Questa settimana siamo andati a fare visita ai
ragazzi che dal 1989 si identificano dietro lo striscione
dei Fedelissimi. Ci parlano del loro modo di vedere il
tifo, del loro seguire la Samb anche in trasferte
proibitive e delle loro impressioni sul momento attuale
della squadra guidata da mister Trillini. Ricordi,
emozioni e speranze si intersecano nelle parole di
questi ragazzi che come tutti inseguono il traguardo
della promozione, con in testa il solito pensiero fisso:
rigiocare un derby dal sapore antico e sempre
affascinante con i cugini.

Ci dite brevemente quando è apparso per la prima
volta lo striscione “Fedelissimi” ?

Questo è un gruppo che è nato nel 1989, l’anno in cui
la Sambenedettese retrocesse in serie C. Lo striscione
fece il suo esordio in una partita casalinga del 19
Marzo, in un Samb-Bari che finì con il risultato di 1-1.
Come visibile dalla foto il nostro primo striscione,
completamente fatto a mano, era appeso in curva.
Purtroppo circa due anni fa lo abbiamo dovuto rifare
visto le condizioni del precedente che, dopo mille
battaglie non era più presentabile. Ci è dispiaciuto
molto visto che per noi quel pezzo di stoffa era il
simbolo della nostra passione verso i colori rossoblù.

Chi sono stati i fondatori del gruppo?

I primi che si sono presi l’impegno e che si sono
adoperati affinché nascesse questo gruppo sono
Paolo ed Enrico.

Come si è evoluto negli anni il gruppo sotto
l’aspetto numerico?

In circa quattordici anni di vita, molti ragazzi si sono
identificati sotto questo striscione. Si sono aggiunte
alcune ragazze che oggi sono le nostre mogli e molti
altri tifosi che, come noi condividono l’amore per
questa maglia. Oggi contiamo circa una trentina di
tesserati.

Nella vostra storia avete intrapreso anche alcune
iniziative particolari…

Nel primo anno di presidenza di Venturato abbiamo
fatto lo striscione “Grillo Group”, in onore di Gennaro
Grillo. Di lui ci piaceva la grinta e la carica agonistica
che non faceva mai mancare in campo. Poco tempo fa
eravamo alla ricerca di una parola da mettere dietro le
nostre sciarpe. Abbiamo fatto una cena dove ognuno di
noi ha scritto la sua proposta su un pezzo di carta. Alla
fine della cena, abbiamo fatto ad estrazione e ha vinto
la scritta “samballati”. Tutt’oggi questa parola compare
spesso nel nostro materiale.

Qualche volta abbiamo anche redatto alcuni giornalini
del gruppo per prenderci un pò in giro.

Nella partita dell’Italia Under 21, ci siamo collocati in
Curva Sud e abbiamo distribuito alcuni volantini con su
scritto l’inno italiano. Ultimamente abbiamo organizzato
un torneo interno di Subuteo, anche questa un’
iniziativa che ci ha permesso di stare insieme in
allegria.

A proposito di materiale, state progettando
qualcosa?

Dopo che nell’anno passato abbiamo fatto le sciarpe e
le felpe del gruppo, adesso ci stiamo adoperando
insieme al nostro grafico MeCo per preparare delle
sciarpe di lana e degli impermeabili. Come nostra
consuetudine il materiale del gruppo viene fatto
esplicitamente per le persone che ne fanno parte
concretamente.

Attualmente dove siete collocati al “Riviera”?

Quando la curva è iniziata a trabboccare di gruppi e
striscioni, trovevamo sempre più difficolta nel
sistemare il nostro vessillo. Un giorno, per una
circostanza del tutto particolare, ci si è presentata
l’opportunità di allocarci nel settore distinti dello stadio.
Da lì in poi non ci siamo più mossi da quella che è
diventata la nostra fissa sistemazione.

Seguite le partite della Sambenedettese anche in
trasferta?

Si, in tutti i posti in cui la squadra gioca c’è sempre
qualcuno del nostro gruppo ad incitarla. A tal proposito
vorremmo salutare il nostro amico Nino che l’anno
passato non ne ha saltata nemmeno una! Proprio un
bel record.

Che rapporto avete con il resto della tifoseria
rossoblù?

Anche se non facciamo parte del Centro
Coordinamento, non ci siamo mai tirati in dietro dinanzi
ad iniziative che avevano come scopo il bene della
Samb. Siamo legati da un’ amicizia personale con i
ragazzi di Castel di Lama, amicizia consolidata dalla
trasferta affrontata insieme a Sassari con il traghetto.
Salutiamo anche i nostri “vicini di posto” al Riviera, il
gruppo più sinmpatico che c’è, quello dei Giullari
Rossoblù.

Ci raccontate qualche trasferta che rimarrà per
sempre nei vostri cuori?

Teniamo a sottolineare che ogni nostra uscita fuori
dalle mura amiche si trasforma puntualmente in una
trasferta enogastronimica. Essendo un gruppo di amici
veri, non viene mai a mancare il divertimento e
l’allegria. La trasferta di Parma resterà per molti di noi
un esperienza indimenticabile. Siamo partiti il giorno
precedente alla partita e siamo andati a sostenere i
ragazzi anche durante gli allenamenti precedenti
all’incontro. Anche la trasferta di Sassari Torres rimarrà
sempre nei nostri pensieri. L’abbiamo affrontata in
traghetto, partendo il sabato sera a Civitaveccia e
arrivando in Sardegna il dì seguente. Ci fa ancora
sorridere quella memorabile colazione fatta in un
paesino vicino ad Olbia in compagnia di un nutrito
gruppo di cacciatori sardi dall’accento davvero strano.

Che ci dite sui dissidi che hanno coinvolto il
sindaco di San Benedetto e il patron Luciano Gaucci?

Dell’attuale presidente della Samb non abbiamo mai
tollerato alcune sue dichiarazioni davvero troppo
eccessive. Noi non finiremo mai di ringraziarlo visto
che ci ha permesso di tornare a giocare a certi livelli,
ma questo non giustifica un suo atteggiamento così
ostile verso la città e i tifosi . In merito a tutto il resto
preferiamo non entrare, visto che il nostro è un gruppo
che ha come scelta, quella di lasciare fuori la politica
dallo stadio. Certamente ci si aspettava qualcosina in
più dalla giunta comunale in merito alla vicenda del
blocco del traffico.

Secondo voi come dovrebbero comportarsi gli
sportivi dinanzi a questa decisione presa dalla
Questura di Ascoli Piceno?

Sicuramente fanno bene a protestare contro questa
iniziativa che certamente noin vieta ai pochi teppisti di
andare allo stadio, ma lo impedisce agli anziani e agli
infermi. Si stà cercando di far passare la nostra città
come un covo di facinorosi delinquenti. Non è così e le
persone per bene che vanno allo stadio hanno il diritto
di poterlo continuare a fare.

Inoltre ricordiamo quandoi si era indecisi se costruire
un nuovo impianto o restrutturare il vecchio Ballarin, si
optò per la prima soluzione anche per il problema dei
parcheggi che il vecchio stadio non garantiva. Ora
questa decisione è un po un controsenzo…

Parliamo un po’ della squadra, che partita
vi aspettate a Viterbo?

Ci aspettiamo una reazione di orgoglio da parte dei
ragazzi di mister Trillini. Noi seguiremo come lo
abbiamo sempre fatto la squadra e siamo fiduciosi di
poter tornare dalla città laziale con la pancia piena e un
bel sorriso stampato in volto.

(alessandro rossi)

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