E’ la fotografia del florovivaismo piceno, settore trainante dell’economia agricola rivierasca, che negli ultimi tempi ha però vissuto una fase di stasi, rispetto alla crescita degli anni precedenti, complici anche le difficoltà ad accedere ai finanziamenti regionali e comunitari.

Da qui la volontà della Coldiretti di Ascoli di programmare una serie di strategie di rilancio, il cui primo atto è andato in scena nella sala della parrocchia di San Martino, a Grottammare, dove si è svolto un affollato incontro con i florovivaisti della zona, al quale ha preso parte, tra gli altri, il responsabile dei problemi del lavoro della Coldiretti nazionale Romano Magrini.

“La produzione di piante e fiori nella zona di San Benedetto e Grottammare rappresenta una realtà economica di estrema importanza – ha spiegato il direttore provinciale Coldiretti, Alberto Bertinelli -, tanto da essere indicata come il terzo distretto florovivaistico d’Italia. Negli ultimi tempi, questo settore ha però conosciuto delle difficoltà, e così abbiamo pensato di produrre un ulteriore sforzo per sostenerlo e rilanciarlo?. Anche attraverso l’idea di un ente pubblico privato che, con il diretto coinvolgimento delle aziende, possa fornire servizi efficienti e a costo contenuto. Anche attraverso una più approfondita conoscenza delle normative, visto l’obbligo di dotare le piante commercializzate di un “passaporto?.

Anche attraverso consulenze specifiche sull’utilizzo degli antiparassitari, come ha sottolineato il fitopatologo professor Piccirillo.
Nel corso della riunione sono stati esaminati anche i problemi dell’accreditamento, con Lozza dell’Assam, dell’utilizzo dei pozzi e delle risorse idriche, di cui ha discusso Santoni, e della manodopera, nella relazione di Rolando Magrini, il quale ha ricordato il successo conseguito con la riforma Biagi, che favorisce le tradizionali collaborazioni occasionali di parenti ed affini entro il terzo grado, non assoggettandole al pagamento delle ritenute previdenziali e contributive.

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