Alba Adriatica, 11 settmbre 2003
Continua la nostra iniziativa che settimanalmente ci porta a conoscere i vari gruppi che ogni domenica gremiscono il Riviera delle Palme, rendendolo quel “catino ribollente ” che molti ci invidiano e che tutti riconoscono come un arma in più al servizio di Trillini e dei suoi ragazzi.

Questa volta sentiamo con molto piacere il gruppo di Alba Adriatica conosciuto con il nome di “Energie Rossoblù”. E’ un vero piacere poter fare con loro una intensa chiacchierata sulla loro recente storia e su alcuni argomenti caldi che gravitano intorno alla Sambenedettese. Vogliamo precisare che anche questa volta si tratta di una “intervista colllettiva”, dove a rispondere è l’intero gruppo e non il singolo socio.

Ci parlate brevemente del vostro gruppo e della sua storia?
“Siamo un gruppo che è stato fondato molto di recente: il nostro anno di nascita è quello passato dove, sulle ali dell’entusiasmo per la promozione in serie C1, alcuni amici hanno deciso di dare un aspetto ancora più sostanzioso alla loro passione per la Samb e hanno deciso di fondare questo club. Nelle partite casalinghe, siamo posizionati nella parte sud della Tribuna Est Mare, dove appendiamo anche il nostro striscione presente però esclusivamente in casa.”

Chi sono i soci fondatori? Come è nata questa idea?
“Siamo un gruppo di amici di Alba Adriatica, da sempre follemente innammorati della Samb. Domenicalmente ci ritrovavamo allo stadio per seguire la nostra beneamata e spesso ci organizzavamo anche per andare in trasferta. Un bel giono poi, qualcuno ha avuto questa brillante idea e tutti insieme abbiamo deciso di unirci in questo club. I soci fondatori sono: Giancarlo Amante (ex presidente della Sambenedettese Calcio), Tony Merlini, Stefano Cichetti, Sergio Di Paolo, Pierluigi Carboni, Gianni Pica, Claudio Marcozzi, Franco Di Lorenzo, Antonio Giacomozzi, Umberto Liodori.”

Come si compone questo gruppo?
“Il nostro gruppo attualmente presenta circa ottanta inscritti. La maggior parte sono persone di mezza età, ma da quest’anno non mancano i giovani e i giovanissimi”

Siete tutti di Alba Adriatica?
“No, abbiamo persone che vengono da Colonnella, Controguera, Tortoreto e anche alcuni di San Benedetto del Tronto.”

Avete una vostra filosofia particolare? Quali sono i principi e le regole su cui si basa il vostro club?
“Il nostro obbiettivo primario è quello di seguire la Samb, rafforzando sempre più la nostra amicizia. Non facciamo distinzione tra sesso, età o politica, il nostro gruppo è aperto a tutti coloro che hanno questa squadra nel cuore come l’abbiamo noi. Negli ultimi tempi siamo molto cresciuti in quantità numerica, riuscendo ad annoverare tra le nostre fila, anche alcune donne. Abbiamo anche molta voglia di poter coinvolgere le nostre famiglie. Un sogno comune a tutti, è quello di poter andare allo stadio con moglie e figli per passare una sana domenica in allegria. Purtroppo molte vicende non felici dello scorso campionato hanno fatto sì che questa nostra intenzione venisse un pò frenata.”

I fatti di Pescara, e soprattutto quelli contro il Teramo, dello scorso anno vi hanno colpito molto…
“Certamente. Nella partita contro il Teramo siamo stati messi in pericolo da un comportamento disumano delle forze dell’ordine che, senza alcuna distinzione, hanno caricato e malmenato persone innocenti e indifese. In quella giornata la nostra idea di uno stadio aperto anche alle nostre famiglie si è arenata. E’ impensabile un comportamento del genere da chi dovrebbe badare alla sicurezza, ed invece si trasforma in pericolo per chiunque passi nei paraggi. Le forze dell’ordine devono tener presente che allo stadio non ci sono solamente i delinquenti, ma anche persone civili come noi che hanno come unico scopo un genuino e sano divertimento.”

