ODORIZZI CARLO

Centrocampista 31/10/54 Tuenno (Tn)

72-73 BOLZANO D 9

73-74 BOLZANO C 32 2

74-75 AREZZO B 20 0

75-76 AREZZO C 22 1

76-77 SAMB B 36 4

77-78 SAMB B 36 1

78-79 GENOA B 34 0

79-80 GENOA B 33 3

80-81 GENOA B 31 2

81-82 VERONA B 32 4

82-83 PALERMO B 31 1

83-84 PALERMO B 27 0

84-85 PALERMO C1 0 0

OTT.84 SAMB B 29 0

85.-86 FRANCAVILLA C1 20 0

86-87 BOLZANO PRO

87-88 ROTALIANA PRO

“Come potrei? Da voi ho lasciato il mio cuore!?

Basta solo questa frase per catalogare l’eterno ragazzo che siamo andati a scovare nel suo Trentino dove si è rifugiato al termine di una brillante carriera terminata a soli 32 anni. In questa intervista emerge un personaggio puro, schivo e riservato che si è allontato dal mondo del calcio in punta di piedi forse perché abituato a parlare solo con i fatti e che non saprebbe riconoscersi in questo autentico barnum . Oggi è un uomo politico in ascesa, il rettangolo da gioco un pallido ricordo, orgoglioso di essere entrato in un nuovo mondo e di avere dimostrato che un ex-giocatore può realizzarsi anche in altri campi e non solo in tuta e scarpe da ginnastica. Ha un figlio di 17 anni che però non gioca a calcio.

Lasciamo la parola a lui, l’indimenticabile “Motorizzi? le cui parole sono spesse velate da un briciolo di commozione quando si parla dei tifosi sambenedettesi.

*****

D. Che fine ha fatto Carlo Odorizzi?

R. Da circa 5-6 anni mi sono dedicato alla politica prima come consigliere comunale nel paese dove attualmente abito, Taio in provincia di Trento, un centro di 2500 abitanti non lontano dal luogo natio Tuenno, poi come Assessore allo sport del Comprensorio della Val di Non che comprende ben 38 comuni. Qui da noi calcio, sci, ciclismo e tiro con l’arco sono gli sport più praticati. Cerco di applicare in questa mia nuova attività lo stesso spirito che avevo quando giocavo. Politicamente appartengo a una lista Autonoma. Attualmente sto preparando la mia candidatura per il Consiglio Provinciale, le cui elezioni si svolgeranno il 26/10/03.

D. Da San Benedetto manca da 18 anni come giocatore: è tornato qualche volta in questo lungo lasso di tempo?

R. Certamente! L’ultima volta è stata tre anni orsono alla festa organizzata dal Comune al Palazzo dei Congressi. Ma la cosa che mi emoziona di più è sapere che ogniqualvolta qualche mio concittadino viene in vacanza da voi, mi porta i saluti degli albergatori e dei cittadini sambenedetesi che ancora si ricordano di me!

D. A S. Benedetto giocò in due periodi: dal 1976 al 1978 e poi nel Campionato 1984-85. Qual è il ricordo più bello e quello più brutto?

R. Il piu’ bello sicuramente la salvezza con Mazzetti che subentrò a Liguori: un impresa straordinaria considerando che quando arrivai io eravamo ultimi. La più brutta, la sconfitta di Perugia (campo neutro campionato 1977-78), quando perdendo con l’ Avellino abbandonammo definitivamente la speranza di rincorrere la serie A. Voglio precisare a distanza di 25 anni che nessuno di noi (giocatori e tecnici), ricevette pressioni per non andare in serie A. Non ho vergogna ad ammettere che dopo quella partita piansi come un bambino!.

D.Qual è il piu’ grosso rammarico della sua carriera ?

