«Due anni fa la festa fu fantastica. Vorrei avere la cassetta di quell’indimenticabile serata»
“ Ho smesso di giocare a 30 anni e ho lasciato il mondo del calcio senza rimpianti. D’altra parte non è mai stata mia intenzione rimanere in questo ambiente né come allenatore né con altri compiti.? Ferdinando Bozzi è entusiasta di San Benedetto del Tronto, città che non dimenticherà mai avendovi trascorso gli anni più belli della carriera di calciatore ma soprattutto perché qui è nato suo figlio Matteo, oggi ventiquattrenne e studente universitario?. Adesso abita a Torino, la città di sua moglie dove lavora come rappresentante di libri. Ha un fratello minore Marco, ex-giocatore della Primavera della Juventus, che dopo una buona carriera si è stabilito a Lanciano.
D: Bozzi giunse a S.Benedetto con la qualifica di bomber ma di gol ne segnò pochi….
R: Si effettivamente il primo anno ebbi anche alcuni problemi con qualche tifoso che credeva fossi un goleador: in realtà io sono sempre stato sempre un attaccante di movimento che crea spazi per i compagni. Mi ricordo che dopo una partita addirittura un tifoso mi colpi’ con un pugno ma per fortuna tutto si risolse subito e chiarii successivamente con lui i motivi dell’ attrito.
D: Comunque in seguito i tifosi la elessero loro beniamino.
R. Sì, poiché fondalmentamente io sono un generoso e gli sportivi sambenedettesi apprezzano questa qualità anche se tecnicamente non sei il massimo. Nell’ ultimo campionato (1979-80) addirittura fui nominato capitano e proprio in questa veste subii un gravissimo infortunio a Taranto. Mi ruppi la caviglia, la mia carriera era in pericolo ma ripresi giocare le ultime partite dopo essere stato operato dal Dott. Di Matteo.
D: Quali sono stati i ricordi piu’ belli di S.Benedetto ?
R: Innanzitutto mio figlio Matteo che nacque a S.Benedetto nel 1979 e che è orgoglioso di essere sambenedettese: quando si parla di S.Benedetto gli si illuminano gli occhi! Fino a pochi anni orsono vi tornavo spesso poiché avevo acquistato una casa in centro che poi ho venduto. Sono rimasto molto affezionato al Dott. Di Matteo che ho incontrato recentemente qui a Torino dove era venuto per un convegno, Sergio Campanella che prima gestiva il Ristorante “Danubio? poi il “Brigantino?, Paolo Beni e i giornalisti Remo Croci, che ai miei tempi era un ragazzino e Mimmo Minuto.
D.: Dopo l’ amara esperienza della retrocessione in C1 fu ceduto al Cesena.
R: Ancora non dimentico l’ arbitraggio di Casarin nell’ ultima giornata di campionato a Pisa dove ci negò un rigore grosso come una casa su Massimi. Mi acquistò il Cesena, allenato da Bagnoli, a cui evidentemente avevo fatto una buona impressione in quanto ai romagnoli avevo realizzato un paio di gol. Poi sono approdato in squadre abruzzesi: a Giulianova mi convinse Tribuiani che mi aveva allenato nel 1978-79 a S. Benedetto, a Tortoreto mi volle Oddo, l’ex allenatore di Salernitana e Messina: tuttavia mi ammalai ai polmoni e dovetti stare in ospedale per quattro mesi per cui preferii tornare dalle mie parti avendo nel frattempo aperto una libreria a Torino.
D.: La Festa organizzata dal Comune due anni orsono è stata l’ occasione di una rimpatriata….
R: Sì, effettivamente è stata una festa fantastica che ci ha permesso di ritrovarci dopo molti anni: mi ricordo di avere fatto il viaggio di ritorno con Bergamasco, Basilico e Tacconi. A questo proposito vorrei lanciare una appello: se qualcuno possiede la cassetta di quell’indimenticabile serata, sarei contento di averla perché per me è stata un’emozione unica.
D.: La tifoseria di S.Benedetto è unica!
R: Non vi sono dubbi: io provenivo da un ambiente altrettanto caldo come quello di Benevento ma di ritorno da una trasferta in Indonesia con la Nazionale di Serie C, chiesi espressamente di non rimanere in Campania. La tifoseria di S. Benedetto è calda ma soprattutto competente.
D: Segue sempre la Samb?
R: Certamente anche se dal vivo l’ho vista solo un paio di volte quando militava in serie B e veniva in trasferta al Nord. Ma seguo anche il Grottammare del mio amico Roberto Beni che sta disputando un campionato strepitoso! Due anni orsono sono venuto proprio a Grottammare per disputare un torneo aziendale ed ho alloggiato alla’Abbadetta dove 25 anni orsono andavo in ritiro con la Samb! (Una tradizione che resiste, come si vede nella foto sottostante ndr). Che emozione ritrovare le stesse persone di allora!.
Congediamo Ferdinando Bozzi, l’ attaccante che segnava poco ma che lottava come un leone. Innamorato ancora di S.Benedetto di cui si è riportato forse il regalo piu’ bello un “figlio sambenedettese?. Siamo rimasti colpiti dall’ entusiasmo con cui ci ha comunicato che era stata una scelta fermamente voluta quella di far nascere suo figlio nelle nostra città, quasi per non dimenticare mai quel periodo della sua vita. Questo è un ulteriore esempio di cosa rappresenti S. Benedetto del Tronto per un calciatore. Anche per lui quest’intervista è stato un piacevole ricordo. Domani è un altro giorno, la vita va avanti, ma col cuore gonfio di gioia. In tanti dopo 20 anni a S.Benedetto si ricordano ancora di lui, quanti invece a Benevento, Cesena, Francavilla o Sanremo?

Una breve carriera professionistica
con l’apice da noi nel 1977-1978
Attaccante. E’ nato il 24 febbraio 1957 a Monfalcone (GO)
75-76 TORINO A 0 0
76-77 BENEVENTO C 22 5
77-78 SAMB B 31 6
78-79 SAMB B 33 2
79-80 SAMB B 9 0
80-81 CESENA B 29 0
81-82 FRANCAVILLA C1 28 3
82-83 SANREMESE C1 27 2
83-84 GIULIANOVA C2 22 2
84-85 PINEROLO INT
85-86 TORTORETO INT
86-87 SAVIGLIANESE INT 9 0
87-88 SAVIGLIANESE C2 30 0
88-89 COLLEGNO 1a Cat
89-90 COLLEGNO Prom.
(rr)

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