo un viaggio molto divertente fatto di “cariche? e cori tra una porzione di pullman e l’altra. Giuriamo a noi stessi e difatti lo gridiamo forte che “Noi la sosteniamo la Samba Calcio, la Samba Calcio….!!?. Le forze dell’ordine ci fanno scendere uno ad uno coi biglietti alla mano, perquisiscono i pullman, sequestrano alcune aste di bandiere – poi restituite – creando attimi di tensione. Fatto sta che dopo un po’ si parte ed entriamo nel nostro settore a pochi minuti dal via. La curva si anima di facce note ed altre meno, diverse persone probabilmente raggiungono il Braglia perché residenti in Emilia o in altre regioni del Nord; alla fine siamo più di 400 persone (compresi gli amici della Falange di Rimini con tanto di striscione al seguito) e lo spicchio rossoblu appare più colorato della curva di casa che per i primi 18 minuti dell’ incontro, come di consueto, attuano la pacifica protesta nei confronti di Prezioni spiegando che “Con Preziosi in società 18 minuti di silenzio e dignità?.
La scena è dunque tutta per noi all’inizio e non può non andarti l’occhio sul “brulichio? di bandiere e vessilli esibiti dagli ultras sambenedettesi: stendardi, bandierine, bandiere più grandi – 1,5 per 2 metri rosse, blu e bianche – bandieroni, mamma mia che spettacolo!! Nel tripudio di colori, proprio lì in mezzo, è dura vedere la partita, la si intravede, o meglio, la si intuisce tra un metro di stoffa e l’altro, ma poco importa perché vale di certo di più lo spettacolo della torcida marchigiana che non quello offerto dagli uomini di Trillini, timorosi e poco grintosi nella prima frazione di gioco. Il tifo rispecchia l’andamento della gara, come paiono non crederci i giocatori, non siamo convinti noi, che mai ci lasciamo andare all’incitamento sfrenato di cui siamo capaci.
Nell’intervallo i modenesi, che nella loro curva ospitano i gemellati veneziani, mostrano la scritta “1993-2003 – Il nostro orgoglio non ha categoria? riferita forse al decennale del gruppo Pigsty. Da parte rossoblu due striscioni: “Obbiettivo…..Lazio!? e “Ciao Nazzareno, per sempre nel cuore della Nord?, in memoria del ragazzo morto lo scorso week end e ricordato anche in quel di Viterbo, con gli striscioni dei gruppi appesi capovolti.
Nella ripresa cambia la Samb con gli innesti di Scandurra e Bifini e cambia il tifo rivierasco, più potente e sfacciato, coi soliti sfottò ai padroni di casa e col sostegno alla Samb che attacca sotto il nostro settore. Rimbombano i nostri canti e spiccano i nostri colori con sciarpe e bandiere agitate in maniera incessante. Dopo il 2-0 che spegne ogni benché minima velleità rossoblu, le Brigate Gialloblu sostengono che “C’è Gaucci che piange…..?, noi applaudiamo, la nostra personale partita l’abbiamo giocata e ne usciamo a “coccia alta?. Rispondiamo quindi con l’ennesima sciarpata della serata, con quei centimetri di rossoblu sulle nostre teste testimoni dell’ennesimo giuramento: “e tutta Italia attraverserò, sempre con te Samba sarò…?. Modena è archiviata, sotto con la prossima trasferta!

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