E‚ il commento del presidente di Coldiretti Ascoli, Marco Maroni, alla notizia del rilevamento di mais transgenico nel territorio di competenza della Procura di Fermo. „Il nostro non è un rifiuto ideologico, ma una presa di posizione nell‚interesse dell‚agricoltura picena ˆ spiega Maroni -. Se le ricerche ci dicono che il 70% dei consumatori non comprerebbe cibi ogm nemmeno se costassero di meno o contenessero meno grassi, proprio non si capisce perché le imprese ascolane dovrebbero produrli. Oltre a ciò, è stato dimostrato che sul nostro territorio la presenza di una filiera di organismi geneticamente modificati renderebbe impossibile la sopravvivenza delle coltivazioni tradizionali e biologiche. Senza dimenticare il fatto che non abbiamo alcuna certezza che essi non siano dannosi per le colture, per i prodotti alimentari e per l‚ecosistema‰. Ma le indagini della Procura fermana dovranno anche accertare la presenza di vera e propria frode commerciale ai danni degli imprenditori agricoli. „Non credo che chi ha acquistato i semi ogm lo abbia fatto consapevolmente ˆ conclude il presidente di Coldiretti Ascoli -. Come nel caso del Piemonte, potrebbe essere accaduto che qualcuno, nonostante il divieto in vigore in Italia, ha venduto il prodotto transgenico senza indicarlo in etichetta. Da qui, il nostro invito alla Procura ad accertare le responsabilità e a disporre, con il concorso delle istituzioni, tempestivi provvedimenti di risarcimento agli imprenditori agricoli”.

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