Scrivere di cultura molti credono che sia un doversi limitare a sponsorizzare un evento quale può essere un’inaugurazione di una mostra o l’uscita e presentazione di un libro.
Ignorano come , invece , la cultura sia sempre stata fatta nei luoghi e nei modi nei quali e in cui l’ufficialità del carattere culturale non è intervenuta.(pensiamo ai Salons des Refusés dello scorso secolo)
La cultura è lontana dalla sua presentazione ufficiale, provo ribrezzo e disprezzo per le inaugurazioni e per coloro che vi partecipano, e provo ancor più fastidio per coloro che non hanno il coraggio di fiancheggiare (o almeno non ostacolare) iniziative che possano andare oltre i paletti di una riconoscibilità come accadimento sociale.
Non si tratta di Dadaismi o di poetiche decadenti ma del rispetto verso il proprio operare artistico e la sincerità intellettuale, verso sé stessi ed il pubblico, che tale “mestiere? dovrebbe comportare.
E’ evidente infatti come le gallerie nei giorni d’inaugurazione, siano invase da falsi intenditori o stimatori d’arte, l’accozzaglia di tale gentaccia impedisce una visione attenta e seria dei lavori alle pareti.
Per tale motivo visito mostre nei loro giorni prossimi alla chiusura, per godere solo dei quadri senza contaminazioni ottuse.
Il resto è evento sociale e ciò non mi interessa.
Luca Parmegiani

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 125 volte, 1 oggi)