Architetto della contemporaneità che nel secondo dopoguerra ha avuto la sfortuna, come tanti suoi contemporanei, di essere etichettato come architetto fascista, e di conseguenza condannato alla damnatio memoriae, Vincenzo Pilotti viene finalmente riscoperto in una mostra che ospita alcuni dei suoi progetti, i più importanti, grazie all’archivio messo a disposizione dagli eredi dell’architetto ascolano.

La mostra “Vincenzo Pilotti (1872-1956) Città immaginata città costruita”, nata dalla collaborazione tra le facoltà di Architettura di Ascoli Piceno, Firenze e Pescara, dalla Facoltà di Ingegneria di Ancona e dalla Provincia di Ascoli Piceno, si protrarrà fino al 12 ottobre 2003, ad ingresso gratuito nell’edificio cinquecentesco della Cartiera Papale, che già alla sua inaugurazione sabato 13 settembre ha riscosso una buona affluenza di pubblico.

Amico di grandi personalità dell’epoca, come Giacomo Puccini, di cui costruirà la villa a Viareggio e la tomba a Torre del Lago, dove tuttora si tiene annualmente il festival pucciniano, per cui si avvalse della collaborazione del pittore Adolfo De Carolis, costruirà prevalentemente in tutto il centro Italia: per Pescara, divenuta provincia nel 1927, costruirà nel 1929 il Palazzo del Governo, e nel 1935 quello del Comune sull’odierna Piazza Italia.

Sarà tuttavia nella sua città natale che l’architetto sfogherà la propria creatività da tardo eclettico; il Cinema Olimpia del 1913, Palazzo Tarlazzi nella nuova Piazza Simonetti, l’Istituto Tecnico Commerciale per Geometri del 1928-1935. Ultime negli anni ‘50 le fontane di Porta Maggiore, ingresso monumentale alla città per quanti dal mare per la strada Salaria.

Un appuntamento dovuto per chi vuole ammirare schizzi, disegni e acquerelli che denotano una capacità manuale non comune, e che non temono confronti con le metodologie di resa grafica utilizzate dai progettisti di oggi.

Gli orari di apertura al pubblico sono: il giovedì, venerdì e sabato dalle 16,00-19,00; la domenica dalle 9,30-12,30 e dalle 16,00-19,00.

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