Il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu e il presidente della Regione Marche Vito D’Ambrosio hanno sottoscritto a Roma, presso la sede del Viminale, un protocollo d’intesa sulla sicurezza locale e le politiche integrate per la sicurezza.
Erano presenti anche il Capo della Polizia, Giovanni De Gennaro e il Prefetto di Ancona, Giulio Maninchedda.
“Sono contento dell’accordo – ha affermato il ministro -, che è molto significativo per le materie che contiene: sostegno all’informazione reciproca, stretta collaborazione con le Polizie locali, interconnessione delle sale operative, aggiornamento professionale. Ciò che conta è l’idea di una sicurezza partecipata. Il coinvolgimento delle Regioni e degli Enti locali trascina anche i cittadini a collaborare.?
Per D’Ambrosio l’accordo attua una linea di stretta collaborazione tra Ministero e Regioni e costituisce un buon segnale in un settore delicato della convivenza civile. Nelle Marche si vive bene, ma vogliamo raggiungere migliori risultati in modo che i nostri concittadini si sentano più sicuri.?
Sono inoltre molto soddisfatto – ha aggiunto il Presidente – per l’impegno che il ministro Pisanu ha assunto a venire nelle Marche non appena terminerà il semestre di Presidenza italiana della UE. Utilizzeremo la sua presenza per mettere a punto i programmi legati all’attuazione del protocollo e illustrare ai cittadini ciò che si sta facendo e quello che si potrà fare per consolidare la loro sicurezza.
L’accordo s’inquadra nell’ambito delle finalità della legge regionale 11/2001 (sistema integrato per le politiche di sicurezza e di educazione alla legalità) che ha tra le sue finalità il concorso allo sviluppo della ordinata e civile convivenza nelle città e nel proprio territorio, promovendo e sostenendo, in collaborazione con il sistema delle autonomie locali, l’integrazione delle politiche sociali e territoriali, di competenza della Regione e degli Enti locali, con le politiche di contrasto della criminalità, di competenza degli organi statali. La legge prevede inoltre che la Regione promuova intese e accordi di collaborazione con gli organi dello Stato al fine di favorire lo scambio di conoscenze e informazioni sui fenomeni criminali e sulla loro incidenza sul territorio.
Da parte sua il Ministero dell’Interno, e per esso l’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, nello svolgimento del suo ruolo istituzionale, è impegnato a cogliere le nuove istanze di sicurezza provenienti dalle istituzioni regionali e locali, anche attraverso l’adeguamento costante delle strategie, delle metodologie operative, delle soluzioni organizzative e gestionali, e con il consolidamento della cooperazione con tutti gli organismi istituzionali interessati.
Il protocollo disciplina le azioni coordinate del Ministero dell’Interno e della Regione Marche volte a:
a) migliorare la conoscenza dei fenomeni che incidono sulla sicurezza dei cittadini;
b) migliorare la collaborazione operativa dei servizi di vigilanza e di controllo sul territorio delle diverse componenti;
c) attivare iniziative comuni per sostenere l’aggiornamento professionale dei corpi di polizia;

d) promuovere le forme e gli strumenti di collaborazione istituzionale, per consentire il coordinato svolgimento sul territorio delle azioni dei vari soggetti pubblici competenti e il raccordo con i soggetti sociali interessati;
e) individuare progetti che possano essere realizzati, anche con il concorso e la compartecipazione degli enti locali interessati, nel settore della sicurezza locale.
Ministero e Regione Marche convengono sull’utilità di avviare, entro il 31 gennaio 2004, la sperimentazione di un sistema di rilevazione dei fenomeni di criminalità che si verificano nelle Marche e delle situazioni relative al disagio e degrado urbano e territoriale esistente.
Le azioni coordinate del Protocollo consistono nella realizzazione delle condizioni tecnologiche per migliorare la collaborazione tra le Sale operative delle Forze di Polizia e quelle dei Corpi e Servizi di Polizia locale, rendendone integrabile l’operatività, al fine di rafforzare i servizi di vigilanza e controllo sul territorio delle diverse componenti, assicurando ai cittadini l’intervento tempestivo degli operatori specializzati in relazione alle specifiche competenze.
Il programma di integrazione si svilupperà in due fasi. La prima fase dovrà prevedere la creazione di sistemi o l’adozione di meccanismi che consentano la comunicazione mediata tra le Sale Operative della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e dei Corpi e Servizi di Polizia locale operanti nella Regione. La seconda fase dovrà prevedere l’adozione di sistemi di comunicazione tra le suddette Sale Operative, ricorrendo anche a sistemi di interconnessione più avanzati rispetto a quelli della prima fase. La Regione, inoltre, procederà alla realizzazione di sistemi di collegamento per consentire le comunicazioni tra le Sedi delle polizie locali e tra queste e la struttura regionale competente in materia di polizia locale.
Le parti, infine, concordano sull’opportunità di sviluppare iniziative in tema di aggiornamento professionale integrato del personale delle Forze di polizia, dei Corpi e Servizi di Polizia locale e di altri operatori della sicurezza, in grado di migliorare il livello di professionalità, nonché di integrazione fra gli operatori, nel quadro delle iniziative in tema di “sicurezza diffusa? previste, peraltro, anche dai “Protocolli di sicurezza urbana? stipulati in sede locale.
Si citano, a titolo di esempio, la polizia di prossimità, la gestione e il controllo del territorio, l’integrazione delle Sale operative, l’utilizzo della videosorveglianza, le nuove fenomenologie criminali e, più in generale, i crimini che destano maggiore allarme sociale nella società marchigiana.

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