L’ultimo evento a Genova, dove un poliziotto ha sterminato la sua famiglia e si è poi tolto la vita. Si dice molto semplicisticamente che si tratta di un folle. Senza dubbio condanno tutti gli atti lesivi della vita. Tuttavia non posso esimermi da una riflessione attenta sui possibili motivi che sconvolgono certi uomini a tal punto da annientare la propria famiglia. Che cosa succede? Una risposta alla mia riflessione me l’ha offerta un libro
recentemente recensito. Si tratta de “Il padre. L’assente inaccettabile-Ed. S.Paolo” del prof. Claudio Risè. L’elemento paterno oggi è duramente colpito da 30 anni ed oltre di politiche e cultura contro la famiglia. Invece la
famiglia è un importante progetto di vita e di realizzazione affettiva dell’essere umano. L’uomo è costretto o indotto a perdere il suo equilibrio e la sua energia vitale, che lo spinge ad osare, creare e ad avventurarsi sfocia poi in queste orrende brutture. È poi risaputo che spesso in caso di separazioni, chi ci rimette è quasi sempre la figura maschile, a prescindere se ha torto o ragione può trovarsi solo a pagare i mantenimenti ed espropriato nel vero senso della parola! Senza togliere ma anzi rivalutare il ruolo materno che trovo insostituibile tanto quanto quello paterno, è ora che si pensi a riformare la legislazione vigente e di fare veramente giustizia. Il 14 giugno c’è stata ultimamente la “marcia dei padri” a livello internazionale proprio per sottolineare questo aspetto così ingiusto che, come nel caso di Genova, può avere effetti devastanti. Noi vogliamo solo la giustizia e trovo giusta la proposta della bigenitorialità dei figli. La donna li partorisce, ma l’uomo li genera!

Firmato: Emiliano Paoletti

Grazie e Cordiali Saluti

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