Dispiace dover intervenire sulle pagine dei quotidiani
per difendere la mia persona ed il mio operato di
funzionario pubblico, ma mi trovo ancora una volta nella
situazione di vedermi attaccato pubblicamente con
osservazioni gratuite e prive di qualsiasi fondamento.

Capisco che, nel nostro Paese, chi lavora per un
amministrazione comunale e fa il proprio dovere
adoperandosi quotidianamente, con abnegazione e
professionalità, al fine di far rispettare le leggi può
diventare oltremodo scomodo, ma la mia notoria
imparzialità nell’esigere l’I.C.I. da chi ha commesso
errori a danno della collettività (quella collettività che il
Comune rappresenta), di fatto non fa altro che
ristabilire una situazione di equilibrio tra il cittadino che
rispetta la legge e quello che, al contrario, in qualche
modo evade le imposte, anche solo per disattenzione.

Il caso apparso nei giorni scorsi sulle pagine di un
quotidiano locale è alquanto sin-tomatico.

Premesso che il sottoscritto non si sarebbe mai
permesso, né lo ha fatto in concreto, di qualificare la
sig.ra Maria Costantini quale “analfabeta? – come
purtroppo è stato de-nunciato sui giornali -, sembra
opportuno precisare che la contribuente era stata
oggetto, da parte dell’Ente, di avvisi di accertamento
per omessa dichiarazione ed omesso versa-mento.

Per venire incontro alle esigenze dei cittadini, già da
alcuni anni questo Ufficio alle-ga a ciascun atto
impositivo un apposito bollettino di versamento
pre-compilato che con-sente al destinatario di poter
pagare, in modo semplice ed immediato, quanto
versato in meno negli anni accertati, con relativi
sanzioni ed interessi previsti dalla legge.

Sennonché, l’importo indicato in detti bollettini è quello
che già beneficia della ri-duzione delle sanzioni ad un
quarto del dovuto, la quale riduzione costruisce il
beneficio che la legge I.C.I. (ed il Comune di San
Benedetto) riconosce al contribuente per la sua
“adesione all’accertamento? operato
dall’amministrazione (ex art. 14 del decreto I.C.I.).

Ma in tutti detti avvisi è chiaramente specificato, nella
parte relativa alla “Differenza da corrispondere? (che
coincide con l’importo esatto del bollettino), che: “Se il
pagamento viene effettuato entro il termine per la
proposizione del ricorso, si ha diritto alla riduzione ad
un quarto della sola sanzione?. Negli stessi è altresì
specificato, in modo altrettanto chiaro, che il “ricorso
contro l’avviso di accertamento è ammesso entro 60
giorni dalla sua notificazione (artt. 18 e 21 del D. Lgs. n.
546/92)?.

In ciò ha quindi errato la contribuente: nel leggere
soltanto una parte dell’avviso di accertamento che le
era stato recapitato e, in specie, quella prima parte che
sancisce il principio generale secondo cui “Il totale
dovuto dal contribuente deve esser versato, ai sensi
dell’art. 12 D. Lgs. n. 504/1992, entro il termine di 90
giorni dalla data di notifica?. L’importo integrale, però,
vale a dire con la misura delle sanzioni applicate in
misura pari al 100%, anziché quelle agevolate (del
25%) previste per chi versa entro il termine per
presentare ricorso (60 giorni), come statuito in altra e
distinta norma di legge (l’art. 14).

Nell’atto di accertamento c’era scritto tutto, ed in modo
chiaro e preciso. Se la sig.ra Costantini avesse avuto la
diligenza di leggerlo integralmente, anziché fermarsi
alla prima riga, non avrebbe sicuramente commesso
l’infrazione che ha portato all’ulteriore ripresa a
tassazione nei suoi confronti

Rag. Tonino Brandimarte

Funzionario Responsabile dell’I.C.I.

Comune di San Benedetto del Tronto

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