Samb-Benevento rimarrà nella storia della storia
rossoblù, almeno quella recente. La contestazione ha
coinvolto mister Trillini, la famiglia Gaucci e, appena in
parte, la squadra. Alessandro Gaucci non ci ha
pensato due volte: le offese rivolte dalla tifoseria alla
società hanno fatto traboccare il vaso, che da tempo
era colmo. Un anno fa ci fu la “tentata vendita” ad
Agnello. Ma anche durante i momenti bui dello scorso
campionato l’ipotesi di cedere la Samb non era
accantonata: gli stretti collaboratori dei Gaucci non ne
erano sicuramente all’oscuro. La sconfitta contro il
Pescara ai play-off e il caos generato dal Catania in
Serie B hanno rischiato di bloccare totalmente l’attuale
stagione della Samb. Luciano Gaucci, viste anche le
difficoltà avute con il project financing al “Riviera delle
Palme”, aveva intenzione di smobilitare la squadra già
questa estate. Alessandro, in parte più legato a San
Benedetto, ha mediato, arrivando anche agli acquisti di
Martusciello ed Esposito.

Ma se la famiglia Gaucci non ha venduto la Samb, negli
ultimi mesi, il motivo principale è che nessuno ha
bussato alla loro porta con una valigia con due milioni
di euro (oggi anche meno) in contanti.

I cori ingiuriosi di domenica sono sicuramente da
censurare, e dispiace che fra i Gaucci e la Samb si
dovesse arrivare a questa fine. Ma ultimamente, anche
dopo le vittorie di Pesaro e Giulianova, la tifoseria
diffidava comunque della famiglia Gaucci. La frattura
derivava dalle esternazioni, a volte poco riflessive, di
Luciano Gaucci (non si dà del
“rompicoglioni” alla propria tifoseria…).
La giornata di ieri segna solo un punto di non ritorno:
tra tifosi e società mancava il reciproco rispetto.
L’epilogo è dunque scritto: la Samb è in
vendita. Sono dunque auspicabili alcuni passaggi:

1. Se gli imprenditori locali sono intenzionati ad
acquistare la Samb, si devono muovere
immediatamente. Ogni giorno trascorso potrebbe
causare dei danni irreparabili ai colori rossoblù. Una
squadra senza società è quanto di peggio auspicabile;
se a gennaio la proprietà sarà ancora dei Gaucci,
c’è da temere un indebolimento grave
dell’organico. C’è veramente da
salvare la Samb: chi vuole farlo esca allo
scoperto, e presto. A tal proposito, Raniero Iacoponi,
già presidente della Samb dopo il fallimento, ha
smentito serenamente qualsiasi suo interessamento
per la Samb, e la notizia di un suo incontro con Roberto
Regni, consulente della famiglia Gaucci. Anche
quest’ultimo smentisce che sia avvenuto
questo incontro.

2. I tifosi della Samb, pur nella legittimità delle loro
contestazioni, devono capire che in questo momento la
squadra ha bisogno di serenità. Giocare senza una
società alle spalle può essere complicato, farlo
subendo le contestazioni della tifoseria potrebbe
essere eccessivamente punitivo per la squadra. A
Tolentino (mercoledì sera per la Coppa Italia di C) e
soprattutto a Fermo, ci piacerebbe vedere la solita
tifoseria trascinante, almeno durante i novanta minuti. Il
campionato è tutt’altro che compromesso. I
play-off sono a un punto, la Viterbese a sei, e non ci
sono squadroni in circolazione. La prevendita, per
Tolentino e Fermo, avrà inizio domani.

3. Per i tifosi che non volevano lo strappo con i Gaucci,
chiediamo: può una contestazione, seppur pesante,
giustificare questa scelta? La famiglia Gaucci è
osteggiata da anni a Perugia, e lo scorso anno a
Catania è accaduto di tutto. La verità è che il calcio è
cambiato rispetto ad un paio di anni fa, quando bastava
un decimo della vendita di una delle rivelazioni del
Perugia di Cosmi per coprire tutto il budget della Samb.
E nessuno è disposto a rimetterci dei soldi e a subire
contestazioni, se non si è almeno un po’
innamorati della Samb.

4. Ma questi imprenditori locali, usciranno veramente
allo scoperto? Secondo indiscrezioni, si è già arrivati
ad indicare il probabile presidente, Gianni Rosati, ex
d.s. di Samb, Fermana, Ascoli, Genoa e Pistoiese, e
l’allenatore del nuovo corso, Marco
Alessandrini, già al Gubbio e alla Maceratese. Rosati
avrebbe compiti dirigenziali, mentre i soci di capitale
resterebbero, in parte, nell’ombra. Qui
c’è da aprire un capitolo importante: riportare la
Samb ai sambenedettesi rappresenta un obiettivo
centrale per tutti. Chiunque prenderà la Samb, se ha
intenzioni serie, dovrà riorganizzare il settore giovanile,
al momento assolutamente marginale, e costruire una
Samb capace di essere protagonista nell’arco di
qualche anno. In giro non ci sono Della Valle o
Zamparini, che appartengono ad una sfera del calcio
diversa rispetto alla dimensione Samb. Questo non
vuol dire che senza i Gaucci la Samb dovrà dimenticare
la Serie B: basta scorrere l’elenco delle
squadre del nostro girone per capire che nessuno può
permettersi di buttare i soldi dalla finestra. Una C1
ambiziosa si può fare anche a San Benedetto, con
intelligenza e…la pazienza e l’amore dei tifosi.
Guai a chiedere la luna a chiunque arriverà: questo è il
momento, lo ripetiamo senza enfasi, di salvare
la squadra da un futuro incerto e pericoloso.

Mi piacerebbe conoscere le opinioni dei lettori che ci
seguono riguardo questo momento della Samb. Se lo
volete, scrivete a info@sambenedettoggi.it o
flamminipp@libero.it

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