PESCA. LE MARCHE A GENOVA PRESENTANO LA POLITICA DI INNOVAZIONE DEL SETTORE E QUATTRO PROGETTI.
Dal commercio elettronico, alla certificazione del prodotto e politica di marchio. A Fano anche un ristorante galleggiante per promuovere il pesce dell’Adriatico.

GENOVA – La terza marineria d’Italia e un prodotto di qualità, soprattutto un settore che, negli ultimi anni, si è innovato e vuole continuare a farlo attraverso l’approvazione di strumenti legislativi, ma anche la realizzazione di progetti. Questa è la realtà marchigiana che si è presentata a Genova, cogliendo l’occasione della Rassegna “Sapore di Mare?, un appuntamento dedicato alla gastronomia e alla storia del mare, organizzato da Slow Food e dal Ministero e destinato a ripercorrere il successo del Salone del Gusto di Torino. All’iniziativa, che si sta svolgendo in concomitanza con il Salone Nautico, la Regione – presente con un proprio stand, nel suggestivo scenario del porto Antico – ha colto l’occasione per un incontro con operatori e istituzioni.
Ha fatto gli onori di casa l’assessore alla Pesca Luciano Agostini, che ha sottolineato che la fase di criticità dell’economia si vince con un lavoro sinergico con tutte le categorie in grado di far emergere progetti per la crescita del settore, “rafforzando il la fiducia e rapporto con il consumatore, e quindi la qualità e la sicurezza alimentare, che sono le nostre strategie?.
E, ha ricordato che, nell’ultima seduta di giunta, è stata approvata la legge quadro per il settore, una normativa semplice, che fissa solo gli orientamenti e affida a un “piano attuativo annuale?, la definizione degli interventi concreti: “ci siamo allineati al dettato del Titolo V della Costituzione – ha detto – che assegna alle Regioni la competenza esclusiva in materia di pesca. Anche se dobbiamo registrare un “freno? sul fronte del decentramento e, come Regione, siamo in prima linea per ottenere di più, anche perché abbiamo visto che, quando il contatto con il territorio è diretto, i risultati ci sono.? E il riferimento è all’utilizzo delle risorse SFOP che, gestite per la prima volta dalla Regione, sono state tutte spese.?
La giunta ha approvato anche un provvedimento per 1 milione e 100 mila euro a favore dell’ammodernamento delle attrezzature sui pescherecci: si punta a migliorare la sicurezza a bordo e la qualità del prodotto.
Ci sono poi tanti altri progetti che si stanno portando avanti, come l’Interreg, che “ci interfaccia con la costa di fronte alle Marche e sappiamo quanto siano importanti le relazioni politiche tra gli Stati, anche in momenti di difficoltà come questo con il governo croato?, ha detto Agostini.
Ha preso poi la parola il presidente della provincia Enzo Giancarli, che ha ribadito di essere in sintonia con la Regione, che è necessario fare sistema e che ?il cuore delle Marche batte per la qualità dei prodotti?.
E’ stata poi la volta della presentazione e l’illustrazione dello stato dell’arte di quattro progetti, che sono la testimonianza anche della vitalità delle categorie: Galliano Micucci, amministratore unico dell’ASSAM è intervenuto su “Scirocco 36?. Luigi Micci, presidente di Fishtel spa, sul progetto di commercio elettronico. Marco Prezzolesi della COMAR di Fano sui progetti Scimitar e Qualità.

