Il nostro viaggio nei meandri del tifo rossoblù, questa settimana, si proietta nel “virtuale?. Abbiamo voluto ascoltare, infatti, due tifosi che hanno fatto della loro passione un sito attivo e visitato da altre centinaia di tifosi della Samb, in Italia e nel mondo. Il sito web lasamb.it, infatti, dovrebbe essere uno dei primi, se non il primo, che ha unito i colori rossoblù alla rete delle reti. Ci sembrava giusto, allora, cominciare da Maurizio e Walter le nostre “puntate? sui tifosi che comunicano la loro passione attraverso internet, pur essendo, ovviamente, sempre presenti sugli spalti. La prossima settimana torneremo ad intervistare un club quale i “Giullari Rossoblù?, ma in futuro ci piacerebbe svelare volti e “parole? dei molti tifosi che animano i frequentatissimi siti web dedicati alla Samb.

7 novembre 2003

Come e quando nasce l’idea di dedicare un sito alla Samb?

«Da una passione comune per la Samb e per internet. Il sito www.lasamb.it è nato nel lontano 1996 quando ancora le tecnologie erano assai primordiali rispetto ad oggi. Un fattore non trascurabile era dato dal fatto che la Samb all’epoca fluttuava in infime categorie. Si riusciva a malapena ad inserire i nomi dei calciatori, perché, non essendo noti, mancavano di statistiche e di dati sulla carriera».

Quali sono i servizi offerti dal sito?

«Abbiamo sempre cercato di coinvolgere in questo progetto tutti coloro che come noi amano la Samb, cercando di evolverci in ogni possibile direzione, dagli articoli giornalistici, alle foto, ai brevi filmati delle azioni più salienti. Grazie anche ai mezzi gratuiti che la rete offre inserendo le statistiche delle pagine visitate, ci siamo accorti che c’erano persone (da ogni parte del mondo: dal lontano Giappone al Cile, dal Sudafrica alla Norvegia) che il lunedì aspettavano con impazienza i resoconti delle partite, gente della nostra terra o più semplicemente simpatizzanti che non avendo altri canali potevano così essere sempre aggiornati sugli sviluppi del campionato e non solo».

Essendo il primo dei siti web dedicati alla Sambenedettese, potete valutare l’evoluzione della tifoseria sambenedettese negli ultimi anni, avendo a disposizione degli strumenti come le e-mail e “il muro??

«Si sa che quando le cose vanno male non tutti sono disposti a seguire la squadra, poi con l’avvento dei Gaucci la città ha avuto una sferzata di ottimismo e i risultati sugli spalti si sono visti subito. Anche il nostro lavoro è aumentato: negli ultimi anni avevamo contatti sempre più frequenti, e abbiamo così deciso di dare voce a tutti, tifosi e non, inserendo “il muro?: si tratta di un servizio per il tifo di grande impatto ma che a volte eccede il buon gusto e l’essere civile, ma si sa al cuor (rossoblu) non si comanda».

Chi sono le persone che hanno dato vita a questo sito? Avete mai pensato di costituirvi in un club ufficiale?

«Siamo in due e ci siamo divisi i compiti: Maurizio Traini gestisce la parte dati e Walter Vagnarelli il settore grafico. Le richieste di accorpamento con altri gruppi non sono certo mancate, si era pensato anche a rendere ufficiale il nostro lavoro facendoci conoscere alla società, ma gli impegni di lavoro, la famiglia, e tutto il lavoro che si prospettava, ci hanno fatto desistere. Ogni tanto qualcuno ci invia qualche foto e noi siamo ben lieti di inserirla, ma vere collaborazioni esterne non ci sono.»

Solitamente dove seguite la partita nelle gare casalinghe?

«In curva, armati con blocchetto, cronometro e penna a portata di mano per essere sempre pronti a prendere dati e appunti, ma anche a saltare al coro “chi non salta è un ascolano?. Alcune volte seguiamo invece la partita in tribuna per qualche speciale foto/video.»

Avete degli “aneddoti? simpatici o strani riferiti alla vostra “vita? da tifosi e da webmaster? C’è una partita che per voi è rimasta nella storia?

