Riceviamo e pubblichiamo:

C’è ancora in curva qualcuno che non è
d’accordo con la contestazione portata avanti
contro Gaucci, accampando le ormai trite motivazioni
(le stesse dei Gaucci) che riguardano la doppia
promozione e l’accesso ai play off
dell’anno scorso.

Il problema è però, secondo la mia personalissima
opinione, un altro: i primi due anni il comportamento
dell’’ex presidente’ e di suo figlio Alessandro
sono stati (quasi) esemplari, nonostante le rarissime
presenze durante le partite della Samb.
Nell’ultimo anno però la situazione è
radicalmente cambiata. Le vicende ormai le sanno tutti,
ed un rapido elenco è più che sufficiente per riportarle
alla memoria: l’oscura vicenda Agnello, il
pietoso caso Miftah, i vergognosi ricatti al sindaco, ai
tifosi e ai cittadini tutti, le deliranti dichiarazioni estive
(“metto a capo della Samb un mio operaio e vi
faccio tornare in serie D” – “porto
la squadra a giocare a Macerata” –
“i tifosi sono dei rompicoglioni: che se ne
vadano al cinema” ecc.) e quelle invernali
(“tifosi ingrati, per voi ho speso 22
miliardi” – “La Samb è in vendita
e a gennaio mi porto via tutti” ecc.), una
squadra costruita solo dopo aver sistemato la
faccenda Catania (giusto per sottolineare che siamo lo
zerbino delle altre due squadre dei Gaucci) e così via.

A fronte di questo atteggiamento inqualificabile quale
sarebbe il futuro della Samb? Poter ambire a sogni di
gloria? No, resterebbe sempre e comunque la terza
squadra dei Gaucci, rimpinzata da giovani promesse
già con in mano un biglietto del treno per Perugia o
Catania rimpiazzate da scarti delle stesse e già a libro
paga di Gaucci (altro che 22 miliardi di spese!
Scandurra, acquistato per 3 tute e 2 palloni varrà a fine
stagione tanto oro quanto pesa, oro che incasserà,
ovviamente, il Perugia Calcio).

Gaucci inoltre dice sempre che a lui conviene che la
Samb vada in B piuttosto che resti in C. Io dico invece
che a lui conviene che la Samb arrivi sempre ai play off
ma senza vincerli mai. Questo perché una squadra in
C può essere costruita con poche spese utilizzando gli
scarti di Perugia e Catania, imbastendo sempre una
squadra dignitosa, rivalutando i giovani che, una volta
esplosi, potranno fare il salto di qualità. Per allestire
una squadra di serie B invece ci vogliono tanti miliardi
(maledetto tradizionalista che sono, ragionare in euro
proprio non mi viene…), non può essere costruita con
gli scarti di un’altra squadra di serie B (leggi
Catania), e, poiché il campionato di B è ben più difficile
di quello di C, si troverebbe, con la squadra nei
bassifondi, una costante contestazione da parte dei
tifosi.

Volevo inoltre fare un inciso riguardante il sindaco
Martinelli. E’ stato anche lui pesantemente
contestato, ma un merito gli va dato: non ha ceduto ai
reiterati e violenti ricatti di Luciano Gaucci, il cui intento
speculativo era evidente, e ha fatto in modo di non
legarci indissolubilmente per 99 anni a questo
ambiguo personaggio. Non conosco i motivi ufficiosi
delle resistenze del sindaco e non mi interessa
conoscerli: so solo che ha fatto un enorme favore alla
Samb.

L’alternativa a Gaucci, allora, quale sarebbe?
Dovrà essere un personaggio serio che, per forza di
cose, programmerà attentamente un futuro a medio
termine partendo dal vivaio e valorizzando giovani (i cui
proventi però non migrerebbero per altri conti correnti
ma resterebbero a San Benedetto), con il risultato che
nel breve periodo potremmo avere una squadra meno
competitiva di quella degli ultimi due anni, ma con la
certezza che il nostro futuro non dipenderà mai da
quello di altre squadre. E se qualcuno, nei primi tre
anni di presidenza di un eventuale nuovo acquirente,
contesterà perché non siamo in lotta per le prime
posizioni, ebbene, può sin d’ora correre a
Perugia e, in lacrime, chiedere a papà Gaucci di
tornare a San Benedetto.

Ma soprattutto non dovremo mai più vergognarci di un
presidente che tratta una tifoseria, da sempre cresciuta
a pane e Samb, come se avesse l’anello al
naso, non perdendo una sola opportunità di umiliare,
svilire, raggirare il glorioso popolo rossoblù.

Perché può essere in vendita Scandurra, la Samb, il
Perugia o Maradona. Ma la dignità, caro il mio Gaucci,
non si può comprare con una manciata di sporco
denaro.

Firmato Nerone.

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