Una notizia dell’ultima ora. La decima edizione del Premio Bizzarri aprirà le proiezioni con una sorpresa: un omaggio al grande cantautore Léo Ferré. Prima del film “La meglio gioventù? di Marco Tullio Giordana, verrà infatti proiettato un filmato che documenta un concerto tenuto da Ferrè il 1° giugno 1990 proprio al Teatro Calabresi. Il filmato appartiene all’archivio del Prof. Pino Gennari, Direttore Artistico del Festival Léo Ferré di San Benedetto. La giornata non è scelto a caso, poiché il 14 luglio 2003 cade il decimo anniversario della scomparsa del cantautore. La canzone che si ascolterà sarà la celeberrima “Le Dieu et le Mâitre?, il cui testo si schiera apertamente contro la pena di morte.

-Una sigla per il Bizzarri-

A partire da questa edizione il Premio Bizzarri avrà la sua sigla d’apertura che inaugurerà tutte le proiezioni della rassegna. Quest’anno si è scelto un vecchio filmato ritrovato dalla Fondazione Bizzarri negli archivi dell’Istituto Luce, realizzato a San Benedetto nel 1936, che rappresenta il primo documento sonoro girato nella nostra città. Un impedibile ritratto di una stagione estiva remota, uno sguardo sugli usi e costumi dei bagnanti di un tempo. Come afferma il titolo di testa che apre il filmato (della durata di 2 minuti e 30 secondi), la San Benedetto degli anni ’30 era “Un piccolo centro sull’Adriatico trasformato in una deliziosa spiaggia che può gareggiare con le ridente riviere della California.? Questa proposta è solo un esempio del progetto che la Mediateca della Fondazione Bizzarri persegue da tempo: quello di ricercare e catalogare ogni tipo di materiale audiovisivo relativo al territorio Piceno.

-Per il BIZZARRI 2003 una nuova scenografia a cura dell’ISTITUTO D’ARTE di Ascoli-

Tra le tante novità di questa edizione del Decennale, il Premio Bizzarri ha pensato anche ad una nuova scenografia. Durante la settimana di proiezioni, infatti, il pubblico della Rassegna potrà ammirare la hall della Multisala Calabresi trasformata in uno scenario inedito, curato dall’Istituto d’Arte “Licini? di Ascoli.

L’allestimento consiste in elementi modulari metallici “rein? che hanno lo scopo di delimitare accuratamente lo spazio circostante. Tali moduli compongono le impalcature che ospitano alcune gigantografie fotografiche, sulla quali vengono ripercorsi dieci anni di storia del Premio Bizzarri. Lungo due immenso rulli che somigliano ad una pellicola cinematografica, compaiono i volti dei principali protagonisti del festival, personaggi che hanno lasciato il segno nella storia del cinema italiano e mondiale: Peter Greenaway, Michelangelo Antonioni, Giuseppe Scotese, Leo Benvenuti, Frederick Wiseman, Giuseppe De Santis, Liliana Cavani, Giuseppe Lo Cascio, Michele Santoro, Silvio Soldini, Licia Maglietta, Francesco Maselli, per finire con un bellissimo ritratto di Libero Bizzarri.

L’équipe dell’Istituto Statale d’Arte, che da diversi anni svolge un rapporto di collaborazione con la Fondazione Bizzarri e con la sua Presidente Maria Pia Silla, ha voluto con tale lavoro scrivere la storia visiva di un decennio di cinema a San Benedetto del Tronto. Immagini essenziali, in bianco e nero, poste nella composizione seguendo il concetto di “reportage?. Foto che sembrano prese a caso, ma che sono qualcosa di più di una comune istantanea: sono una rappresentazione visuale di momenti profondamente sentiti, ricchi di significato emotivo. Ricordi vividi di un’esperienza personale.

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