Vent’anni, palestinese, affetta da talassemia, protagonista insieme alla sua famiglia di una novella “fuga d’Egitto?. La vicenda di Suheir Al Shaer, una giovane di Gaza, è un’altra delle molte drammatiche storie che affliggono quella terra. Ma da domani, quando la ragazza sbarcherà alle 19 a Fiumicino, proveniente da Il Cairo con un volo di linea della Egypt Air, diventerà una storia anche marchigiana.
Ad accogliere Suheir in Italia, non ci saranno politici o rappresentanti istituzionali, ma le persone che possono garantire l’assistenza di cui anche la famiglia di Suheir – il fratello Husam, donatore di midollo osseo e la loro madre Rasmia- ha bisogno. All’aeroporto romano ci saranno, dunque, il medico palestinese Waleed Kokali che opera presso l’ambulatorio di diabetologia di Betlemme
( nelle Marche per un aggiornamento), che farà anche da interprete e un’autovettura con un autista, messi a disposizione dalla Regione Marche, la quale sosterrà le spese di ricovero e cura della giovane presso il reparto di Ematologia del San Salvatore. Suheir, infatti, sarà ricoverata venerdì e verrà sottoposta quanto prima al trapianto di midollo osseo, presso l’ospedale di Pesaro, città che offrirà anche le strutture per ospitare la famiglia.
Per la verità, è da diversi mesi che le Marche condividono i drammi e le speranze di Suheir e si adoperano per poterle assicurare i trattamenti specialistici di cui ha bisogno: il presidente Vito D’Ambrosio, all’inizio dell’anno aveva ricevuto un fax dall’ospedale di Gaza nel quale si segnalava il grave stato di salute della giovane. Immediatamente il presidente si è attivato per accelerare le procedure per l’arrivo nelle Marche, mettendo in moto i contatti della Regione a Gerusalemme e a Betlemme. Suheir appartiene ad una famiglia che, come è immaginabile, non dispone di mezzi finanziari e le spese per gli accertamenti clinici sono state sostenute grazie ad una raccolta di fondi promossa dal salesiano, Padre Jacques Amateis, uno dei contatti della Regione a Gerusalemme. La documentazione sanitaria, comprese le analisi per la compatibilità del donatore (individuato poi nel fratello), inviata da Gaza , è stata trasmessa, attraverso il Servizio Sanità della Regione, all’Ospedale San Salvatore, giungendo, infine, al decreto per l’accoglienza e la cura della giovane. Ma, al gravissimo problema di salute di Suheir, si sono aggiunte anche le difficoltà burocratiche e politiche che caratterizzano la regione mediorientale. Le autorità israeliane, anche di fronte alle richieste del nostro Consolato a Gerusalemme, non hanno mai concesso il permesso di partire dall’aeroporto di Tel Aviv. Per tutti i palestinesi esistono due possibilità di lasciare i territori occupati : o passando per la Giordania, o attraverso un varco lasciato aperto per l’Egitto e da lì, imbarcarsi all’aeroporto del Cairo. Ma spesso i voli sono contingentati e le tasse di ingresso sono molto elevate. Anche in questa incresciosa situazione, la nostra regione ha partecipato al dramma di una ragazza che per motivi politici vedeva allontanarsi le speranze di guarigione . Per sostenere il costo del viaggio aereo e le tasse di ingresso in Egitto, il dottor Paolo Fumelli, direttore del Centro di Diabetologia di Ancona e coordinatore di un analogo Centro a Betlemme, ha promosso una catena di solidarietà alla quale hanno risposto i Lions Club di Ancona , l’Associazione “Cuore vivo?, i Soroptimist Ancona, la Cassa di Risparmio di Rimini e la Ditta Giampaoli.
Per questa ragazza, da domani, Pesaro sarà la città della speranza e le Marche più ricche, nella consapevolezza di aver contribuito a ridare un futuro migliore ad una giovane donna. E’ l’augurio più sentito da trasmettere a Suheir. (ad’e)

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