Croniamantal è il protagonista del testo in prosa di G. Apollinaire “Il Poeta assassinato?, è l’alter ego dell’autore, molti i riferimenti biografici e la proiezione parziale della sua vita ma è soprattutto la dimensione archetipale del Poeta, di Omero, movimenti tra leggende ed evasioni dal tempo.
Alla massima gravità biografica corrisponde il massimo slancio fantasioso, l’esperienza quotidiana è molto in più se proiettata nell’immaginifico.
Scritto tra il 1913-14, questo racconto a me tanto pare come una sorta di profetizzazione del destino del poeta nella società moderna( la quale in quegli anni andava sempre più spargendo il suo seme), la sua dipartita da una cultura per le masse e la sua chiusura e castrazione in circoli culturali ed intellettuali da salotto.
La cultura relegata a “ripulire? le demenze delle feste Vip in Sardegna e nei programmi notturni che solo ristrettissime fasce di telespettatori seguono.
Fine di Croniamantal sarà infatti quella di essere “giustiziato? in pubblico , davanti agli occhi della piazza; nulla di tanto più vicino a quanto è accaduto nella “notte dell’idroscalo? del 2 Novembre 1975 a Pier Paolo Pisolini (l’ultimo poeta), quando un gruppo di “borgatari? picchiò ed uccise lo scrittore.
In quella notte non c’era un pubblico da esecuzione ad assistere poiché la morte di Pisolini era già stata determinata e propiziata dal clima di ostilità che intorno alla sua figura si era venuto a creare.
Pisolini è stato ucciso dal sistema e nessuna parola mi sembra appropriata tanto quanto questa.
Sistema non è un organo burocratico né alcuna latitanza da leggi, vale a dire il suo opposto ma è entrambe le cose, è quel qualcosa che respiriamo e che non potremmo mai evitare ( o almeno a pochi è concesso, Pisolini era uno di questi).
Pisolini è stato ucciso dalla nascente cultura di massa e dal nostro Boom economico, dai poteri politici di allora e d’oggi, da tutti questi “potenti? che aveva messo sotto processo, dall’ignoranza e dalla mancanza d’intelligenza: dalla società.
Ancora oggi non abbiamo raccolto il monito di Moravia di rispettare ed “celebrare? la poesia di Pisolini, ma alcuni di noi percepiscono la figura di tale poeta come quella di un martire, amante della verità e dell’intelligenza, ed è per questo che la sua parola vive mentre la vita di coloro che lo hanno voluto morto in realtà non lo hanno mai ucciso e si sbattono tra un tribunale e l’altro tra sentenze che solo oggi, anche se solo in parte, li condannano.

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