In contemporanea con il provvedimento che cancella le pensioni di anzianità e smantella con un colpo solo il nostro sistema previdenziale pubblico, il Governo, con un colpo di mano fatto passare sotto silenzio, attraverso l’articolo 47 del decreto che accompagna la finanziaria cancella il riconoscimento dei benefici previdenziali previsti dalla legge 257/92, la quale permetteva ai lavoratori esposti all’amianto e al massimo rischio di contrarre il tumore di uscire in anticipo dal lavoro.

Molti lavoratori di sicuro avevano già chiesto il pre-pensionamento in base ai calcoli delle precedenti disposizioni: infatti con la legge 257/92 ogni anno lavorato in condizioni di rischio era considerato un anno e sei mesi ai fini del calcolo dell’anzianità contributiva. Ora questi lavoratori non avranno più lavoro né pensione.
Questa conquista che riconosceva l’urgenza sociale del lavoro usurante è stata smantellata: i lavoratori che operano a contatto con l’amianto andranno in pensione con lo stesso computo di anni degli altri, con solo un modesto e offensivo vantaggio economico, che poco conta se si è lavorato una vita mettendo a rischio la propria salute.
Il Partito dei Comunisti Italiani sta mobilitando i propri parlamentari affinché questo provvedimento sia stralciato, in difesa della tutela dei lavoratori che non deve essere usurpata per far bilanciare i conti dello Stato.
Contemporaneamente il gruppo consiliare dei Comunisti Italiani presenterà una mozione urgente che impegna il Consiglio e la Giunta a farsi interprete verso il Governo dello stralcio dell’articolo 47 che punisce i lavoratori a contatto con l’amianto.
I Comunisti Italiani sono altresì al fianco dei lavoratori e dei sindacati in tutte le iniziative di lotta necessarie.

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