Promuovere la salvaguardia e l’incremento delle risorse ittiche, favorire lo sviluppo economico della pesca e dell’acquacoltura, incentivare l’associazionismo e la cooperazione: queste le finalità della proposta di legge: “Norme in materia di pesca marittima e acquacoltura?, approvata dalla Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore Luciano Agostini. Il testo, che sostituisce la legge regionale n.14 del ’94, è stato elaborato sulla base del nuovo titolo V della Costituzione che conferisce alle Regioni la competenza legislativa esclusiva nel settore della pesca. Si amplia così l’intervento della Regione, che entro diciotto mesi dall’entrata in vigore della legge dovrà approvare i relativi regolamenti di attuazione e i programmi annuali
Per il primo anno di applicazione, è prevista una spesa di 10 mila euro. Gli interventi finanziabili comprendono un lungo elenco di azioni: ristrutturazione e ammodernamento della flotta peschereccia, creazione di servizi alle imprese, ristrutturazione e ammodernamento dei porti pescherecci, sistemazione di zone marine protette, trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici, sviluppo dell’associazionismo. Sono finanziabili anche gli interventi di promozione e di miglioramento delle produzioni ittiche, il sostegno alle attività di pescaturismo e di ittiturismo, le azioni di riduzione dello sforzo di pesca, l’incentivazione dell’occupazione, in particolare quella giovanile, il sostegno alla piccola pesca, l’elaborazione di studi e progetti-pilota.
Previo parere della Commissione consiliare competente, la Giunta dovrà regolamentare anche le modalità di gestione e di tutela dei molluschi bivalvi, settore in precedenza di esclusiva competenza dello Stato, e determinare l’ammontare del canone per la concessione dei beni del demanio marittimo. La proposta legge stabilisce, altresì, l’adozione di un piano regionale della pesca e dell’acquacoltura, l’approvazione di un programma annuale di interventi, l’istituzione di una consulta per l’economia ittica e una commissione tecnico-scientifica. Di rilievo, infine, l’individuazione di zone di mare, da utilizzare per l’acquacoltura e per le attività scientifiche.
Alla luce delle innovazioni introdotte dalla riforma costituzionale, restano, invece, di competenza esclusiva dello Stato la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, e il settore dei rapporti internazionali; allo Stato spetta anche la definizione dei princìpi fondamentali per quanto riguarda il commercio con l’estero, la sicurezza sul lavoro, la ricerca, scientifica e tecnologica, l’innovazione dei sistemi produttivi, la tutela della salute e l’alimentazione porti. La proposta di legge passa ora all’esame della competente commissione del Consiglio regionale. (s.p)

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