Com’è andata questa stagione turistica dal punto di vista dell’amministrazione comunale?

Siamo ancora in attesa dei dati della regione Marche per quanto riguarda gli arrivi e le presenze nei mesi di luglio e agosto. Dopo il 20 settembre dovremmo avere questi dati ufficiali, ma penso che -andando a considerare la stagione nella sua estensione totale includendo il mese di settembre- i risultati siano positivi. Tutta quella preoccupazione che c’erano a inizio stagione si rivelerà a giorni praticamente inutile: il problema eventualmente sarà a luglio, ma era già stato tutto preventivato per dei margini piuttosto ‘risicati’ riguardo il calo di presenze.

Diciamo che complessivamente la stagione è andata positivamente, non solo per gli alberghi ma soprattutto per gli chalet. Dobbiamo molto anche alle condizioni climatiche.

Il calendario eventi ha avuto successo?

Si parte dal principio che tutto può essere migliorato, quindi lo stesso calendario eventi può sicuramente essere modificato per diventare in futuro più proficuo. Mi ritengo comunque ampiamente soddisfatto del riscontro che hanno avuto gli eventi: è andato tutto abbastanza bene, non si può dire che qualcosa non abbia funzionato o che non abbia portato a dei risultati positivi. Se andiamo ad analizzare la Palazzina Azzurra, il parco di via Saffi, la piazza Bice Piacentini o via XX settembre, ecco che ci accorgiamo del notevole afflusso di persone che hanno potuto godere della presenza di queste manifestazioni di un certo livello culturale.

Quindi anche il programma di accoglienza turistica è stato soddisfacente per quest’anno…

Direi di sì, anche se -parlando di promozione turistica, con eventi e manifestazioni predisposte per l’intrattenimento del turista- parliamo di sola accoglienza e non di promozione. L’accoglienza è comunque molto importante se vogliamo essere lungimiranti: il turista infatti sceglie di tornare in una città anche per gli eventi cui ha potuto assistere. Se trovano un ‘mortorio’ l’anno successivo probabilmente non tornano. Quello che volevo dire però riguarda la promozione e quindi il margine di San Benedetto: secondo me occorre sfruttare altre situazioni tipo Miss Italia, cioè quelle che danno una visibilità a livello nazionale e internazionale. Su questo direi che ci possiamo adoperare parecchio.

Quali interventi strutturali sono necessari per rendere in futuro ancora più efficace la promozione turistica della città?

Dal punto di vista strutturale sarebbe importante avere un luogo dove ospitare i concerti, cosa che a San Benedetto manca.

In effetti la maggior parte delle volte i concerti si tengono nei locali privati…

Già, anche se noi ci siamo spesso adeguati in degli spazi che, anche se molto suggestivi come il porto o lo stesso lungomare, non sono adatti ai concerti. Da un punto di vista strutturale comunque -come ho già detto- mancano gli spazi adatti, che tra l’altro sarebbero importanti anche per un ritorno di immagine della città. Risolvendo questo problema potremmo programmare concerti di un certo livello, portando il nome della città in tutta Italia, attraverso la promozione del concerto stesso.

Il Palazzetto dello Sport ha ospitato vari concerti…

Sì, però è un luogo che in estate è improponibile, sia perché in quel periodo si prediligono strutture all’aperto o quanto meno che abbiamo un certo tipo di requisiti, certamente non presenti in questa struttura -come ad esempio la capienza-. Il nostro Palazzotto dello Sport ha 3000 – 4000 posti, mentre dovrebbe averne molti di più. Se dovessimo ospitare un concerto di, faccio un nome ipotetico, Vasco Rossi, ti rendi conto perfettamente questi posti servirebbero a poco o a nulla.

Verrà confermata l’anno prossimo Miss Italia? Che altre iniziative importanti sono in programma?

Per quanto riguarda Miss Italia questo sarà un mese decisivo perché dobbiamo iniziare tutta una serie di consultazioni soprattutto in ambito politico. In più abbiamo un opzione che possiamo esercitare e sicuramente lo faremo, però dobbiamo metterci a tavolino e vedere quelle che potranno essere le punte di eccellenza di questo contratto. Quello che cercheremo di fare è di ottenere, o meglio strappare, una maggiore visibilità da questa manifestazione, quindi pensare ad una diretta Rai più consistente. Noi negli ultimi due anni abbiamo ottenuto una finestra di dieci minuti nella serata finale del primo anno. Quest’anno abbiamo quasi raddoppiato il tempo di una ventina di minuti e adesso stiamo cercando di strappare una serata intera, in diretta da San Benedetto. Durante le serate di Miss Italia trasmesse dalla Riviera delle Palme sarebbe davvero utile poter ‘calare’ delle cartoline della città: un po’ come si fa a Salsomaggiore nella serata finale, dove vengono in qualche maniera promosse le terme della città. Fare un qualcosa di simile uno dei nostri obiettivi. Il lavoro non sarà sicuramente facile ma è logico che ce la metteremo tutta.

