La città perde un artista unico, autentico, vero. Ci mancherà la sua presenza gioviale, ricca di quelle sonorità giovanili, retaggio di un trascorso musicale e canoro di un qualche successo. Ci mancherà la sua figura particolare aggirarsi in una città che lo ha sempre avuto in simpatia. Ci mancherà il suo modo fraterno di salutare tutti. Non lo vedremo più sporgersi pericolosamente sulla statale offrendo i suoi lavori che da oggi diventano irripetibili. Non ci chiederà più un poco di attenzione per la sua attività pittorica e artistica. Non potremo più leggergli i nostri complimenti per la sua bravura e generosità. Non lo vedremo più, e questo ci rende tristi. La vita di ciascuno di noi si fa sempre più povera allorché si perde un amico vero, disinteressato, bravo. E in molti hanno voluto tributargli l’ultimo saluto cristiano nella Chiesa di San Pio X, dove il parroco ne ha ricordato la figura di uomo e di artista.
La vicina Grottammare, alcune settimane fa, ha intitolato uno slargo del Paese Alto a Giacomo Pomili detto il ‘Tarpato’, il pittore naif locale. La nostra città non sia da meno. Luciano Mascitti se lo merita, se non altro per non aver mai chiesto nulla.
E.Tì.

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