I PROGETTI PRESENTATI

SCIROCCO 36 – E’ un marchio che raccorda le fasi della filiera, dalla barca al commerciante o ristorante, punta a garantire la tracciabilità e la rintracciabilità del prodotto, dando tutte le informazioni necessarie. “36?, perché è il numero delle ore che garantisce la freschezza del prodotto: il meccanismo è lo stesso, anche dal punto di vista della strumentazione, di quello della certificazione della carne: il sistema “carica? il prodotto e lo “scarica? man mano che viene acquistato, rilasciando all’acquirente finale tutta una serie di informazioni: specie del pesce, metodo e zona di cattura, data e ora dell’asta, mercato ittico di provenienza, imbarcazione e nominativo del dettagliante o del ristoratore.
Passate le 36 ore il pesce non appartiene più a questa rete, è commercializzato senza marchio e, quindi, senza etichetta. Il progetto è realizzato con i fondi SFOP.
FISHTEL – Realizzato con risorse regionali, si pone un obiettivo ambizioso: “trasformare il mercato locale in mercato globale?, utilizzando le opportunità della rete telematica per commercializzare il prodotto.
Allo stato attuale sono stati messi in rete tutti i mercati ittici delle Marche e altri lo saranno tra breve e si vuole conquistare l’area del Mediterraneo. Per ora, stanno per entrare nella rete quattro mercati di Puglia, Abruzzo , Sardegna e Friuli. L’ingresso di nuovi soggetti consente di arricchire l’offerta, in termini di quantità e specie, favorendo un equilibrio nei prezzi e in tutte le stagioni dell’anno. C’è un’esperienza analoga in Belgio, che sta commercializzando il pesce nell’area vasta del centro Europa.
PROGETTO SCIMITAR – E’ un progetto della cooperativa di pescatori di Fano, la Comar, di antica tradizione: nasce nel 1939. “Un sogno in una conchiglia di mogano?, recita il depliant di presentazione. Sarà un ristorante galleggiante: non un “ristorante sul mare?, ma un “ristorante nel mare?, da dove abbracciare con lo sguardo la costa che va dal San Bartolo al Conero. Il progetto è suggestivo. Verrà ristrutturata una motonave della marina inglese – era in grado di raggiungere la velocità di 55 nodi con un’autonomia di 1500 miglia – con una avventurosa storia alle spalle che, dopo alterne vicende (prima il contrabbando di sigarette, poi un incendio quasi certamente doloso), è approdata al porto di Fano. Costruita negli anni ‘70, ha preso parte alla sfilata per il giubileo della Regina, quindi ha prestato servizio nel mar della Cina, al largo di Hong Kong. Rimarrà a Fano e ospiterà un ristorante galleggiante con tutti i servizi anche per i portatori di handicap. I lavori inizieranno tra pochi mesi.
E’ un progetto che punta alla promuovere e valorizzare il pesce dell’Adriatico, anche quello considerato meno “nobile?. La COMAR ha già all’attivo una esperienza simile nel mondo della ristorazione, sempre a Fano, dove sono assicurati piatti a base di pesce a prezzi competitivi.
PROGETTO QUALITA’ – E’ dell’Associazione Produttori Pesca Adriatica di Fano e punta alla certificazione della qualità del prodotto, assicurando un coinvolgimento di tutte le fasi della filiera, attraverso l’accettazione degli aderenti di un codice di autoregolamentazione. Nella sostanza vengono fissate norme, che definiscono con chiarezza le metodiche di cattura, di magazzinaggio a bordo, conservazione a terra, distribuzione …Gli operatori aderenti al disciplinare e quindi al marchio sono costretti a rimodernare le loro strutture. E’ prevista anche un’autorità di controllo in grado di valutare la rispondenza e il rispetto dei parametri definiti nel disciplinare. (e.r.)

PESCA MARITTIMA – SCHEDA

COMPARTIMENTI MARITTIMI e relativi porti di appartenenza: Pesaro (Pesaro, Gabicce, Fano), Ancona (Senigallia, Ancona, Numana), San Benedetto del Tronto (Civitanova Marche, Porto San Giorgio, S. Benedetto del Tronto).
Su una costa 174 km, dove si affacciano 23 Comuni.

OCCUPATI SUI PESCHERECCI: circa 1.800, ad Ascoli Piceno la cifra maggiore con oltre 500 pescatori. La piccola pesca assorbe 530 pescatori su un totale di 487 licenze. I pescatori sono organizzati in 32 cooperative e consorzi.
In tutte le Marche, in particolare ad Ancona, è elevata la presenza di extracomunitari, soprattutto tunisini.
Per quanto riguarda gli addetti a terra si calcola che siano 3.465 quelli delle attività indotte.

