Fischi e cori di contestazione che non risparmiano nessuno: la società, i giocatori, l’allenatore, il sindaco. Il solo Aprea esce indenne dal pomeriggio “nero? del Riviera delle Palme; per lui canti di incitamento sino alla fine, la gente constata la sua rabbia, il suo dispiacere, il suo non darsi per vinto. Predica nel deserto. “Solo il portiere, c’abbiamo solo il portiere? è il grido della Nord. E pensare che in estate l’ex numero uno di Fermana, Pescara ed Ascoli venne accolto in maniera non proprio entusiasta dalla piazza…….

La giornata del popolo della Samb era iniziata in maniera tranquilla, la squadra vista in quel di Viterbo, sul campo della capolista, lasciava ben sperare, del resto perdere in casa col Sora relegato nelle ultime posizioni di classifica doveva per forza essere stato un incidente di percorso……..Dunque coraggio, si va in 5000 allo stadio!!

Sulle pagine della fanzine dell’Onda d’Urto si fa autocritica riguardo al tifo del secondo tempo di Samb-Sora, si chiede un pronto riscatto e la Nord non si fa pregare. Una Nord che si guarda allo specchio e si piace – non può far altro – con tutte quelle bandiere e quegli stendardi che colorano lo stadio e attorniano in un caldo abbraccio di passione i ragazzi della curva. A far da contorno tanta voce, il 12° è trascinante fino alla mezzora del primo tempo, sostiene convinta e rabbiosa l’11 rossoblu in versione “casalinga?, ovvero semplicemente inguardabile! E difatti la partita non la guardiamo, o almeno cerchiamo di non guardarla, pensiamo solo al tifo e a stare vicini, tanto vicini ai giocatori. Zerbini sbaglia un gol fatto? Giù cori per il “barone rosso?. Rigore per il Benevento? Aprea fai il miracolo! “Giuseppe Aprea eh eh oh oh?!!!! 0-1, sanniti in vantaggio. Non ci demoralizziamo più di tanto, c’è ancora più di un tempo da giocare, ma se il buongiorno si vede dal mattino…… Esplode di gioia il settore ospiti con una cinquantina di sostenitori giallorossi. Maleventum, Sconvolts, Ultras, Vecchio Settore, Mods, South Boys e la scritta “Di Costanzo fatti da parte?.

La prima frazione di gioco si chiude con una bella sciarpata della Nord, poi i secondi 45 minuti e ricominciamo alla grande, encomiabile quest’oggi la curva vogliosa allo spasimo di conquistare tre benedetti punti casalinghi. La Samb pare non essere d’accordo, il Benevento recita la parte della grande squadra e infila per la seconda volta il pallone alle spalle di Aprea. A dire il vero l’arbitro ci mette del suo con una conduzione di gara che fa imbestialire il Riviera tutto. Piovono sul terreno di gioco torce, fumogeni, bottigliette d’acqua e altro ancora. Le forze dell’ordine si preparano. Sembrano avvertire che la contestazione è imminente. Siamo infatti attorno al trentesimo della ripresa quando dopo alcuni istanti di indecisione – occhiate tra i lanciatori sulla transenna – la Nord inizia a vomitare cori e improperi all’indirizzo di Trillini, Gaucci, Martinelli, la Polizia. Alla decima giornata è contestazione (dopo la partita almeno 5-600 persone si radunano dietro la tribuna) ed è vibrante perché quando per esempio l’allenatore rossoblu viene brutalmente invitato ad andarsene i distinti hanno un sussulto, si levano in piedi, agitano le braccia contro la panchina del mister anconetano e si uniscono al coro. Sembra una liberazione per l’intero stadio, quasi come avesse voluto già da tempo mandare a quel paese il trainer della Samb. E già che c’è la gente di fede rossoblu si toglie tutti i sassolini dalle scarpe depennando dall’ideale “lista nera? stilata in precedenza il sindaco, ma soprattutto la famiglia Gaucci. “Gaucci dov’è?? si domanda la Nord. “LA SAMBA SIAMO NOI? ricordano i tifosi, non solo la curva, ma tutto lo stadio. Il patron viene mandato a quel paese, viene insultata la mamma, il tutto perché “la curva vuole rispetto?, gli ultras vogliono rispetto, perché il malcontento serpeggiava già da tempo, la contestazione covava sotto le ceneri. I tifosi non possono dimenticare il caso Agnello, la Samb che in estate doveva “migrare? a Macerata, il sodalizio di viale dello Sport messo in mano ad un fantomatico operaio della famiglia Gaucci, il caso Miftah, l’apparente immobilismo della società in merito alla questione “blocco del traffico? attorno allo stadio. E allora la Nord chiede a Lucianone se ci sente e parla dei rigori, dei ricorsi al TAR, del Perugia, del Catania, e lo rimanda a quel paese……. La curva è un vulcano che erutta lava – lava che scotta – su tutto e tutti e Gaucci Alex nel frattempo avrà ascoltato (o meglio, si sarà fatto riferire) e annotato ogni cosa e si arrabbierà. “Vendo la Samb? dichiara dopo la partita, “le offese personali e alla mia famiglia non le accetto da un pubblico al quale ho dato moltissimo?. Tutto vero, leggi promozioni in C2 e C1; però quello stesso pubblico ha pure lui dato tanto alla famiglia Gaucci, in termini di presenze – in casa e fuori – sostegno, calore, entusiasmo. Quello stesso pubblico ha fatto finta di non sentire certe cose, o magari di dimenticare, ma questa gente è orgogliosa, maledettamente orgogliosa e non può fare orecchie da mercante per troppo tempo. Questa gente vuole agonismo e sudore sul campo, vuole passione e impegno sulle “scrivanie?………. “C’eravamo tanto amati? direbbe qualcuno, conferma Alex Gaucci che aggiunge “per noi la Samb è un capitolo chiuso e d’ora in poi può anche sprofondare e tornarsene in Interregionale?. Non vorrei che la contestazione compatta e decisa del pubblico fosse l’alibi su cui contavano i Gaucci per lasciare……..

MICHELE NATALINI

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