Considerazioni valide per molti altri settori della vita ma non per il calcio, sport da sempre abituato a sovvertire i valori e la psicologia dei protagonisti, in virtù di eventi preventivamente sconosciuti.
Proprio in funzione di questi aspetti, tecnico e giocatori rossoblù devono pensare solo a se stessi ed a continuare la fase di crescita già ben avviata. Con il gioco, con l’aiuto reciproco in campo, il risultato di solito arriva ma anche eventuali passi falsi sarebbero accettati di buon grado da un pubblico come quello sambenedettese, ora maturo come pochi e capace di applaudire gli avversari quando lo meritano. Anche se a qualche tifoso gli applausi all’Acireale possono aver dato fastidio, furono esempio di civiltà e sportività che i giocatori avversari difficilmente dimenticano ed arricchiscono (oltre a dare un ottimo esempio) anche la San Benedetto non sportiva. Un ricordo che non va preso come un particolare da… scongiuri ma da monito per i giocatori che, quando vanno in campo non devo mai dare pensare ad un risultato scontato. un pensiero che è più pericoloso del più forte degli avversari. Stavolta, come raramente accade, rappresentanti di una squadra più blasonata della nostra Samb.
Il Foggia, dopo i due pareggi di inizio stagione, ha vinto (immeritatamente) a Fermo, ma poi è stato drasticamente ridimensionato dalla sconfitta interna subita dal Catanzaro (1-3): certo, se De Zerbi non avesse sbagliato il rigore del possibile 2-2, forse oggi parleremmo di Foggia come una delle poche squadre imbattute. Il Foggia ha segnato soltanto tre reti, mentre ne ha subiti quattro. Si tratta comunque di una compagine che, se risolverà i problemi societari, potrà ambire ad una posizione di medio-alta classifica. Meglio diffidare. (ppf)

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