Con riferimento alla vicenda della vendita della farmacia comunale, l’Amministrazione comunale tiene a sottolineare che avrebbe volentieri accolto l’offerta della farmacista che ha presentato l’offerta più alta che dunque avrebbe assicurato un maggior incasso per il Comune.
Purtroppo non si è potuto non tenere in considerazione il bando che prevedeva esplicitamente la presentazione, insieme all’offerta, di una polizza fidejussoria bancaria. La farmacista dipendente che, esercitando il diritto di prelazione, ha presentato una delle due offerte pervenute, la più alta, ha invece allegato una fidejussione prestata da società assicurativa.
Accogliere la sua offerta, o consentire di modificarla presentando una nuova fidejussione fuori tempo massimo, avrebbe verosimilmente esposto il Comune al ricorso sia da parte dell’altra farmacista offerente sia da parte del farmacista di Chieti che presentò la prima offerta in sede di bando pubblico (superata poi dall’esercizio del diritto di prelazione da parte dei dipendenti).
In ogni caso, proprio per procedere con la massima tranquillità, l’Amministrazione ha deciso di non procedere alla stipula del contratto di aggiudicazione fin quando il Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche non si sarà pronunciato sulla questione. Un primo pronunciamento si è già avuto: il Presidente del TAR Marche ha infatti rigettato la domanda di misure cautelari “ante causam? avanzata dalla ricorrente dando modo al Comune di proporre le proprie difese all’udienza del prossimo 27 agosto per discutere la richiesta di sospensiva dell’aggiudicazione della farmacia.
In quella sede però il Comune chiederà all’organo giurisdizionale amministrativo un pronunciamento di merito proprio per fugare ogni dubbio sulla correttezza delle procedure sin qui seguite.

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