La Samb perde i pezzi, e c’era da immaginarlo. Abbiamo ascoltato Adriano Polenta, direttore sportivo (o ex?) della Samb. Polenta ha mantenuto un atteggiamento diplomatico nelle parole ma, nella sostanza, ha ribadito che l’era Gaucci si è conclusa.

«Non sono stato allontanato dalla Samb né mi sono dimesso – dice Polenta, rispondendo dalla sede del Perugia Calcio – Abbiamo preso soltanto alcuni giorni di tempo, dal momento in cui, è risaputo, i Gaucci hanno deciso di allontanarsi dalla gestione della Sambenedettese».

Abbiamo chiesto puntualizzazioni sul significato di questa decisione: «Guardi, io l’anno scorso lavoravo nel settore giovanile del Perugia, sono un dipendente della famiglia Gaucci la quale mi chiese di diventare direttore sportivo della Samb. Dopo la decisione di non gestire più la Samb, abbiamo preso la decisione, in accordo con Alessandro Gaucci, di prenderci qualche giorno di tempo, nell’attesa che la situazione si evolva e sia più chiara».

Cosa c’è sotto? Da una parte un’azione ‘punitiva’ verso la Samb: la famiglia Gaucci non solo vende, ma si disinteressa della gestione ordinaria. Se questa situazione dovesse proseguire fino a gennaio, tutti i calciatori rossoblù sarebbero venduti.

Leggendo fra le righe delle parole di Polenta, ci si può aspettare anche che la cessione della società sia prossima. La formula “pausa di riflessione in attesa che la situazione si evolva” sembra indicare l’imminenza di qualche novità. Ma si tratta di nostre supposizioni.

Il sindaco Martinelli deve intervenire. Tocca a lui, nei limiti delle proprie competenze, evitare che la situazione precipiti ed eventualmente verificare le reali possibilità della cordata sambenedettese.

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