Alberghiero un anno dopo. La scorsa invernata, gli studenti protestarono per motivi analoghi a quelli odierni. Si ribellarono ad una struttura insicura, inagibile chiedendo la messa a norma o quantomeno una scuola con più garanzie strutturali. I ragazzi ottennero, così, l’inizio dei lavori in risposta a quanto richiedevano. Trascorsi all’incirca 365 giorni, si è tornati a protestare. Sono bastate qualche ora di pioggia per vedere la aule dell’Istituto essere invase da acqua. I soffitti dell’intero secondo piano, “zuppi? di infiltrazioni piovane. Tante goccioline che scendevano a rintocchi sul pavimento per non parlare dell’umidità che si respirava. Insomma una situazione a cui gli studenti hanno voluto dire basta. Impossibile ascoltare una lezione con l’ombrello aperto in classe per non trovarsi a fine ora un po’ bagnati.

Perciò i rappresentanti d’Istituto, portavoce di tutti gli studenti, hanno deciso di “far rumore? nella più assoluta mitezza. A parlare sono Antonio e Paolo “guardate e giudicate. Ci siamo allagati con un po’ di pioggia, il tetto non ha più la guaina. La paura è per la nostra incolumità, non ci sentiamo sicuri. Soprattutto quando andiamo in sala computer tra i fili della corrente elettrica?. In sostanza un disagio a cui porre rimedio in fretta. Se la stagione invernale in corso si presentasse molto piovosa, cosa accadrebbe a questi ragazzi? Giorni di sole a scuola, giorni di pioggia a casa? Urge una soluzione affidabile per garantire la normale regolarità delle lezioni anche in giornate di maltempo senza “umidi? inconvenienti.

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