Ce lo ricordiamo quando giocava a Lanciano, autore di strepitose partite, vero dominatore del centrocampo, in grado sia di interdire sia di impostare. Dopo il debutto di Teramo, domenica scorsa con il Martina non è stato in grado di prendere in mano come lui sa abitualmente fare una squadra giovanissima, di cui lui pur non ancora ventiseienne rappresenta uno dei giocatori con maggiore esperienza.
D’altra parte gli unici compagni di squadra che conosceva oltre al portiere Aprea (suo compagno a Lanciano), erano Massimiliano Manni e Francesco Zerbini con cui disputò un’ ottima stagione nelle file della Lodigiani: 17 gol insieme al “barone rosso?, addirittura nove per Gennari, record di segnature per entrambi con grande merito soprattutto per lui che attaccante non è.
Andrea Gennari è uno dei pochi giocatori in attività che ha sempre giocato solo in C1: 195 partite condite da ben 28 reti, un giocatore di “categoria? come si suol dire.
Cresciuto nelle giovanili della Lodigiani ha disputato quattro stagioni con terza squadra capitolina: ha avuto come allenatori fra gli altri Viscidi, D’Adderio e il povero Attardi. Dopo la straordinaria stagione 1999-2000 fu acquistato dall’ Avellino di Ammazzalorso, ma a gennaio fu trasferito a Benevento: fu comunque un anno tutto sommato positivo considerato che segnò complessivamente ben otto gol. Infine i due anni a Lanciano sotto la guida di mister Castori. Nel primo anno conquistò i play-off con eliminazione nelle semifinali a Taranto, nel secondo giunse al settimo posto.
Insomma un giocatore di sicuro affidamento non appena avrà raggiunto la migliore condizione, che sarebbe da impiegare in posizione più avanzata per sfruttare le sue indubbie doti di tiratore. Con le sue caratteristiche potrebbe diventare l’ erede naturale di Gennaro Del Vecchio, centrocampista che, se in vena, era in grado di reggere da solo il centrocampo della Sambenedettese

A cura di
ROBERTO RANERI
«Io, Maria Pia e… questa nuova grande avventura alla Samb»
Quando e dove hai iniziato a dare i primi calci al pallone?
“Fin da piccolissimo nella Lodigiani. Ho iniziato con i pulcini per poi finire tutta la trafila delle giovanili. Dopo ben tredici anni di seconda squadra, ho esordito in C1 e sempre nella squadra romana sono rimasto per altri quattro anni. L’esordio lo ricordo ancora con molto piacere: fu un Lodigiani-Acireale che ci vide vittoriosi.?
Hai mai pensato, da piccolo, di praticare qualche altro sport che non sia stato il calcio?
“Assolutamente no! Fin da piccolo sono sempre stato un patito per il pallone che spesso mi faceva compagnia perfino dentro il letto!?
Di quale squadra sei tifoso?
“Essendo di Roma tengo fin da piccolo per la squadra giallorossa. Qualche volta da bambino andavo allo stadio insieme a mio padre. Era il tempo del grande Bruno Conti. Le sue giocate hanno contribuito a far crescere in me la grande passione per questo sport.?
Attualmente qual è il giocatore a cui ti ispiri maggiormente?
“Oggi ritengo Pavel Nedved il più grande centrocampista del mondo. Di lui ammiro la capacità di abbinare la corsa con la tecnica e la sua facilità di realizzazione.?
Parlaci brevemente della tua famiglia
“La mia famiglia vive a Roma nel quartiere Nomentana. Mio padre è pensionato e mia madre è casalinga. Ho anche una sorella maggiore che è sposata. Quando possono vengono a vedere le mie partite. Naturalmente questo succedeva più spesso quando militavo nelle file della Lodigiani ma conto presto di poterli vedere anche sugli spalti del Riviera delle Palme.?
Ci presenti la tua compagna?
“Sono sposato con Maria Pia, una ragazza di Collarmele, paesino di mille anime in provincia di Celano. Ci siamo conosciuti casualmente a Roma, in una palestra. Da lì è nata una stupenda storia d’amore che speriamo presto si completi con un nuovo arrivo tanto atteso da entrambi.?
Come riesce a coniugare un mestiere così girovago con la sua vita privata?
“Questa è una domanda che dovreste fare a mia moglie. Ritengo sia lei a soffrire più di tutti questa situazione.?
