Troppe rivoluzioni tattiche possono nuocere ad una

squadra che resta comunque tra le migliori del girone –

Domenica arriva il Catanzaro secondo in classifica:

occorre ricreare il “Sambodromo”.

La Samb a Fermo aveva tutto da perdere: una

settimana difficile alle spalle, diverse assenze

importanti, la responsabilità di giocare bene davanti a

duemila tifosi (complimenti). Nel primo quarto d’ora si

intuisce già quale sarà il leit-motiv della partita: la

Samb prova ad attaccare senza però trovare le chiavi

per comandare il gioco, la Fermana di un Bortoletto

accaldatissimo (terminerà la partita in t-shirt) è arsa da

un attivismo spasmodico: sono giovani e inesperti, ma

corrono eccome. Il gol della Samb sembra illudere tutti:

adesso, si pensa in tribuna, la Samb potrà giocare di

rimessa e saranno dolori per i canarini. Il gol, per la

cronaca, regala una certezza utile a mister Trillini:

Zerbini è un’ottima seconda punta, molto pericolosa

nei lanci in profondità e notevole come attaccante

esterno. Sua, infatti, la percussione sulla destra con

cross con il contagiri che il piede sinistro di Bifini,

delicato come non mai, colpisce come richiesto. Invece

la Fermana si rimette in carreggiata grazie ad uno

svarione difensivo: Morici, appena entrato, porta a

spasso Manni e avvia l’azione che permetterà a Bucchi

(in versione Schillaci in Italia-Argentina, ricordate?) di

segnare il gollonzo domenicale. Ma niente, la Samb

torna in vantaggio grazie ad ice-Zerbini, implacabile dal

dischetto. Nella ripresa la Samb sembra poter

annientare la Fermana: la curva ci crede e trascina, ma

Scandurra spreca. Un grave errore tattico permette a

Pirro di pareggiare: si vince 2-1 e si prende gol su

contropiede, come mai? Errori da non ripetere in futuro.

Dal punto di vista tattico, Fermana-Samb è una partita

indecifrabile: troppe le assenze di rilievo nella Samb

(Cottini, Franchi, Napolioni, Gennari, Criniti al quale la

società ha impedito di giocare, Esposito in grado di

reggere solo pochi minuti) per dare un giudizio serio.

C’è da rimarcare come, giunti alla undicesima

giornata, la Samb continui a non avere un assetto

tattico stabile: Trillini deve trovare la quadratura

definitiva della squadra, che, se mostra un difetto

lampante, è certamente quello di non “giocare

a memoria”. La partita di oggi ci conferma che

Zerbini si muove meglio come attaccante laterale, che

Camillucci non è più il ragazzino timido di due anni fa, e

che la difesa continua a soffrire troppo. Manni non è

ancora in forma, Taccucci non è ai livelli della

indimenticabile performance in C2.

Bicchiere, dunque, mezzo vuoto o mezzo pieno? Il

giudizio sembra più negativo, non fosse altro che

Viterbese e Catanzaro volano e la Samb è arrivata al

primo bivio del suo campionato. Bisogna vincere

domenica prossima contro il Catanzaro per accorciare

la classifica e riproporsi come autorevole candidata

alla promozione. La squadra e i tifosi ci devono

credere, senza nascondersi dietro le complicanze

societarie o sui ritardi della preparazione estiva.

Domenica il “Riviera” deve tornare

“Sambodromo”, i giocatori devono dare

il cuore, perché se non si batte il Catanzaro il rischio è

quello di ripiegare ad un piazzamento ai play-off,

almeno nell’ottica dei prossimi mesi.

D’altra parte, qualsiasi discorso sulla squadra

rimanda a quello sulla società: Ruggieri vuole

acquistare ma soltanto se anche gli imprenditori locali

sono disposti a rischiare con lui. L’accoppiata

imprenditori locali e “stranieri” sarebbe

ideale per la Samb. Ma a questo punto anche la

tifoseria è chiamata ad una scelta: se l’era

Gaucci è arrivata al termine, siamo disposti ad

accettare serenamente l’ipotesi di una

programmazione pluriennale che faccia crescere

progressivamente la Samb, a partire da un settore

giovanile al momento bistrattato?

flamminipp@libero.it

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