Domenica scorsa abbiamo assistito alla vergogna dello stadio blindato decisa dal questore di Ascoli Piceno. Come vi siete trovati?
“Effettivamente quello che si è compiuto domenica scorsa ha del vergognoso! E’ assurdo bloccare un’intera città per una partita che non presenta nessun rischio per l’ordine pubblico e che addirittura vede la tifoseria ospite presente con una esigua rappresentanza quantificabile intorno alla decina di unità. I disagi per noi provenienti da Sud sono enormi. Siamo stati costretti a parcheggiare nei dintorni della piscina comunale e ci siamo dovuti sobbarcare una notevole passeggiata fuoriprogramma con tanto di striscione sulle spalle. E’ una situazione molto scomoda che speriamo venga eliminata già dalla prossima gara casalinga contro il Martina. ”

Essendo un gruppo di Alba Adriatica, possiamo considerarvi tifosi in una “zona di confine”. Come si convive in questi casi con sostenitori di Ascoli e Pescara?
“Premettiamo che pur vivendo in Abruzzo, siamo quasi tutti originari di San Benedetto del Tronto e la nostra passione rossoblù ci è stata tramandata fin da piccoli dai nostri genitori. La convivenza con altri tifosi di squadre rivali non è sempre facile. Spesso si incorre in sfottò e prese in giro. Il tutto però sempre senza esagerare. Una situazione particolare l’abbiamo vissuta l’anno passato, alla vigilia del derby contro il Pescara. A nostro favore, però, annoveriamo il fatto che il club pro-Ascoli di Alba Adriatica si è sciolto da un anno…”

Quali sono i problemi che un club come il vostro deve affrontare?
“Naturalmente occorre dedicarsi con molta passione. Questo spesso comporta una notevole perdita di tempo. Negli ultimi tempi stiamo lavorando sodo per creare un nostro personalissimo materiale di gruppo. Abbiamo fatto un centinaio di bandiere che presto coloreranno di “energia rossoblù” il nostro settore. Regaleremo le bandiere e altri gadget, come i piccoli calendari, a tutti coloro si tessereranno con il nostro gruppo. E’ una bella iniziativa che segue quella dello scorso anno quando abbiamo regalato anche delle sciarpe. Stiamo cercando di allestire un pulmino da venti posti da affittare per le nostre trasferte che, per noi, sono sia calcistiche che gastronomiche.”

Secondo voi, l’attuale squadra allestita dai Gaucci, che ruolo può recitare in questo campionato?
“Siamo una squadra giovane senza particolari nomi importanti. Dopo aver visto le prime due partite possiamo affermare che questa compagine non potrà puntare più in alto di un posto da metà classifica. Obbiettivamente però bisogna dire che è ancora presto per giudicare, bisogna attendere ancora qualche altro turno prima di poter dare un giudizio veritiero sulle effettive potenzialità dei ragazzi di mister Trillini. Riguardo lo staff tecnico, sia pure non volendolo criticare, non capiamo perché si sia pescato nel campionato di Serie D: di solito, con una squadra giovane, si chiamano allenatori esperti. Ma restiamo fiduciosi.”

Qual’è la vostra opinione sull’attuale società?
“Certamente non positiva dopo le vicende che ci hanno coinvolto nella scorsa stagione con il caso-Agnello e dopo una campagna acquisti praticamente inesistente. Manca un presidente di San Benedetto, che riesca a dare un’identità cittadina a questa società. Non ci sentiamo rappresentati dai Gaucci, anzi, ultimamente sono riusciti a dare segnali esclusivamente negativi. Nonostante si sia tornati ad un calcio che conta dopo tanta sofferenza, la situazione per la Samb non si profila tra le migliori se la guardiamo in un ottica futura. Ci chiediamo: se anche andassimo in serie B, questa società ha un futuro? Attualmente manca un vivaio di giovani che possa dare nuova linfa alla società rivierasca. I pochi ragazzi che erano rimasti sono stati dirottati a Perugia e tutt’ora sembra che la società sia indifferente a questo problema, proprio mentre tutti riscoprono l’importanza dei vivai. Questa situazione nuoce anche tutte le società calcistiche minori presenti in città. I ragazzi non hanno più l’obiettivo di poter un giorno arrivare a giocare con la loro squadra visto che questa non presenta compagini giovanili. Però, sentendo in giro per la città molte critiche verso i Gaucci, mi sorge spontanea una domanda: nell’eventualità di un abbandono dell’attuale dirigenza, e con l’innesto di imprenditori locali alla guida societaria, il tifoso rossoblù sarebbe disposto ad affrontare alcuni campionati di transizione?”

Ci dite un vostro motto o uno slogan che avete fatto vostro?
“Non abbiamo frasi particolari. L’unica citazione che possiamo fare è un augurio alla Samb di una pronta risalita nel campionato che merita. Noi…vogliamo la serie B!”

a.rossi

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