Se nelle parole del ministro vi sono delle esagerate generalizzazioni o forzature queste sono (che ne sia cosciente o meno questo lo ignoro) determinate dall’estremo sviluppo di massa di una cultura che vede nell’uso delle droghe una affermazione di libertà.
Ma nella proposta di Fini, quel che più mi piace è il tirare in ballo i musicisti, e le figure di modello che ricoprono nell’immaginario giovanile, nel loro ostentare l’uso delle droghe leggere.
Questi, dal canto loro hanno risposto con una lettera che vuole chiarificare la loro posizione e la loro posizione rispetto all’uso delle droghe.
Affermano di non inneggiare ad alcuna dipendenza rispetto agli stupefacenti e criticano la parole di Fini come troppo generalizzanti, ignorando la famosa distinzione tra droghe leggere e non.
Tale distinzione esiste, la scienza ci aiuta nel definirla, ma il fenomeno culturale dell’uso di stupefacenti da parte dei giovani, tale “mode? non si divide in forme leggere o meno.
La globalizzazione arriva anche in tali basse realtà ed è così che gli “anti-global?, persino loro, fanno uso sistematico(ovviamente non tutti) di un prodotto che “globalizza? forse più di un marchio adidas.
I nostri musicisti, a differenza di quanto loro affermano, propinano di continuo questa “cultura dello sballo?, e lo fanno per ottenere determinati riscontri nel pubblico, nel mercato.
Vasco Rossi, probabilmente, sarebbe già stato dimenticato se non rappresentasse un desiderio (insano) di libertà per i suoi fans.
Ciò che convince oggi di molti artisti è la loro immagine costruita piuttosto che la loro produzione artistica.
Giorgia ha il dono di una gran voce e non gli dovrebbero servire rivoluzioni sulla sua immagine e costume per vendere la sua produzione.
Eppure (prendo lei ad esempio ma molti si sottomettono a tali “evoluzioni?) Giorgia si è piegato ad un totale cambiamento della sua figura, passando da semplice ed ingenua ragazza di provincia a cosmopolita e sensuale vamp, il tutto per ottenere riscontri a livello di mercato.
In tale maniera si procede in una dimensione falsa ove le personalità, e corrispettive creatività, muoiono nel loro stesso partorire in un’eutanasia continua e-voluta dal mercato.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 231 volte, 1 oggi)