FLOTTA: 1.286 unità per un totale di 19.840 tonnellate.
Tra tutte le flotte regionali, quella marchigiana si caratterizza per la prevalenza del carattere industriale su quello artigianale: infatti la piccola pesca incide per il 6% sul tonnellaggio regionale contro il 15% della media nazionale. Oltre allo strascico, la pesca marchigiana si contraddistingue per la presenza di una efficiente flotta armata a volante. Nel complesso, l’efficienza produttiva della flotta marchigiana 1996-2002, misurata come rapporto tra output (catture e ricavi) e tonnellaggio, è aumentata.

PRODUZIONE: La produzione complessiva è stata di 50.625 tonnellate per un ricavo di 163,8 milioni di euro, con un incremento rispetto al passato.

GIORNI DI PESCA: I giorni complessivi di pesca, nonostante la contrazione nella consistenza della flotta degli ultimi anni, risultano aumentati. In valore assoluto, le giornate di attività sono state circa 232 mila, per una media per imbarcazione di 180,5 giorni contro i 150 dell’anno precedente.

MERCATI ITTICI: Pesaro, Fano, Ancona, Civitanova Marche, San Benedetto, Porto San Giorgio.
La maggior parte del prodotto ittico, l’85%, si concentra nei quattro maggiori poli: Ancona, Fano, Civitanova M., San Benedetto del Tronto.
Circa il 70% dell’intera produzione è commercializzato direttamente nei mercati o centri CE di spedizione; un 15% è commercializzato fuori di tali strutture, mentre il rimanente 15% circa sfugge ad ogni controllo statistico.
Il commercio dei prodotti ittici è stato liberalizzato e pertanto il produttore non ha l’obbligo di vendere attraverso i Mercati Ittici: ciò comporta che il prodotto sia commercializzato attraverso svariati canali, spesso in competizione fra loro e creando così una frammentazione e variabilità consistente dei prezzi.

INDUSTRIE DI TRASFORMAZIONE: 5 a Pesaro, 5 ad Ancona, 35 ad Ascoli Piceno, 1 a Macerata. Il totale degli addetti è di 700 unità.

PRODUZIONE IN DETTAGLIO

Produzione complessiva della pesca marittima – Anno 2000 ( Dati ISTAT)
-quantità in quintali –

Regione Alici-Sarde sgombri Tonni Altri Pesci Totale Calamari Polpi e Seppie Altri Molluschi Totale Crostacei Totale Generale

MARCHE 107.112 1 54.478 161,591 8.742 122.857 131.599 16.089 309.279
ITALIA 788.950 62.600 691.809 1.543.359 168.005 1.036.038 1.204.043 214.563 2.961.965
% Marche Italia 13,57% 0 7,87% 10,47% 5,20% 11,85% 10,93% 7,49% 10,44%

La produzione della pesca nelle Marche, nell’anno 2000 ha rappresentato il 10,44 dell’intera produzione nazionale, mentre la più alta percentuale per tipologia di pesce si riscontra nelle alici-sarde e sgombri con il 13,57%.

La maggior parte del prodotto è venduta attraverso le strutture dei mercati ittici all’ingrosso regionali, mentre la quasi totalità dei prodotti massivi è venduta fuori mercato direttamente a commercianti ed esportatori.

Le attività operanti nel commercio all’ingrosso ed al dettaglio di prodotto della pesca fresco, nell’anno 2001 nelle Marche, sono:
– Imprese 338
– Unità locali 370
– Addetti 576

Il maggior numero degli acquirenti gravita nei mercati d’Ancona (23.8%), San Benedetto del Tronto (20,1%), Civitanova M. (18,8%) e Fano (16,6%), l’83% del totale degli acquirenti è costituito da dettaglianti ed il rimanente 17% da grossisti.

I dati di riferimento sono quelli ISTAT 2000

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