Il Codice delle comunicazioni elettroniche contenuto nel decreto legislativo n. 259 del 1° agosto 2003 potrebbe recare norme lesive della competenza regolamentare e dell‚autonomia finanziaria regionali.

Sulla base di questa valutazione, la Giunta regionale ha deliberato di proporre ricorso avanti alla Corte costituzionale per la dichiarazione di illegittimità.

Il decreto 259 attua le direttive comunitarie in materia di servizi di comunicazione elettronica, delle reti di comunicazione elettronica, delle risorse e delle relative procedure. Il Codice, pertanto, investe una materia più ampia rispetto a quella oggetto del decreto Gasparri, che si limitava a disciplinare l‚installazione e la modifica delle infrastrutture di telecomunicazioni considerate strategiche ai sensi della cosiddetta legge obiettivo, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale per eccesso di delega. Le norme del Codice costituiscono in parte la reiterazione del decreto Gasparri investendo materie di competenza concorrente (governo del territorio, ordinamento delle comunicazioni, produzione trasporto e distribuzione nazionale dell‚energia, tutela della salute).

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