“Se sono qui è per dimostrare che di fronte ai problemi
io non scappo, e anzi sono abituato a raddoppiare gli
sforzi?. Esordisce così Alessandro Gaucci, beccato
dalla tifoseria che rumoreggia fuori dalla sala stampa.
“Però credo che qui si sta esagerando, non ho mai
considerato la Samb come la terza squadra della
famiglia. Se qualcuno soffre di complessi di inferiorità
se la può anche comprare, la Samb. Sono dispiaciuto
per l’atteggiamento della tifoseria, e a chi mi dice di
mettere mani sul portafoglio vorrei ricordare che in
Serie D abbiamo avuto una perdita secca di 5 miliardi
di lire, in C2 di quasi 4 miliardi, lo scorso anno di 5
miliardi mentre con questa stagione contiamo di
perdere tra i 2,5 e i 3 miliardi. Voglio ricordare a tutti che
in questo momento il calcio sta vivendo la più grande
crisi economica della sua storia. Io non racconto
chiacchiere, io non scappo, non sono un buffone come
mi ha urlato qualcuno. Sono qui per dimostrare che la
Samb mi sta a cuore?.

Alessandro Gaucci parla del progetto-Samb. “Qualcuno
dice che è meglio stare in Eccellenza: non credo sia il
pensiero dei veri tifosi della Samb. Sto lavorando come
feci a Perugia quattro anni fa, quando portammo in
Serie A un allenatore sconosciuto di C, sei giocatori di
C1 e uno di Serie D. Dicevano che avremmo fatto
cinque punti, io non sono potuto andare in giro per
Perugia per otto mesi, ma alla fine abbiamo fatto
quarantadue punti. Qui la situazione è diversa, ma una
sconfitta non può distruggere tutto quanto fatto negli
ultimi anni. Se i tifosi non ci vogliono lo dicessero, ma
io non vedo nessuna delle fantomatiche cordate
spuntate questa estate?.

Alessandro Gaucci è estremamente convinto: “È
possibile che io commetta degli errori, ma sono qui per
dare un futuro stabile nel calcio che conta a San
Benedetto. Come ho fatto a Perugia, se riuscissimo
ogni anno a valorizzare qualche giovane, potremmo
garantire alla squadra un ciclo, mentre se puntassimo
a vincere subito senza guardare anche i bilanci
rischieremmo di saltare per aria. Sono convinto che se
il nostro progetto riuscirà a partire alla fine la gente ci
ringrazierà. D’altronde, se a San Benedetto avessi
portato Botroyd, Diamontene e Alijou, cosa avreste
detto? Ebbene, questi tre giovanissimi ci hanno
consentito di vincere l’Intertoto. Quindi lasciamo
lavorare la squadra, perché dove non c’è unione tra
tifosi, giocatori, società e tecnici non si va da nessuna
parte?.

A questo punto Gaucci ha dovuto incontrare la tifoseria,
che rumoreggiava all’esterno. L’incontro è stato acceso
e ha coinvolto anche i collaboratori di Gaucci per oltre
un’ora. “L’intenzione della famiglia è di portare al più
presto la Samb in Serie B?, ha dichiarato Alessandro.

Al termine del faccia a faccia, Gaucci, in sala stampa,
ha voluto ribadire un concetto. “Non ho visto la partita di
domenica scorsa, può darsi che qualche giovane si sia
emozionato, comunque sto qui a lavorare per
assicurare il calcio di livello a San Benedetto,
guardando anche al bilancio. Ma se ad ogni sconfitta ci
sarà la contestazione non si andrà lontano,
indipendentemente dai Gaucci. Mi trovo esterrefatto e
non penso di meritarlo, Perugia e Catania hanno più
entrate ma ogni società ha il suo budget e cerchiamo
di fare il massimo con quello di San Benedetto. Noi
vogliamo vincere, perché altrimenti saremmo
imprenditori “coglioni?, perché altrimenti con i soldi che
si spendono potevamo fare altro. Facile dire di dover
comprare, ma a fine mese i soldi li caccia la famiglia
Gaucci, e si accolla lavoro e contestazioni. Più tempo la
Samb resta in C1 e più i Gaucci ci rimettono, sia
chiaro.?

Poi Alessandro torna a parlare della squadra: “Le cose
sono recuperabili, la squadra non è così scarsa,
mancavano Hilario, Cottini, Doumbia che è un bravo
giocatore, Gennari, Maury (messo in tribuna per
punizione, ndr ), Bifini era al 30%?. Naturalmente viene
affrontato l’argomento Miftah. “Qualcuno mi ha
accusato di aver portato Miftah a San Benedetto per far
sottoscrivere gli abbonamenti. Ma siamo matti? Miftah
era tesserato con la Samb, ma non voleva giocare
come esterno di centrocampo e invece di tenerlo con
eventuali problemi di spogliatoio lo abbiamo riofferto
alla Reggiana e poi ad altre squadre. Nessuno lo ha
voluto così lo abbiamo mandato a Catania?. La
decisione della società è stata presa dopo un consulto
con Trillini e Polenta: ad ogni modo, a noi sembra un
errore perché si trattava di un giocatore importante e
utile per l’attacco.

“Riguardo i giocatori e le loro dichiarazioni nel dopo
partita, spero che le abbiano fatte per evitare che la
gente gli dia addosso. Con le condizioni ambientali
tranquille nelle prossime tre o quattro partite, anche
senza risultati eccezionali, potremo operare qualche
ritocco. Stanotte sono stato fino alle tre, a Perugia, con
Trillini e Polenta. Sabato avevamo concluso con Filippi,
gli volevamo rinnovare il contratto di un altro anno, ma il
suo procuratore, ad un quarto d’ora dalla fine, ha fatto
saltare tutto e abbiamo rimediato con Gennari. Filippi
per punizione resterà a Perugia senza giocare.
Avevamo un accordo anche con Matteini, ma a mercato
quasi concluso ci ha detto che non voleva scendere di
categoria. Avevamo contattato persino Cossato che
adesso è andato alla Fiorentina.?

Gaucci ce l’ha anche con alcuni giocatori: “Il fatto che
siamo una squadra di giovani non è un alibi per
nessuno, dove andiamo se i primi a non credere a
quello che facciamo siamo noi? La gente deve capire
che il calcio oggi è cambiato, la squadra va incitata con
pazienza, e con qualche ritocco potremo crescere.?

Alla conferenza stampa era presente anche Remo
Croci mentre Alessandro Gaucci si riserva di ricucire lo
strappo che si è avuto tra Italo Schiavi e suo padre
Luciano: “Non ne so molto, non so perché abbiano
litigato, parlerò con Italo per chiarire queste cose, ma
se vuole lavorare con noi deve esser il primo a dare il
buon esempio, non possiamo più litigare tra noi?.

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