Slitta alla prossima settimana la scelta del nuovo allenatore della Samb Calcio per l’anno 2003-04. Oggi, a Milano, Italo Schiavi e Claudio Molinari si sono incontrati con Alessandro Gaucci, ma la questione-Samb non ha prodotto alcun risultato apprezzabile: mancano dieci giorni per l’avvio della stagione, con il canonico ritiro pre-campionato, e al momento la Sambenedettese è una squadra a metà, diciamo che è pronta per meno di un quarto: della squadra dello scorso anno, sembra che resteranno Manni, Cottini, Taccucci, Napolioni, più i giovani Quondamatteo e Camillucci. Corradi e Franchi potrebbero essere ceduti per ridurre il monte-ingaggi della famiglia Gaucci (se troveranno acquirenti); Criniti potrà giocare con la Samb per un altro anno solo se ridurrà le pretese economiche. Non è stato ancora scelto l’allenatore (Gentilini è il candidato principe, seguono le ipotesi di Cabrini, Di Chiara, Galderisi), mentre i nomi dei giocatori che saranno dirottati a San Benedetto sono quelli di giovani di belle speranze e nulla più: il belga Donovan Maury, il centrocampista portoghese Paulinho Hilario, mentre altri contatti ci sono con Fedinando Giuliano; non va dimenticato che il Perugia ha acquistato per l’Intertoto i difensori Ignoffo dell’Avellino e Terra del Sora, che potrebbero tornare alla Samb assieme al centrocampista Fabio Filippi.

Le uniche mosse effettive della Samb sono state comunque, fino ad ora, di cessione. L’unica novità degli ultimi giorni è rappresentata dalla nomina di Adriano Polenta, responsabile del settore giovanile del Perugia, quale nuovo direttore sportivo della Samb. Ma la situazione in cui si trovano i rossoblù è talmente fluida da permettere diverse interpretazioni: il ridimensionamento della squadra è scontato e in atto, bisognerà vedere se la squadra “giovane? paventata da Alessandro Gaucci sarà comunque una compagine in grado di recitare un ruolo da protagonista (non obbligatoriamente da prime posizioni, ma sicuramente non da ultime), o se invece questo è un modo per gestire una nidiata di giovani calciatori e poi rilanciarli nelle altre società del gruppo-Gaucci. La Samb non può diventare una società satellite.

La famiglia Gaucci, mantenendo ferma la politica dell’austerithy e riducendo le spese di ingaggio, ha comunque tutte le capacità per allestire una formazione sbarazzina e, al contempo, esperta e concreta. Tuttavia, al di là dell’aspetto di riduzione delle spese, non va sottaciuto il fatto che i Gaucci, prima di muoversi per la Samb, aspetteranno la decisione relativa al project financing dello stadio Riviera delle Palme, al momento al vaglio dell’amministrazione comunale sambenedettese. Una sorta di ricatto? È una parola un po’ grossa e forse usata a sproposito, ma se veramente le sorti della Samb risultassero legate eccessivamente a questa scelta non sarebbe usata invano. Ripetiamo comunque la nostra opinione: sarebbe sbagliato lasciarsi sfuggire un personaggio dello spessore di Luciano Gaucci, che ha dimostrato con i fatti le sue potenzialità; sarebbe un errore, comunque, cercare di ottenere un affare economico come la questione dello stadio senza dare nulla in contropartità alla città (oltre allo stadio a norma, in definitiva un po’ poco). I tifosi ci vedono chiaro: il project si potrà fare con una Samb stabilmente in Serie B, e con qualche servizio in più per i cittadini (la famosa città dello sport e del verde in area Brancadoro…).

Per quanto riguarda la sede del ritiro, dovrebbe essere preferita una località dell’alto Appennino Umbro-Marchigiano.(ppf)

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