La sconfitta di ieri getta pesanti ombre sul futuro campionato della Samb. Restando al periodo della gestione Gaucci, ci sono somiglianze con il campionato di Serie D e quello di C2 (anche se gli esordi furono due pareggi, mentre lo scorso anno la Samb perse sia a Sora che contro il Pescara). In entrambe quelle stagioni, però, c’erano due elementi diversi rispetto ad oggi: il calciomercato di ottobre, che permise di modificare gli errori estivi, e la ferrea volontà della società di centrare la promozione. Ad esempio, nel primo campionato, arrivarono giocatori fondamentali come Sergi e Colantuono, mentre in C2 si diede forma ad una squadra mal costruita con gli arrivi di Criniti, Soncin, De Amicis, Pilleddu, Teodorani, Filippi.

Quest’anno il mercato riaprirà a gennaio: fino a quel periodo si potranno tesserare solo svincolati. Il direttore sportivo Polenta afferma che alcune operazioni sono possibili, ma senza follie: e questo è un secondo elemento di differenza rispetto alle stagioni citate. Bisogna però essere chiari: i giocatori rossoblù della vecchia guardia, ieri, hanno parlato espressamente di salvezza; oggi Luciano Gaucci si è fatto sentire dalla squadra, ribadendo che questa Samb può e deve far bene (obiettivo play-off). I giocatori si sono allineati, come ha detto Totò Criniti nella trasmissione radiofonica “Diretta Sport? di Radio Azzurra. È vero che la Samb di ieri era palesemente in difficoltà, e sarà difficile fare peggio: gli esterni di centrocampo sono giovani ed esordienti e probabilmente hanno bisogno di tempo per garantire un rendimento “da salvezza?, Gennari dovrà innalzare il livello del centrocampo rossoblù, Hilario e soprattutto la maggiore concentrazione del duo di difensori centrali potranno garantire (si spera), una difesa più attenta. Davanti bisognerà sperare che Criniti continui a giocare come sta facendo. Si consideri inoltre che si è ancora ad agosto, alla prima di campionato. Però, a differenza dello scorso anno, quando dopo due sconfitte tifosi, squadra e giornalisti guardavano il distacco dalle prime posizioni, quest’anno tutti faranno bene a controllare la parte bassa della classifica. Non è il caso di auto-ingannarsi perché questa squadra ha delle carenze chiare, almeno come è adesso. Il 4-4-2 è improponibile se non si hanno esterni di centrocampo adeguati.

Certo che la sconfitta con l’Acireale (non immeritata) è dovuta anche alla troppa voglia di vincere della panchina. Sull’1-1 la Samb ha schierato due attaccanti e due rifinitori, giocando con il modulo 3-3-2-2. Se l’obiettivo è quello della salvezza, bisognerà accontentarsi anche dei pareggi.

Per i Gaucci questo resta comunque un momento topico. Hanno riportato la Samb in Serie C1, hanno sfiorato la Serie B. Non è però serio gestire la Samb esclusivamente come una società satellite: la piazza non lo merita. Non è da prendere in considerazione l’ipotesi del campionato di transizione per la valorizzazione dei giovani: se così fosse, il settore giovanile della Samb sarebbe rinforzato, e invece i giovani della Beretti della classe 1984 non sono stati riconfermati in blocco. Se i Gaucci intendono proseguire sul cammino intrapreso, non resta loro che attivarsi. E in fretta. Ma quali sono le reali intenzioni della famiglia romana? Vivacchiare in C1 e lanciare giovani per le categorie superiori? Attendere un’offerta economica conveniente (si parla di una base di due milioni di euro) e cedere la squadra? O cos’altro? Domande che gireremo di certo ad Alessandro Gaucci, che domani incontrerà la stampa alle ore 12.

Intanto la Samb si allenerà domani mattina per poi partire, alle ore 14, verso Pisa, dove mercoledì giocherà la terza partita di Coppa Italia.

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