Gentilissimo Direttore,
è con piacere che Le invio questa nota, perché essendo un assiduo lettore del Suo giornale on-line ho modo di apprezzarne la qualità e l’indipendenza.
Spesso mi è capitato di inviarLe lettere che ho sempre trovato pubblicate.
Vorrei, con questa nota, tentare di dare qualche risposta agli interrogativi che Lei si è posto la volta scorsa nel pubblicare un comunicato stampa de l’Ulivo.
Una premessa però è doverosa.
Io non sono L’Ulivo, che grazie a Dio è una realtà complessa e vivace, però credo di esserne un rappresentante cittadino. Tenendo conto di ciò, vorrei anche ricordare che ho rilasciato anche al Suo giornale, numerose interviste in merito alla questione del Project sullo Stadio, una delle quali lunghissima.
Io non sono tra coloro che fuggono davanti ai problemi, anzi amo affrontarli e sviscerarli.
Quindi se non Le spiace vorrei fare la cronistoria del Project dello stadio, riassumendo anche la posizione dell’Ulivo in merito.
1. L’amministrazione Martinelli ad inizio anno approva in Giunta (con delibera) un project della ditta Ati Beani e, cosa piuttosto insolita, quantifica anche l’importo da riconoscere alla società per la progettazione (_ 192.000);
2. Dopo poco tempo apprendiamo che c’è un esposto da parte di un’altra Società contro la delibera assunta dalla Giunta.
3. La minoranza consiliare, l’Ulivo e Rifondazione Comunista, denunciano una irregolarità nell’operato della Giunta rispetto a quanto previsto dalla legge Merloni;
4. Apprendiamo dalla stampa che la Procura della Repubblica ha avviato un’indagine.
5. Il sindaco Martinelli a seguito di incontri con Gaucci sembra far propria una proposta della Sambenedettese Calcio.
6. Nessuno conosce la proposta Gaucci.
7. Venuti sommariamente a conoscenza di una proposta facciamo presente al Sindaco elementari considerazioni, che probabilmente Lui non ha fatto a causa della Sua leggerezza nell’agire:
a) se non si voleva fare demagogia con i tifosi e sposare veramente il progetto Gaucci il Sindaco avrebbe dovuto revocare la delibera del project approvata;
b) occorre dire come e cosa si vuole fare con Gaucci (accordo di programma, project, ecc..)
c) bisogna poi cambiare destinazione urbanistica all’area (oggi non conforme).

Insomma come vede amministrare rispettando la legge e non prendendo in giro i cittadini è difficile.
Noi che possiamo dire?
Oltre a questi suggerimenti procedurali abbiamo detto che la proposta Gaucci sembrerebbe più affascinante di quella approvata dalla Giunta, ma mi chiedo: un consigliere comunale dell’Ulivo deve per forza stare o con Martinelli o con Gaucci?
Vista la situazione di impasse a cui si è giunti, forse l’unica cosa saggia da fare è quella di utilizzare una parte dell’enorme residuo dell’avanzo di amministrazione e mettere a norma lo Stadio senza regalare a nessuno diritti di superficie per 99 anni.
Noi dell’Ulivo abbiamo scelto di stare con la Città.

Ringrazio per l’attenzione prestata e invio cordiali saluti,

Giovanni Gaspari
Capogruppo Consiliare dei DS per L’Ulivo

La ringrazio di cuore per il suo chiarimento che, sono certo, servirà alla città per iniziare un dialogo sereno, tenendo come punto fermo l’interesse (in questo caso grandissimo) dei cittadini e del futuro di San Benedetto del Tronto. Futuro secondo me molto legato a questa vicenda che è sportiva soltanto all’apparenza.

E’ uno di quei rari momenti in cui far parte della maggioranza o della minoranza conta molto relativamente, si tratta di difendere i diritti della comunità in maniera equa e giusta contro chi (‘straniero’ ma non in senso dispregiativo, il mio senso cristiano me lo impedisce) cerca forse di mettere in pratica un detto latino spesso molto efficace: dividi et impera. E magari prendere ad esempio una vicenda simile negli 90-93, nella quale la ‘sinistra’ prese decisioni sbagliatissime con i risultati che oggi tutti abbiamo davati agli occhi (costarono a San Benedetto otto anni di anonimato calcistico). Complice fu anche gran parte del popolo sambenedettese ma il particolare non può essere assolutamente preso come scusante nè allora né adesso.

Questo mio parere non vuole essere un j’accuse nei confronti di Gaucci. E’ chiaramente legato alle ultime dichiarazioni di un presidente calcistico che, invece, negli ultimi tre anni, ha compiuto un’impresa mai riuscita ad altri e tutta a favore del calcio sambenedettese, dall’inferno lo ha riportato alle soglie del Paradiso.

Non so se riferiva a me ma forse non mi sono spiegato bene: non è (nè lo era) mia intenzione pretendere che qualcuno si schieri con Gaucci o con Martinelli ma soltanto che si instauri un dialogo pluralisitico e positivo.

Ricambio la stima che non è legata esclusivamente alle sue attuali considerazioni. Magari capiterà anche che un giorno ci conosciamo di persona.
Grazie e buon lavoro
NAZZARENO PEROTTI

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