Essendo presente anche la signora Gennari, noi non ci facciamo pregare e rivolgiamo la domanda a lei.
“Purtroppo lo spauracchio per noi mogli è il ritiro. Stare lontano dai nostri mariti per lunghi periodi non è mica facile. Ho saputo che con Gaucci questa è una situazione abbastanza consueta, speriamo solo che ciò non avvenga. Qui ha San Benedetto ho ritrovato una cara amica, Marianna, moglie di Aprea, che conosco molto bene e con cui passo parecchio tempo quando Andrea non c’è. Voglio aggiungere che questa città è davvero splendida, non la conoscevo prima ma ritengo che sia veramente completa.?
Andrea, qual è l’allenatore con cui sei rimasto più legato e che ti ha fatto crescere di più come calciatore?
“Sicuramente un ricordo speciale lo conserverò sempre nei riguardi di mister Attardi. Mi fece esordire in prima squadra che ero un ragazzino e mi trasmise tanta fiducia per superare l’emozione della prima volta. Purtroppo l’anno scorso è venuto a mancare e ha lasciato dentro di me un vuoto davvero incolmabile. Per quando riguarda gli altri allenatori che ho avuto, posso dire che da tutti ho cercato sempre di apprendere qualcosa che mi potesse migliorare.?
Il tuo trasferimento alla Samb è avvenuto negli ultimi minuti del calciomercato. Raccontaci come è andata.
“Stavo per andare a Viterbo dove il Lanciano giocava la prima partita di campionato quando il mio procuratore mi ha chiamato telefonicamente dicendomi di questa nuova possibilità. Non potevo certo rifiutare una simile occasione e ho dato subito una risposta affermativa. So che questa per me è una grande occasione per poter entrare nel calcio che conta dopo tanti, troppi anni di serie C. Durante l’estate avevo avuto contatti con il Catanzaro con cui avevo quasi firmato. Poi la situazione si è arenata e mi si è offerta la possibilità di venire qui alla Sambenedettese.?
Qual è la partita che ricordi con più felicità, e quale quella con più rammarico?
“La partita che mi è rimasta nella mente come quella più bella è senza dubbio quella di due stagioni fa quando, con il Lanciano, battemmo il Giulianova e accedemmo ai play-off. In quella partita realizzai ben due reti! Il match che invece mi ha fatto soffrire di più è stato quello della semifinale con il Taranto, sempre in quell’anno. Perdemmo e io non riuscii a giocare per un fastidioso infortunio.?
Ci dici tre aggettivi con cui ti identifichi?
“Allora… diciamo semplice spontaneo e generoso.?
Qualcosa in negativo?
“Forse permaloso e … pessimista? (su suggerimento di Maria Pia, ndr).
Hai altri hobby oltre al calcio?
“Mi piace stare con la mia famiglia e i miei amici.?
Che rapporto hai con la religione?
“Sono un cattolico credente, purtroppo a volte non frequento come vorrei, ma quando posso non manco
Che idea ti sei fatto della tifoseria rossoblù?
“Ho ritrovato l’ambiente che c’era ad Avellino, un pubblico caldo ed esigente che permette di dare sempre il massimo. Sia in casa che fuori, si fa sentire a gran voce e per noi giocatori non può essere che un ulteriore stimolo a far bene.?
Quando potremo vedere il Gennari determinante che hanno potuto ammirare a Lanciano?
“Sto pian piano entrando in condizione. Domenica scorsa contro il Martina ho accusato un po’ i carichi accumulati durante la settimana e non ho fatto una buona prestazione. Spero di riscattarmi già da domenica a Pesaro.?
E sugli acquisti di Martusciello ed Esposito cosa ci dici?
“Sono due acquisti di notevole valore che potranno permetterci di fare un ulteriore salto di qualità. Forse un po’ di esperienza mancava nell’attuale rosa ma adesso con questi due grandi calciatori possiamo ritenerci una bella squadra che potrà battersi con tutte le altre.?
Cosa ti aspetti dalla partita di domenica contro la Vis Pesaro?
“Sicuramente giocheremo in casa anche lì, e questo non può che avvantaggiarci. Mi aspetto una bella prova della squadra ed un risultato positivo visto che abbiamo tutti i mezzi a nostra disposizione per coglierlo.? (ar)

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 625 volte, 1 oggi)