«Vacanze fai da te? Ahi ahi ahi!», recitava uno dei più famosi spot anni Ottanta. Non vorremmo che qualcuno potesse dire: «Vacanze a San Benedetto?…». Eh già, perché, leggendo la protesta di un turista della provincia milanese (per ora lo manterremo nell’anonimato, contando di intervistarlo nel prossimo numero), inviata al Sindaco Martinelli e al Consorzio Turistico Riviera delle Palme lo scorso 31 luglio, c’è da rimanere sconcertati. Certo, pochi operatori turistici si comportano come l’hotel reo di scarsa ospitalità (come leggerete dopo: zero ospitalità) in cui è malcapitato il nostro turista milanese. Ma è nostro compito far sapere a tutti che certe cose avvengono, e vanno a discapito di tutti coloro che, d’estate e durante tutto l’anno, lavorano con serietà e dedizione per trattare i nostri villeggianti con il massimo delle attenzioni. Non è nostro compito indicare il nome della struttura turistica accusata di cattivo servizio (lo chiameremo “Albergo XXX”); per ora, di seguito, pubblicheremo integralmente la lettera di protesta del nostro sfortunato turista.

«Egregio Presidente, Ill.mo Sig. Sindaco, sono […omissis…] e mi permetto di disturbarVi per metterVi al corrente di quanto mi è capitato.

Circa 20 giorni fa ho prenotato una camera con 3 letti per me, mia moglie e mia figlia, all’Albergo XXX, di proprietà […omissis…], della Vostra cittadina, con l’invio di regolare caparr di 150 euro come richisto successivamente confermata con la loro lettera scritta del 23 luglio 2003 per il periodo dal 10 al 19 agosto.

Tengo a precisarVi che ho trovato il nominativo e il numero di telefono su alcune riviste specializzate che pubblicizzano diversi Hotel della Riviera Adriatica, e ritenendolo particolarmente consigliato ho deciso di contattarli.

In data 30 luglio per problemi famigliari sono purtroppo cambiate le nostre condizioni, cioè avendo noi genitori anziani non autosufficienti, e non trovando disponibilità di altri parenti per quel periodo, disponibilità prima data e poi negata per loro problemi di salute, abbiamo deciso di darci il cambio con mia figlia, ritenendo per correttezza di avvisare telefonicamente questi Signori, che saremmo arrivati in 2 persone e non più in tre.

Ad un primo contatto telefonico effettuato da mia moglie, non volevo credere a quanto mi ha riferito; infatti, si è sentita rispondere che a questo punto venivano a mancare i presupposti degli accordi perché la camera è per 3 persone, per cui la precedente prenotazione la ritenevano null e che ci avrebbero rispedito i soldi della caparra pari a 150 euro.

Successivamente ho chiamato io pensando di tranquillizzarli dicendogli che non era un problema, che avrei pagato per 3 persone come concordato e che saremmo arrivati in due facendo presente che avevano solo da guadagnarci.

Niente, con ottuse risposte la Sig.ra […omissis…] segretaria dell’Hotel ha cercato di spiegarmi che non è quanto una persona consuma, ma è il numero di persone che riescono ad ospitare nel loro Hotel (a questo punto ci si chiede: ma come consorzio turistico distribuite forse un premio speciale a chi riesce a “stipare” all’inverosimile l’Hotel?) e dicendomi inoltre che se tutti dovessero fare come noi, si troverebbero un terzo di persone in meno.

Non credendo alle mie orecchie ho posto una domanda ben precisa, ho chiesto come si sarebbero comportati se fossimo arrivati in due anziché in tre, mi avrebbero fatto dormire in macchina? La risposta è stata semplice: mi avrebbero trovato un’altra sistemazione a San Benedetto (altri alberghi o altri locali) ma non nel loro Albergo.

A questo punto mi chiedo come possono “certi” albergatori pensare di continuare la loro attività ed a soddisfare il turismo linfa vitale per la Vostra stupenda città.

Il primo risultato è stato che non avendo più una prenotazione alla fine di luglio, mi sono preso una arrabbiatura pazzesca, un esborso economico in quanto mi hanno costretto ad effettuare un numero altissimo di telefonate per trovarmi un altro posto finalmente trovato in altra regione questa sera, purtroppo ad un costo superiore vista la ristrettezza dei tempi a disposizione.

Il mio istinto, sarebbe ci citarli per danni più morali che economici e tutto il ricavato poi devolverlo in beneficenza.

In attesa di recarmi nella nuova località di mare dove sicuramente troverò persone diverse da queste, dall’Albergo XXX mi aspetto la restituzione della mia caparra come promesso, anche se visto che sono loro gli inadempienti dovrebbero rendermi il doppio dell’importo versato a suo tempo.

RingraziandoVi per la Vostra disponibilità, scusandomi per essermi dilungato ma credo che l’argomento meritasse tale spiegazione e, rimanendo in attesa di una Vostra possibile risposta, l’occasione mi è gradita per porgerVi i miei più cordiali saluti.»

Il Consorzio Turistico Riviera delle Palme, a mezzo del suo presidente Marco Calvaresi, ha poi risposto in data 7 agosto al turista milanese, scivendogli «siamo rimasti esterefatti anzi mortificati; non ci sono parole che possano giustificare l’episodio, non possiamo che porgerVi le nostre più sentite scuse». Sono giunte anche le scuse del Sindaco Martinelli in data 29 agosto, che ha scritto «intendo porgerLe le più sentite scuse a nome della città di San Benedetto del Tronto che mi onoro di rappresentare […]. Sarà pertanto mia premura adoperarmi presso tutti i principali attori del comparto turistico affinché tali situazioni non abbiano più verificarsi».

Cosa ne penserà, oggi, il nostro turista della provincia milanese? Cercheremo di saperne di più nel numero di sabato prossimo. (ef.pì.)

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