E per quanto riguarda le altre manifestazioni?

Per le altre manifestazioni che ha in mente l’assessorato, da qui a dicembre abbiamo delle cose sicuramente importanti: innanzitutto la riapertura del museo delle anfore, cosa molto importante per tutta la cittadinanza che avverrà entro la fine del mese o massimo entro i primi di ottobre: sarà la prima pietra che porterà poi all’apertura del museo del mare. Tra l’altro giovedì 19 è stato inaugurato il laboratorio didattico all’interno di questo complesso, una realtà che si rivelerà molto utile ai ragazzi di giovane età che si recheranno presso questo museo, dato che potranno utilizzare questo laboratorio come un ulteriore strumento di studio e approfondimento. Si aggiungeranno poi il museo della civiltà marinara ed altri, per completare il percorso ideologico che andrà ad identificare la nostra città. Abbiamo inoltre il premio del tascabile che verrà svolto tra breve: è un premio che sicuramente fa conoscere la Riviera delle Palme in Italia e aggiunge lustro alla nostra città. Poi ci sarà la stagione teatrale, che nello scorso anno ha avuto un ampio riscontro da parte del pubblico, superando le 10.000 presenze. Anche qui l’amministrazione comunale si impegnerà a cercare di coinvolgere la cittadinanza attorno ad una forma di rappresentazione molto importante, che viene sempre distinta in teatro di prosa per gli adulti e in quello per i bambini in età scolare. Lavoreremo inoltre per il periodo natalizio, cercando di far convergere nei mesi di dicembre parecchie iniziative, soprattutto con i commercianti del centro per rendere un po’ più accattivante anche il periodo natalizio. Mi fermo qui perché la successiva programmazione per il periodo natalizio è ancora in fase di ristrutturazione.

Non pensa che l’organizzazione di grandi eventi come le mostre su Leonardo, Raffaello, gli egizi e l’ultima su ‘L’uomo, la pietra e i metalli’ si siano rivelate improduttive (dal punto di vista economico) e non consone alla realtà culturale locale?

Improduttive è difficile dirlo. Bisogna tener conto che -quando si parla di cultura- quest’ultima non può essere quantificata così facilmente prendendo in considerazione solo un aspetto legato a dei dettagli economici, vanno analizzate la struttura e i benefici che questa può dare ai visitatori. Molto importante è anche la valenza didattica che questi eventi hanno.

L’ultima mostra ha una valenza didattica, però molti sostengono che per ora non ha avuto grande successo. Adesso che si riapre la stagione didattica pensa che possa in qualche modo ‘rifarsi’?

Questo sicuramente, infatti abbiamo delle prenotazioni che ci arrivano da tanti posti dell’Italia proprio per visitare questa mostra. Al di là di questo i conti si faranno alla fine, compresi quelli sul riscontro economico, ma per un città di provincia come la nostra, fare cultura a questi livelli non è semplice. Non si trovano città di provincia capaci di organizzare simili eventi. Questo forse non viene capito da tante persone che vedono questi eventi come qualcosa di distaccato alla nostra città. San Benedetto non deve organizzare per forza mostre su quella che è la sua realtà di origine, come la pesca, il mare ecc. Credo che la Riviera delle Palme ormai, per la vivacità culturale data dalle sempre più numerose associazioni culturali, possa permettersi di creare eventi culturalmente impegnati; questi però non necessariamente devono avere come oggetto di trattazione solo il mare -o quello che lega il lavoro che si svolge nel mare-. Dobbiamo un po’ ‘sprovincializzarci’ e pensare ad una cultura che è fatta anche di altre cose. Quindi -per quanto mi riguarda- parlare di successo o insuccesso economico della mostra non è il vero nocciolo della questione.

Teniamo conto anche di un’altra cosa: attraverso la creazione di questi eventi abbiamo una promozione della nostra città. L’ultima rassegna stampa sulla mostra per quanto riguarda giugno e luglio è qui sotto i miei occhi: si parla ampliamente de ‘L’uomo, la pietra e i metalli’ su testate nazionali come Famiglia Cristiana, Viaggi, La Repubblica e molti altri giornali e riviste. Credo quindi prima di tutto dobbiamo pensare a curarci di quello che si riesce a fare in termini di promozione -come quella televisiva attraverso gli spot pubblicitari-, tenendo conto di tutta una serie di cose. Non ci si può fermare a vedere quante persone hanno visitato la mostra. Anche le presenze sono un dato importante, certo, però bisogna capire che c’è altro.

Cosa pensa delle critiche riguardo la pigrizia degli operatori turistici locali, soprattutto gli albergatori?

