A dar fiato alle trombe è stato nuovamente il coordinatore del Comitato cittadino per il casinò, Giorgio Fiori, che in un accorato intervento ha rilevato (a suon di cifre) quanto l’istituzione di una casa da gioco possa rivelarsi salutare per l’economia della nostra città. Naturalmente il fronte del ‘no’ non ha fatto attendere la sua risposta, paventando tutti i rischi che comporterebbe una simile scelta. Insomma, il casinò o si ama o si odia, non esiste compromesso. Prima di ‘azzardare’ giudizi sulla questione, esponiamo brevemente le ragioni che dovrebbero incoraggiare o sconsigliare l’apertura di una casa da gioco nella nostra città. Le ragioni del sì. San Benedetto è una delle città più accreditate ad accogliere il futuro Casinò della Regione Marche, in virtù di alcune peculiarità che la rendono ‘appettibile’: la tradizionale vocazione turistica, l’ubicazione geografica strategica e l’ottima capacità ricettiva (almeno in termini quantitativi). In base ad una serie di studi è emerso che il casinò potrebbe aiutare la città e il territorio a sviluppare presenze, turismo ed indotto, fornendo nel contempo anche nuova occupazione. L’istituzione di una casa da gioco rappresenterebbe, inoltre, un ottimo veicolo di promozione per la Riviera delle Palme. Le ragioni del no. Il gioco d’azzardo è un sintomo tangibile del degrado etico della nostra società. La logica del profitto facile va a discapito della centralità dell’uomo e dei valori che ne arricchiscono la vita. Il gioco d’azzardo ha inevitabilmente le sue vittime: per i frequentatori dei casinò è facile perdere ingenti somme di denaro e mettere a repentaglio persone e famiglie, causando, in molti casi, vere patologie e dipendenze che costituiscono, in definitiva, anche un onere per gli stessi enti pubblici e per tutta la società. Le case da gioco rendono meno ospitali le nostre città, perchè agevolano l’infiltrazione della criminalità, costituendo una minaccia concreta per la convivenza sociale. Alcune considerazioni. Occorre premettere che ancora non è stato messo a punto uno studio dettagliato sulla reale fattibilità del progetto in questione. Per farla breve: come e dove dovrebbe sorgere il casinò? Le migliaia di parole spese finora non hanno dato risposte esaurienti al quesito. Certo, puntare sul casinò potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, poiché significherebbe stravolgere l’offerta turistica ‘tipica’ della nostra città, rivolta esclusivamente ad un ‘target’ famigliare, e concentrarsi su una risorsa del tutto sconosciuta, attrezzandosi adeguatamente (istituzioni pubbliche ed operatori privati) per supportarla. Un’operazione che richiederebbe un impegno e un impiego di forze non indifferenti. Missione impossibile?

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