Tutto il territorio marchigiano è a rischio sismicità e ciò comporta il rispetto di precise norme per la costruzione di edifici e strutture, soprattutto di quelle ritenute strategiche, quali scuole, ospedali, sedi municipali.
Lo ha stabilito un provvedimento della giunta regionale, approvato su proposta del presidente Vito D’Ambrosio, che ha provveduto a una nuova classificazione dei Comuni marchigiani. Anche quelli, 16 in tutto, che non erano stati previsti in una precedente classificazione, compaiono ora con indici di zona “3? o “2?. Altri 6 Comuni, prima inseriti in zona “2? sono stati spostati in “1?.
Con questo provvedimento le Marche si allineano alla normativa nazionale, l’ordinanza 3274 del 20 marzo 2003, entrata in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale l’8 maggio.
Vengono anche adottate ulteriori disposizioni. Infatti l’ordinanza ministeriale prevede un periodo di transizione di 18 mesi (decorre dall’8 maggio) entro il quale si può continuare ad utilizzare le norme tecniche precedenti. Mentre, l’elenco degli edifici ritenuti strategici sarà emanato entro ottobre dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile.
La giunta regionale, invece, già individua le opere strategiche – scuole, ospedali, sedi municipali – per le quali utilizzare da subito le norme tecniche per le zone sismiche: precise indicazioni per la progettazione e costruzione e controlli sulla loro stabilità da parte dei proprietari.
“La decisione di assumere un atteggiamento più severo rispetto alle indicazioni nazionali – commenta Vito D’Ambrosio – deriva dall’esperienza che abbiamo acquisito in questi anni, non solo nell’opera di ricostruzione, ma anche con il progetto di monitoraggio degli edifici strategici, che avevamo iniziato prima del terremoto del Molise dell’ottobre dell’anno scorso e che ha avuto un’accelerazione dopo quella data.?
Il contenuto della riclassificazione e della normativa tiene conto degli indirizzi della comunità scientifica internazionale e degli standard previsti dalla normativa sismica europea (EC8).
Le informazioni si possono chiedere al Centro operativo di Muccia e Fabriano, ing Cesare Spuri (tel .0737. 647711 – 0732.639311) (e.r.)

Le modifiche introdotte dal provvedimento di giunta

I 12 Comuni che passano da “non classificati? a classificati di “zona 3?:
Acquaviva Picena, Altidona, Campofilone, Cupra marittima, Grottammare,
Lapedona, Massignano, Montefiore dell’Aso, Moresco, Pedaso, Ripatransone, San Benedetto del Tronto.

I 4 Comuni che passano da “non classificati? a classificati di “zona 2?
Carassi, Cossignano, Folignano, Montalto delle Marche.

I 6 Comuni che passano da classificati “zona 2? a “zona 1?
Castelsantangelo sul Nera, Monte Cavallo, Muccia, Pieve Torina, Serravalle di Chienti, Visso.

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