Ma perché forse sono gli unici a darci retta. Questa volta il problema che sottoponiamo alla loro attenzione é localizzato nel viale Secondo Moretti, la zona pedonale del centro cittadino.
La passata amministrazione ebbe sicuramente il merito di valorizzarlo, arricchendolo di fontane e monumenti. Possono piacere, come non piacere, ma un fatto é certo: il corso Secondo Moretti ci viene invidiato da tutti.
L’allora sindaco Perazzoli, volendo regolamentare la passeggiata cittadina, fece collocare dei divieti. Nella zona pedonale era vietato il transito ai cani, alle biciclette e ai pattinatori. Gli animalisti si ribellarono, inscenando una manifestazione di protesta. Una domenica mattina molti proprietari di cani, tenendo a guinzaglio i loro ‘amici’ a quattro zampe, invasero il centro cittadino. Era la loro civile ma decisa protesta contro il divieto. Ricordo che l’amico Giorgio, per solidarietà, portò nell’apposita gabbietta, la sua gatta tigrata. La manifestazione, ripetuta più volte, sortì l’effetto desiderato. Perazzoli, sollecitato dalla ‘piazza’ fece togliere il divieto. Infatti se ci fate caso all’inizio e al termine di Viale Secondo Moretti ci sono i cartelli che vietano il transito “a biciclette” e “pattinatori”.
La nostra semplice, ingenua, scontata domanda é questa: perché il divieto non viene fatto rispettare? Fino a qualche tempo fa alcuni vigili la sera regolavano il traffico in via Ugo Bassi, nel tratto tra l’edificio dove c’era l’Upim e il Bar Florian. Ora non più. Possibile che non abbiano mai visto eserciti di biciclette attraversare e scorrazzare tra le persone nell’isola pedonale mettendo in serio pericolo l’incolumità di vecchi e bambini ? Se ritenete che sia giusta la loro presenza in tale zona, che aspettate a rimuovere i segnali ? Comprendiamo certi atteggiamenti aventiniani, ma i divieti rimangono tali e vanno fatti rispettare. E’ chiedere troppo ?
E.Tì.

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