«Di cose buffe ce ne sono capitate! Riferendoci al sito, abbiamo ricevuto e-mail di giornalisti esteri che ci chiedevano accrediti per le partite, ristoratori e albergatori che ci invitavano per ritiri pre-campionato, addirittura anche ditte interessate all’appalto per la segnatura dei campi erbosi (probabilmente credevano che il sito fosse quello ufficiale della società, ndr). Di recente, e forse si tratta dell’aneddoto più simpatico che c’è capitato con il sito, riguarda due giovani giocatori argentini (speriamo per loro che un giorno diventino famosi) che si proponevano per un provino con la Samb. I ricordi da tifosi vanno da quello spiacevole del rogo del Ballarin del 1981 che doveva essere una festa e che invece si è trasformata in una tragedia a quelli più gioiosi: su tutti Modena-Samb 0-4 del lontano 1987 e la più recente trasferta a Parma per la finale play-off contro il Brescello».

L’argomento di attualità è la crisi societaria: pensate che l’era Gaucci sia giunta al termine o che, invece, i tifosi abbiano ecceduto nelle contestazioni?

«La nostra è stata sempre una piazza calda e i Gaucci lo sapevano bene. Le ultime dichiarazione della dirigenza non fanno ben sperare, si tratta di uno strappo difficile da ricucire considerando quanto avvenuto anche nella scorsa stagione con il caso Agnello. Si fa sempre un gran parlare di cordate locali ma di fatti concreti ancora non si sa nulla. Riguardo le recenti contestazioni, le critiche dovrebbero essere sempre costruttive senza mai eccessi, dovrebbero restare sempre sul piano tecnico e non personale.»

Cosa pensate del futuro della Samb? Siete ottimisti?

«Speriamo sempre che qualche cordata di imprenditori locali si faccia avanti per rilevare la società, lo spirito imprenditoriale non deve scindersi dalla passione per la beneamata.»

Cosa vi aspettereste da un imprenditore locale? Sareste soddisfatti di una onesta C1 con la prospettiva, entro qualche anno, di poter lottare per la B? O pensate che chiunque arrivi dovrà puntare decisamente alla Serie B?

«Il tifoso può anche accettare un dignitoso campionato di serie C: l’importante è parlar chiaro e far conoscere i propri obiettivi sin dall’inizio. I mecenati del calcio oggi sono come le mosche bianche, nessuno investe senza un ritorno economico. Crediamo bisogna partire quindi da un settore giovanile ben organizzato (cosa mancata negli ultimi anni) per poter poi puntare in alto.»

L’altro grande accusato è Sauro Trillini. Secondo voi ci sono delle colpe specifiche del tecnico?

«Per poter fare un campionato al vertice è molto importante avere un allenatore di polso e di esperienza. Quella di Gaucci è stata una scommessa che si sta rivelando tutt’altro che vincente, forse era meglio lasciare ancora un anno Colantuono. A discolpa dell’allenatore bisogna anche dire che la squadra è stata ultimata a campionato avviato, con tutti i problemi che ne derivano.»

Anche i giudizi sulla qualità della squadra sono controversi. Secondo voi, quale ruolo può recitare la Samb in questo campionato?

«Non siamo certo la squadra ammazza-campionato, ma alcune partite finora disputate, hanno evidenziato dei valori complessivi che, con un gruppo compatto, potrebbero portarci ai vertici, considerando i fattori non eccelsi delle altre squadre. Abbiamo un’occasione d’oro per poter fare un salto di categoria. Al momento si evidenziano mancanze soprattutto nei settori laterali dove un giocatore come Teodorani avrebbe fatto la differenza.»

Domenica prossima si gioca a Fermo una partita molto sentita. Cosa vi aspettate da questo incontro?

«Ci aspettiamo una prova d’orgoglio da parte dei giocatori in una partita molto sentita dalla tifoseria, in modo da riscattare la deludente prestazione di domenica. Quindi tutti a Fermo a sostenere la squadra per una partita decisiva per il buon proseguo del campionato.»

Concludiamo con un motto che ritenete possa essere di buon auspicio…

«Vogliamo salutare tutti i sostenitori della samb con il ricordo di una frase di un vecchio tifoso sambenedettese “ SVEGLIAMECI SVEGLIATEVI ?.»

ppf

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