Vanni Moscon ha giocato a S. Benedetto due stagioni. Dopo il ritorno in serie B nel 1981, Nedo Sonetti lo volle con sé avendone apprezzato le qualità quando militava nel Rende avversario l’anno prima nello stesso girone B della C1. A distanza di un paio di stagioni tornò in rossoblu’ nell’ anno di Liguori per affiancare il bomber Borgonovo. In quella squadra infatti c’ erano come punte anche Birigozzi e Buoncammino, ma mentre Borgonovo esplose realizzando ben tredici gol che valsero la salvezza, gli altri insieme segnarono complessivamente solo cinque reti.. Oggi Moscon a 47 anni vive a Carità di Villorba, il suo paese natale in provincia di Treviso dove si divide tra la nuova attività di consulente finanziario e il “vecchio amore? allenando squadre dilettantistiche della zona. Ha due figli, il primo di 22 anni che era appena nato quando Vanni approdò per la prima volta a S. Benedetto ed il secondo di 18 anni.
D: Come mai la sua carriera si è svolta principalmente al Sud?
R: La Reggiana mi cedette alla Cavese dove disputai un paio di buoni campionati per cui mi acquistò la Salernitana. Erano tutte squadre del girone B della C1 come il Rende cui approdai l’anno seguente.
D: Come si trovò a S.Benedetto ?
R: Giocando nel Rende ebbi modo di apprezzare lo straordinario pubblico del Ballarin, proprio nella prima partita di Sonetti al “Ballarin?(la Samb vinse per uno a zero con un gol di Perrotta, ndr). In quel campionato saltai una sola partita: segnai solo cinque gol (suo record personale tra i professionisti, ndr), ma io in realtà non sono mai stato un bomber. In compenso ho fatto segnare molto i miei compagni di reparto! I tifosi mi apprezzarono molto per la mia generosità ed il mio altruismo.
D: Perché allora non fu confermato?
R: Alle buste mi riscattò la Cavese ed io ci rimasi molto male. Per fortuna dopo un paio di anni mi si ripresentò l’ occasione di tornare a S. Benedetto. Avevo altre richieste (Messina e Licata in primis) ma quando mi chiamò l’ allora Direttore Sportivo Biagio Govoni non ci pensai due volte. Con Liguori giocai solo due partite la prima col Catania in casa, la seconda a Bologna: a causa della sconfitta coi felsinei il tecnico ternano fu esonerato e sostituito con Mazzetti. Con lui ebbi un ottimo rapporto pur essendo un allenatore vecchio stampo. Fu comunque per me una stagione sfortunata in quanto ebbi problemi muscolari.
D: Quando cominciò a pensare al dopo-calcio?
R: L’anno seguente a Piacenza cominciai a fare il consulente finanziario. Era un mestiere che mi affascinava e che svolgo tuttora. Per questo motivo a 30 anni preferii ritornare a casa disputando tre campionati di Interregionale ed avere tempo libero per la mia nuova attività.
D: Torna spesso a S.Benedetto ?
R: Almeno una volta ogni due mesi per motivi di lavoro?! Ho infatti molti clienti nella provincia di Ascoli. Ne approfitto anche per trovare un mio grande amico Francesco Di Benedetto che possiede una ditta nella zona industriale di Acquaviva Picena (Teng cucine, ndr)) e che mi ospita a casa sua ogniqualvolta devo soggiornare per una notte. Ne approfitto anche per andare a trovare i miei vecchi compagni di squadra Tiziano Manfrin e Bruno Ranieri. S. Benedetto è una città stupenda. Quando giocavo abitavo con la mia famiglia in Viale De Gasperi proprio davanti alla vecchia sede della società.
D: Non ha comunque abbandonato completamente il mondo del calcio?
R.: Sono rimasto nell’ ambiente come allenatore di diverse squadre dilettantistiche della regione: ho infatti guidato squadre di Promozione come il Fontanafredda e di Eccellenza come Conegliano e Oderzo. L’anno scorso ho avuto una grossa occasione in serie ‘D’ col Pievigina ma fui esonerato dopo poche giornate, richiamato e poi esonerato di nuovo. Quest’ anno volevo rimanere fermo per concedermi un anno di riflessione ma mi è giunta una chiamata da parte di una società di Promozione la La Marenese a cui non ho saputo dire di no.
D: E’ rimasto in contatto con qualche ex- compagno di squadra?
R: Mi sento spesso con Fabiano Speggiorin che abita qui vicino. Recentemente ho rivisto Gigi Cagni quando alla guida della Salernitana è venuto giocare a Treviso. Dopo la partita siamo rimasti insieme ricordare gli stupendi anni vissuti nella Samb. Molti li ho incontrati tre anni orsono durante la festa organizzata dal Comune a S. Benedetto. In quell’occasione mi ricordo di avere detto a Di Fabio come faceva giocare ancora! E pensare che continua ancora a giocare… Incredibile !
D: Ha mai visto giocare la Samb in questi anni ?
R: Purtroppo no! Essendo allenatore non ho avuto tempo la domenica di seguirla. Tuttavia sono al corrente della situazione anche quella attuale. A questo proposito vorrei ricordare ai tifosi che Gaucci ha dei grossi meriti avendola riportata in C1 dopo anni di anonimato per cui bisogna essergli grati.
Si conclude qui la nostra chiacchierata con Vanni Moscon: un giocatore non eccelso dal punto di vista tecnico, un attaccante che segnava poco ma un vero e proprio rappresentante di quella “razza Piave? che ha fatto grande l’Italia calcistica. Un po’ come Carlo Alberto Faccini e Michele Sergi giocatori generosissimi (alla Ciccio Graziani per intenderci) che tanto piacciono alla tifoseria Sambenedettese. D’altra parte quando un giocatore torna dopo alcuni anni significa che ha lasciato un buon ricordo. Ah nostalgici tempi della serie B, del Ballarin, di un presidente-gentiluomo come Zoboletti, di giocatori attaccati alla maglia; forse tutto è cambiato tranne una sola cosa: gli splendidi tifosi rossoblù ed il loro amore per quei giocatori che hanno lottato per quella “mitica? casacca rossoblù e che non dimenticheranno mai!

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