La Fondazione libero Bizzarri, nella persona del presidente, Maria Pia Silla, e del vice presidente Gino Troli, ha ritenuto doveroso rispondere alle dichiarazioni fatte dall’ormai ex-direttore artistico, Italo Moscati, nel corso di una conferenza stampa tenutasi in mattinata.
I responsabili hanno tenuto a precisare come alla base del rapporto dell’organizzazione con Moscati ci sia sempre stata chiarezza e franchezza, e sebbene a volte le opinioni fossero contrastanti, si era sempre pervenuti ad un accordo. Ciò che ha stupito maggiormente, continua la Silla, è stato il modo in cui Moscati ha deciso di lasciare la sua carica, considerando che la sua nomina sarebbe scaduta proprio quest’anno, al termine dei sei previsti dallo statuto e che quindi, non doveva parlare di dimissioni, ma della sua mancata ricandidatura per un ulteriore mandato.
Ciò che è stato preannunciato telefonicamente alla Silla da Moscati, è la motivazione dell’abbandono: il suo obbiettivo era arrivare ad un incarico decennale (6 da direttore e 4 in giuria) ed ora la sua epoca si è conclusa. Il resto, il presidente, lo ha potuto leggere dai giornali, che lo stesso Moscati ha contattato per rilasciare le sue dichiarazioni.

La conferenza prosegue con toni più duri, asserendo che la presenza di un direttore artistico come Moscati, non consentiva la ragion d’esistere al comitato scientifico –nato in origine per accompagnare e sostenere l’operato e le scelte del direttore-; comitato che, negli ultimi anni, si era atrofizzato per non creare attriti all’interno della fondazione.
Dopo il divorzio l’obbiettivo della Fondazione è quello di ricreare un comitato artistico che contribuisca realmente a sviluppare i temi della ricerca sul documentario e dar seguito ad un lavoro di sperimentazione, così come era stato pensato alle origini, e di sostituire la figura del direttore artistico con quella di un presidente. Si era deciso, ancora prima di questo episodio scatenate, di rifondare l’organizzazione stessa partendo dalla sua struttura “gerarchica”.

“Moscati rivestiva solo la funzione di selezionatore, non apportava più proposte, né aspetti progettuali, tutte le programmazioni recenti sono ad opera del nostro comitato –come l’avvicinamento alla casa di produzione Sacher di Nanni Moretti-”, “la Fondazione era diventata soltanto rassegna e premio”, incalza la Silla.
Per il prossimo anno sono molte le attività in programma: la distribuzione su pellicola di uno dei documentari vincitori, la gestione della mediateca provinciale affidata alla Fondazione, la creazione di uno spazio, il Palaidea, che ospiti proiezioni e che sia fucina di progettualità, una rassegna sul Piceno nel cinema dell’ultimo secolo a partire dagli anni ’20…Sembra quasi che le dimissioni di Moscati – tra l’altro non ancora pervenute ufficialmente- abbiano rinvigorito la Fondazione.

Stefania Palanca

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