L’accordo prevede la messa a norma dello stadio Riviera delle Palme e l’assicurazione che la società verrà gestita per tre anni dallo stesso patron romano. L’unica clausola riguarda il traguardo minimo della permanenza in serie C1.
Un accordo che pone le basi per un futuro meno nebuloso ma che, nel tempo dovrà essere supportato da qualche ambizione in più magari partendo dalla ristrutturazione del settore giovanile, ora in decadenza, scartando a priori l’ipotesi di far crescere i giovani in rossoblù, farli maturare per poi far raccogliere i frutti a Catania e Perugia.
Se i tifosi capiranno che le cose non stanno così, tutto filerà liscio mentre difficilmente accetterebbero di essere il ‘campo di allenamento’ della società siciliana e di quella umbra, delle quali nessuno a San Benedetto si sente inferiore o in stato di sudditanza.
Quindi “patti chiari e amicizia lunga”. Mai un detto fu più appropriato per inquadrare in modo migliore le attuali circostanze.
Viva quindi l’accordo che fa crescere la speranza di vedere una Samb con un organico (indipendentemente dalla sua forza) stabile e non più di passaggio e smembrabile di anno in anno.
E’ chiaro quindi che un programma triennale non può essere più sostenuto dalle basi che hanno contraddistinto il recente passato.
NP

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