“E’ sicuramente un dato positivo la crescita della natalità evidenziata dagli istituti di ricerca nel periodo 1995-2002, dato che trova conferma anche nell’analisi dei primi mesi del 2003.

I dati a due cifre del nord (+17,4% nel nord est e +12,2% nel nord-ovest) e prossimi al 10% nel centro (+9% il dato generale e +9,4% nella nostra Regione) contrastano, apparentemente, con il decremento in atto nel sud Italia (-11%), area da sempre ritenuta più prolifica.

Un rovesciamento di valori che porterà, probabilmente, a un allineamento del tasso di natalità tra nord e sud, determinando un positivo afflusso “energetico? e vitale a quelle aree notoriamente più anziane dell’Italia.

Tale cambiamento può essere contestualizzato nell’ambito di alcune considerazioni.

La prima deve far riferimento alle differenti politiche di welfare, più occupazione e servizi per la famiglia e i genitori nell’Italia centrale e settentrionale, maggiori incertezze e difficoltà per cittadini e nuclei familiari del meridione. L’ottimismo scaturisce infatti anche dal non sentirsi soli e isolati nel crescere ed educare i propri figli e occorre evidenziare che, dove il sistema scuola, le prospettive occupazionali, la rete dei servizi territoriali (nidi, materne, progetti di sostegno alla genitorialita, ecc.) sono più efficienti e strutturati, la famiglia si sente, anche se mai abbastanza, supportata e confortata nell’affrontare la difficile “avventura? genitoriale.

La seconda riguarda l’applicazione di alcune norme importanti varate dal precedente Governo di Centro-sinistra, quali, su tutte, la Legge 285 del 1997 sull’infanzia e l’adolescenza, e la Legge 328 del 2000 di riforma dello stato sociale. Leggi che hanno permesso alle Regioni e agli Enti locali di investire su qualità e innovazione del welfare, avviando percorsi di avvicinamento ai bisogni dei cittadini e di partecipazione degli stessi ai processi decisionali e di progettazione dei servizi.

Ultima considerazione, inerente il dato confortante delle Marche, riguarda, da un lato, il buon livello di accoglienza delle nostre comunità nei confronti dei più giovani, che sta dentro alla tenuta delle relazioni e dei rapporti interpersonali e intergenerazionali ancora in auge nei paesi e nelle città marchigiane, e dall’altro l’investimento culturale, progettuale e professionale avviato dal Piano sociale e dalle recenti normative che afferiscono al settore infanzia, adolescenza, giovani e famiglie, tese a incontrare, sempre più, le necessità di promuovere i diritti dei minori e incontrare, sempre più, le esigenze dei genitori?.

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