Dopo aver passato al setaccio i primi sintomi di una
crisi sempre più evidente, in questo numero proviamo
a soffermarci sui possibili rimedi per rivitalizzare il
‘grande malato’ turismo.

A nostro avviso, una ed una sola è la strada da
percorrere: la costruzione di un sistema turistico
integrato in ambito territoriale, che si estenda oltre i
confini della nostra città. Un sistema che consenta di
articolare l’offerta turistica su un’immagine forte e
riconoscibile, in un’ottica di promozione e gestione
integrata.

Un miraggio? No, un obiettivo da centrare con politiche
di coordinamento territoriale che consentano di
usufruire di una pluralità di tipologie turistiche nello
stesso territorio, in primis la possibilità di muoversi
dalla collina al mare senza mai superare l’ora di
viaggio.

Quest’innovativa forma d’integrazione
rappresenterebbe non solo un valore aggiunto da
sfruttare per aumentare progressivamente le presenze
turistiche ma anche e soprattutto un forte incentivo alla
strategia di collaborazione di tutte le aree e di tutti i
soggetti interessati al turismo: amministrazioni
pubbliche, operatori del settore, associazioni di
categoria, enti di promozione.

Occorre muovere una ‘guerra’ decisa ad ogni forma di
esasperato ‘municipalismo’, senza soffocare, sia
chiaro, le peculiarità delle singole località. Nel nostro
territorio esistono centinaia di depliant, mappe e libretti,
strumenti di promozione ‘spicciola’ non sempre di
buona qualità e spesso ripetitivi. Se facessimo un
conto di quanto complessivamente si investe su
questa forma diffusa di campagna pubblicitaria, forse
ci accorgeremmo che, in rapporto alla spesa, l’efficacia
della promozione è molto scarsa.

Certo, prima di avventurarsi in ambiziosi e irragiungibili
progetti è necessario comprendere che il rilancio del
turismo è un obiettivo che va di pari passo con il
processo di crescita complessiva del territorio stesso.
Il turismo costituisce un importante asse di sviluppo
economico, un veicolo di ricchezza e occupazione che i
nostri amministratori debbono necessariamente
considerare nelle loro scelte politiche.

roporre un’offerta competitiva oggi significa soddisfare
non solo le attese dei visitatori ma anche contribuire in
modo positivo alla crescita delle città e al benessere
dei suoi abitanti. E qui si tocca un tasto dolente. San
Benedetto sta vivendo un momento ‘storico’ che non
lascia molto spazio all’ottimismo: la crisi della pesca e
del commercio e l’incapacità politica
dell’amministrazione comunale di portare avanti un
progetto valido per lo sviluppo della città sono i segni
tangibili di una ‘pericolosa’ involuzione.

Non è di questo parere l’assessore alle attività
produttive Lorenzetti (riportiamo un suo intervento
sull’argomento), che vede un futuro a tinte rosa per la
nostra città. Sognare non costa nulla.

dm

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