Discreta partita degli undici giocatori rossoblù, ai quali
non fa difetto l’agonismo – Maury e Hilario se la cavano,
il resto della difesa in affanno.

Aprea 5,5: si fa trovare pronto sul tiro di Pacini nella
ripresa, però non è reattivo sul colpo di testa a
schiacciare di Pirro e riesce soltanto ad accarezzare un
pallone che andava respinto meglio. Un po’
imbambolato anche sul tiro di Morici che, dopo essersi
stampato sul palo, ha permesso a Pacini di segnare.

Hilario 6: buona partita del portoghese che, schierato in
quello che dovrebbe essere il suo ruolo naturale,
riscatta l’opaca prova di domenica scorsa. Ma
adesso lo aspettiamo al “Riviera?, per
proseguire su questi livelli.

Manni 5,5: non vediamo ancora il solito Manni. Lascia a
Morici il tempo di tirare nell’azione
dell’1-1, concede troppo spazio a Pacini in
occasione del raddoppio di Pirro. Di positivo c’è
un suo tiro che, quasi allo scadere, poteva valere i tre
punti.

Maury 6,5: ancora una prestazione positiva del
difensore belga, bravo a chiudere ogni varco senza
andare mai in difficoltà. Non riesce però ad ostacolare
a dovere Pirro in occasione del raddoppio canarino.

Camillucci 6: corre, corre, corre. Dispensa sul terreno
di gioco tutto quanto i suoi giovani polmoni sono in
grado di dare: ottimo in un gara come quella odierna
dove i vari Di Deo, Perra, Lacrimini e compagni hanno
impostato la gara esclusivamente sulle doti podistiche.

Taccucci 5,5: nel finale tira a colpo sicuro ma tra lui è il
gol ci sono, quasi casualmente, le mani di un Chiodini
incredulo. Fatica un po’ troppo in difesa: lui
doveva ostacolare Pacini in occasione del primo gol,
invece si è fatto sorprendere dalla rapidità
dell’attaccante canarino.

N’Tamack 6: comincia come ci eravamo
abituati a vederlo ad inizio campionato: poco filtro, molti
errori. Nella ripresa si riscatta e diventa il
centrocampista più pericoloso della Samb: un grande
assist per Scandurra, uno ottimo per Zerbini che non
acciuffa per un millimetro il pallone.

Scandurra 5,5: Bonfanti lo stende non appena entra in
area, rigore sacrosanto. Nella ripresa ha una grande
occasione: scarta persino Chiodini ma si scioglie nel
momento della gloria, sparando un improbabile
esterno destro contro la curva dei sostenitori rossoblù.

Zerbini 6: glaciale, centra la quarta rete stagionale su
calcio di rigore. Si dà un gran da fare su tutto il fronte
d’attacco, si muove ottimamente come
seconda punta o ala (difatti è suo il cross per Bifini),
ma difetta di cattiveria su due assist d’oro che
piovono in area di rigore, prima dal piede destro di
N’tamack, poi dal sinistro di Esposito.

Martusciello 6: come contro il Benevento, comincia
ottimamente: chiude, interrompe l’azione
avversaria, riparte. Nella ripresa però resta imbrigliato
nella ragnatela di Perra e Di Deo. Resta comunque un
grande lottatore, che oggi, in un centrocampo anomalo
come quello rossoblù, ha dovuto tenere, da solo, il faro.

Bifini 7: gran gol, di quelli che tutti i bambini sognano di
realizzare. Spiovente dalla destra, sinistro al volo, palla
effettata e Chiodini guarda il sacco gonfiarsi. Sul piano
del gioco, restiamo convinti che possa dare di più alla
squadra: ottimo quando si tratta di tenere palla e far
salire la squadra. Ma a volte i palloni vanno calciati di
prima intenzione in verticale. Se non lo fa Bifini, chi lo
deve fare?

Esposito s.v.: pochi minuti che dimostrano, però, il suo
valore. Assieme a Bifini disegna una geometria di
triangoli, ma l’assist finale fa soltanto tremare
le coronarie di Chiodini. Urge un suo recupero.

Trillini 5,5: per carità, la Samb veniva a Fermo e aveva
tutto da perdere: contestazioni, crisi societaria, assenze
per infortuni. Il gruppo si è dimostrato compatto
– lo dimostra l’abbraccio collettivo dopo
il gol di Bifini – ma a questo punto la Samb
assomiglia sempre più ad un rebus. Oggi la Samb è
tornata a giocare con quattro difensori, e con Bifini
centrocampista esterno con funzioni offensive.
D’accordo con la duttilità tattica, ma, giunti
all’undicesima giornata, crediamo che gli
stessi giocatori abbiano bisogno di certezze. A meno
che non si ritenga di avere uno squadrone capace di
dominare il campionato: affermazione che è stata
sempre rigettata dallo staff tecnico. Occorre, a questo
punto, avere il coraggio di scegliere modulo e giocatori
essenziali della squadra. Poi, per squalifiche, infortuni
e cali di forma, integrare lo schema di base con le
riserve.

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