Grottammare e San Benedetto del Tronto possiamo oramai definirle un’unica realtà. Sono due città diverse semplicemente perchè hanno due comuni diversi, quindi soltanto sotto l’aspetto demografico.
Sentendoli parlare ancora si riesce a distinguerli ma poi ti accorgi che quello che parla sambenedettese risiede a Grottammare e quello che parla grottammarese (in numero inferiore) risiede a San Benedetto. Una simbiosi probabilmente dovuta a due caratteri che non hanno l’invidia nel loro Dna, tra di loro c’è stato sempre il massimo rispetto pur cercando entrambe di superarsi, specialmente in campo turistico.
Fino agli anni novanta, sotto quest’aspetto, Grottammare era in netto ritardo mentre San Benedetto stava iniziando una pericolosa difficoltà di mantenersi al pari con i tempi che cambiano.
Da quegli anni è iniziata a Grottammare un’operazione che ha dato molti frutti. Si è scrollata di dosso una specie di apatia che l’aveva contraddistinto per anni ed è diventata super creativa con iniziative turistiche che negli ultimi hanno cominciato a raccogliere enormi benefici.
Lo ha fatto senza porsi in contrapposizione alla vicina San Benedetto ma diventandone un’alternativa di gran classe. Per San Benedetto la vivacità di Grottammare è stato uno stimolo che la sta tirando fuori dai problemi di cui parlavamo all’inizio.
Sembra però che negli ultimi tempi questa positiva concorrenza, produttiva per entrambe, stia per rompersi nel senso che qualcuno, specialmente a Grottammare, ha cominciato a vedere San Benedetto come un nemico, commettendo un errore che potrebbe dissipare tutti i progressi registrati negli ultimi dieci anni.
Un’introduzione lunga per entrare nel motivo principale che ha fatto nascere questo Grottammarisimo (il nome al giornale glielo ha dato lo storico locale Giusepep Verdecchia) : la promozione calcistica del Grottammare in una serie finalmente importante.
Questa circostanza è stata determinante per comprendere meglio la mia premessa. Il calcio che, in quasi tutti i casi di campanile citatdino, porta sempre la bandiera della rivalità, ha unito ancora di più San Benedetto e Grottammare con tifosi rossoblù ad incitare i biancocelesti e viceversa. Un grande esempio di maturità che non potrà che portare frutti copiosi.
(NAZZARENO PEROTTI)

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