Nell’accogliente scenario immerso nel verde giardino della Palazzina con un piacevole sottofondo musicale, Aldo Biscardi arriva con passo fiero e deciso. Accompagnato dal collega sambenedettese Maurizio Compagnoni, il quale ha poi presentato la serata, si è seduto sul piccolo palco allestito per l’occasione. Tante le persone accorse, manifestazione sicuramente di affetto verso una persona che ha parlato di calcio e ha fatto parlare il calcio nella massima imparzialità. Prima di iniziare la cerimonia di apertura, l’Assessore alla Cultura Bruno Gabrielli gli ha donato un presente sulla vita della Palazzina Azzurra a nome del sindaco Martinelli e di tutta l’Amministrazione comunale. Aldo Biscardi alzandosi in piedi ha manifestato tutta la sua gratitudine, mostrando la sua felicità per l’invito. In quanto da ragazzino, essendo nato a Larino (paesino del Molise), trascorreva le vacanze tra Termoli, Vasto e San Benedetto. Per cui è così legato alla città di San Benedetto che la porterà con sé nel cuore e nella mente. Inutile dire che l’applauso è scattato automaticamente con ovazioni in sottofondo.

Maurizio Compagnoni è stato suo allievo per tre anni, dal ’93 al ’96, quando Biscardi era direttore di Tele Più. Ricorda con un sorriso quasi nostalgico quando lo spedì alle Olimpiadi di Atlanta. Inoltre gli ha dato grande merito per aver inventato una trasmissione, “Il Processo? appunto, di calcio parlato per la quale molti giornalisti devono a lui il loro successo. In tanti hanno provato ad imitarlo ma di originale ce n’è uno e se oggi si avvia a spegnere i 24 anni di successi, un motivo ci sarà. “Possiamo definire la sua trasmissione un po’ come il Festival di San Remo?- spiega Compagnoni – “tutti dicono di non apprezzarlo infine lo vedono in tanti?. A tal proposito ecco irrompere la simpatica dialettica del Biscardi nazionale “inerente a San Remo ricordo di aver fatto il mio programma all’interno del Dopo-Festival nel lontano 1986 con l’87% di share pari circa a undici milioni di telespettatori. Il libro è nato dall’idea dell’editore Rizzoli, il quale mi propose di scriverlo interamente di mio pugno, dall’inizio alla fine. Visto che non mi piaceva fare un libro istantaneo, mi è stata affiancata la brava giornalista Luciana Baldrighi che mi ha aiutato a patto che scrivessi una prefazione per ogni prologo. Il testo prende il titolo dal mio programma ma racconta la mia vita di giornalista nel percorso che dalla carta stampata mi ha portato alla televisione. È stato senza dubbio un atto d’amore verso la mia professione, verso i colleghi che mi amano e quelli che non mi amano. Tanti gli spaccati di storia vissuta, a partire dai protagonisti incontrati e conosciuti. Per citarne uno, Agnelli descritto sia come presidente onorario della Juventus che come grande imprenditore.?

Tra i valzer di domande, si sono toccati punti di attualità come il caso Catania o il possibile ritardo della partenza del campionato ma non del suo processo che il primo settembre sarà in onda su “La Sette?. Toccati gli argomenti che hanno fatto la fortuna della sua trasmissione, basti pensare alle polemiche accese sull’asse Roma – Milano definite da Biscardi “una contrapposizione polemica asperrima perché la gente la vuole?. Da non dimenticare la super moviola nata per non essere al copia di quella fatta da Vitaletti prima e Sassi poi. Addirittura gli fu chiesta in prestito dall’allora direttore del TG1 Colombo proprio quando ci fu l’attentato al Papa per ingrandire l’immagine dell’accaduto. Infine si è parlato anche delle belle vallette che lo hanno affiancato in tutti questi anni, considerate dal lui delle perfette padrone di casa che presentono ospiti e pubblicità. Si perché il famoso “Deng you? nella pubblicità dell’Enciclopedia inglese gli ha procurato qualche grana, finita bene, in quanto ai giornalisti è severamente vietato fare pubblicità, chi la fa è cancellato dall’albo. Insomma un Aldo Biscardi visto a 360°, che ha sviscerato le questioni più delicate del calcio senza mai tirarsi indietro. Il Processo, ad un passo dalle nozze d’argento, sarà ancora uno dei programmi più “in? della stagione sportiva. Se poi verrà raccontato tra tv, calcio e politica non potrà che alzare l’indice…dei lettori.

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