R. Sono due: la prima non avere mai giocato in serie A pur avendo conquistato due promozioni consecutive, la prima col Genoa e poi col Verona e pur avendo letto sui giornali che alcune squadre della massima serie mi cercavano anche se in realtà nessuno mi chiamò personalmente. La seconda fu proprio quando nessun dirigente della Samb al termine della splendida salvezza del 1985, mi contattò per una riconferma che pensavo di avere meritato sul campo. Nessuno mi disse niente, neanche una parola di ringraziamento…

D. Forse in quell’occasione capì veramente cos’era il mondo del calcio ?

R. Sì infatti rimasi per la prima volta disoccupato, feci la preparazione col Messina ma poi in pieno agosto mi fecero capire che non mi volevano, per cui andai accettai la proposta del Francavilla dove disputai un solo campionato pur avendo firmato un contratto triennale !

(E qui, permetteteci di rimarcare le qualità morali di Carletto che preferì rinunciare a due anni di contratto alla faccia dei numerosi suoi colleghi che ancor oggi a un’ età superiore alla sua di allora continuano a giocare (o a fare finta di giocare) per raggranellare gli ultimi spiccioli facendo leva sul curriculum più che sulle effettive capacità. ndr)

R. Non ha mai pensato di rimanere nel mondo del calcio?

D. Terminata la carriera in Promozione (nelle file del Mezzocorona) effettivamente ci avevo fatto un pensierino in quanto conseguii il patentino di allenatore di seconda categoria a Coverciano e per un anno allenai una squadra di Prima Categoria, l’Azzurra Trento, poi lasciai definitivamente.

D. Nel calcio di oggi dove sarebbe arrivato Odorizzi ?

R.Penso a livelli più alti: ai miei tempi c’erano centrocampisti molto più tecnici rispetto ad oggi e io dovevo correre per loro, nessuno mi copriva. Oggi che corrono tutti avrei maggiore libertà e più possibilità di spaziare.

D. E’ rimasto in contatto con qualche suo ex-compagno di squadra ?

R. Mi sento qualche volta telefonicamente con Catto e Simonato, ho incontrato Guidolin in qualche ritiro, mentre spesso mi viene a trovare Otello Catanìa che adesso lavora in Federazione.

Odorizzi ci congeda: i suoi impegni politici lo richiamano; com’è lontana la sua Taio da S. Benedetto, chissà forse oggi qualche lacrima come quel giorno a Perugia avrà rigato il suo viso ricordando i tempi di S.Benedetto. Arrivederci a presto “Motorizzi?, straordinario esempio di un calcio tutto “cuore e polmoni?, limpido come le acque del “suo? lago di Tovel, che ha avuto il coraggio di ricominciare da capo, quando si è reso conto che per lui non c’era più posto, nonostante oltre 300 partite in serie B e un attaccamento non comune alle maglie indossate.

R. Raneri

Dalla rubrica “Paradiso, Purgatorio, Inferno”

Carlo Odorizzi, ex giocatore Samb

Non abbiamo dubbi: per questa settimana il Paradiso spetta a Carlo Odorizzi, ex giocatore della Samb negli ‘70-’80. Già lo stimavamo molto. Come calciatore perchè in campo non si risparmiava mai correndo a destra e manca per se e per i compagni, come persona per un disponibilità innata e per la grandissima correttezza nei rapporti umani. Ha militato in grandi città come Genoa e Palermo ma il cuore lo ha lasciato a San Benedetto. Badate non glielo riconosciamo per quanto dice nell’intervista rilasciata al Dr. Roberto Raneri (quasi tutti in queste circostanze si esprimono allo stesso modo) ma per via rapporti molto stretti che abbiamo avuto quando giocava qui e di più per l’incontro di due anni fa in occasione della promozione in C2 e per la telefonata dell’altro giorno quando gli ho chiesto un appuntamento per l’intervista. L’impressione che si commuova a parlare di Samb l’ho avuta anch’io. Per uno della val di non… non è poco. L’unico potrebbe essere che si è dato alla politica, non mi sembrava il tipo ma è vero anche di gente come lui la politica ne ha bisogno e come. Auguri Carlo.

NAZZARENO PEROTTI

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