Diciamo questo: chi lavora in questo settore, come tutti gli imprenditori, deve continuamente investire sulla propria attività; non ci si può permettere il lusso di estraniarsi da questa logica. Purtroppo dobbiamo constatare che diversi imprenditori alberghieri non hanno seguito questa logica economica e sicuramente hanno avuto delle difficoltà –e ne avranno in futuro-. Quando uno continua a non investire nella propria attività finisce inevitabilmente per andare fuori mercato. Io faccio comunque presente che molti altri albergatori -per rimanere al passo con i tempi- hanno investito anche molti fondi nelle loro attività, ma già da ora stanno avendo i benefici delle loro spese.

Il mio invito agli albergatori è quello di fare un corpo unico insieme all’amministrazione comunale, perché mi rendo conto che non è semplice investire sulla propria attività se non si ha un programma futuro ben delineato, per questo io mi attiverò da subito affinché venga creata una sorta di consulta per il cittadino, fatta apposta per capire -insieme agli specialisti del settore- quali possono essere le linee di azione per il futuro, soprattutto riguardo la categoria albergatori.

Stiamo portando avanti un discorso riguardante il piano regolatore, certamente molto importante e che può dare degli stimoli non indifferenti agli albergatori, che certamente vogliono continuare nella propria professione e investire nel modo giusto.

Come valuta il problema della riconversione degli alberghi in residence?

E’ un trend negativo dal punto di vista delle assunzioni, data la perdita di posti di lavoro che comporta. Il fatto che da 120 alberghi siamo passati a 90 – 92 avrà sicuramente comportato una certa -seppur minima- disoccupazione. Però dico una cosa: se devono rimanere aperti gli alberghi che poi non danno una buona immagine della nostra città è bene che chiudano.E’ meglio se questi alberghi ‘pigri’ chiudono o se vengono trasformati in residence?

Se si trasformano in residence il problema non si pone per niente: il fatto è che molto spesso non diventano dei veri e propri residence, ma piuttosto dei condomini, degli appartamenti che poi vengono affittati. Questo va fuori dalle logiche di ricettività turistiche. Se fossero devi veri e propri residence tutto sommato il problema non sarebbe tanto grave, ma dei semplici appartamenti che poi vengono venduti o affittati non giovano certamente al turismo.

Non è semplice dirsi favorevoli o contrari alla riconversione degli hotel a residence comunque: diciamo che il mio interesse è far sì che gli alberghi rimasti riescano a gestire una ricettività qualificata: è soprattutto attraverso questo che è possibile selezionare la clientela. Se vogliamo fare un discorso non solo quantitativo ma anche qualitativo è bene che aumentiamo la qualità dei servizi, ma se vogliamo aumentare la qualità dei servizi è bene che vengano fatti degli investimenti sulle strutture alberghiere.

Chi non vuole o non può investire sulla propria attività alberghiera è bene che non continui la propria attività, o che trasformi la struttura alberghiera in residence o in un condominio: continuare ‘per inerzia’ la propria attività è controproducente per la stessa immagine di San Benedetto come località turistica.

Se fosse un albergatore cosa farebbe per migliorare la propria attività?

Io non mi sento di dare consigli perché non sono un albergatore: loro conoscono molto meglio di me la realtà turistica perché l’affrontano da una vita. Quello che posso dire, anzi ribadire, è la speranza di poter instaurare un proficuo rapporto che ci porti ad individuare i punti deboli di questo sistema, per poi lavorare insieme per risolverli e portare una nuova era di sviluppo in questa nostra realtà locale.

Devo dire comunque che la nostra città ha retto più che bene il calo turistico nazionale di questa stagione turistica: se andiamo a vedere i dati della riviera romagnola, lì si parla di cali del 25% – 30%. Per quanto ci riguarda, si parla dell’1% o 2% in meno di presenze –nel mese di luglio- rispetto gli anni passati. L’allarme rosso quindi non è ancora suonato, anche se sarebbe bene attivarsi subito per individuare i nostri punti deboli. Svolgere un’azione sinergica per implementare e sviluppare questo settore è fondamentale per migliorarci sempre di più.

Quindi c’è bisogno di raccordarsi…

Sicuramente. Se ognuno va per la sua strada si rischia di non ottenere i risultati che ognuno si augura, ossia di mantenere e di aumentare l’afflusso turistico stagionale.

Ultima domanda: verrà confermata Miss Italia per il prossimo anno?

Miss Italia sarà un evento sicuramente riconfermato per il prossimo anno, dato che non sarebbe facile trovare un mezzo di promozione televisiva al suo pari. Toglierlo sarebbe controproducente per la nostra città, a meno che non si riesca a trovare un altro evento in grado di dare una maggiore visibilità della Riviera delle Palme a livello nazionale. (Paolo Damiani)

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