È bene quel che finisce bene. È storia quello che ha fatto il Grottammare. Negli annali calcistici comparirà anche il nome di questa piccola grande squadra che, nei suoi 103 anni di vita, ha lasciato un marchio indelebile. La settimana appena trascorsa è stata la più intensa per l’elevata emotività che la finale comportava e la più difficile per le condizioni ambientali non proprio perfette che si presentavano. Nonostante questo stordimento di strane sensazioni, il Grottammare è riuscito a mantenere la calma rimanendo con i piedi per terra e la testa concentrata. Non è stato semplice ma quando si ha un presidente come Pignotti che da’ tutto se stesso per la causa bianco celeste, quando si ha un allenatore come Beni che è la semplicità e l’umiltà fatta in persona e quando si hanno dei giocatori che prima di esserlo sono uomini dentro e fuori il campo; il successo non viene per caso. Dietro c’è un lavoro immane, la società tutta ha remato dalla stessa parte tagliando l’ambito traguardo. Rispetto alla passata stagione, il Grottammare di oggi è maturo. Abbandonati i panni della matricola, si è vestito da studente modello e sui verdi banchi dei campi ha affrontato le più difficili interrogazioni comprese quelle degli esami dei play off conquistando la laurea ad honorem. Adesso con la suddetta onorificenza non resta che mostrarla con orgoglio a coloro che hanno creduto e sostenuto squadra e società. Un riconoscimento che di utopia sa ben poco ma che di realtà sta riempiendo una pagina di storia del calcio grottammarese.

Lo avevamo lasciato con la tensione che gli impediva quasi di parlare, a ventiquattro ore dalla storica promozione mister Beni scoppia di gioia “nel nostro piccolo entriamo nella storia. Non si era mai verificato. È un successo che volevamo a tutti i costi sia per il presidente Pignotti che per il diesse Aniello, che per i grottammaresi. Tra l’altro ci hanno riservato una accoglienza al nostro ritorno favolosa, presenti persone di ogni età oltre all’ex sindaco Rossi e al nuovo Merli. Sicuramente è una vittoria che abbiamo strameritato per tutto ciò che abbiamo dimostrato in campo. Avevo detto che mi spaventavano le condizioni ambientali che avremmo trovato a Montoro per via del campo in terra battuta, invece i ragazzi mi hanno stupito. Il merito è principalmente il loro e delle persone che ci sono state vicine. Non faccio nomi, la vittoria è di tutti a partire dallo staff medico a quello dirigenziale. Per noi è il massimo. Siamo stati in testa con l’Urbino fino a due giornate dal termine del campionato. Nei play off abbiamo battuto l’Urbisaglia, il Fortis Terni che ritengo essere molto forte e il Teoreo. Quando l’arbitro ha fischiato la fine dell’incontro io e il diesse Aniello ci siamo abbracciati piangendo come due bambini. Corvo? Gigi è riuscito a trovare la sua dimensione. Dopo varie vicissitudini con diversi allenatori, a Grottammare ha trovato l’ambiente giusto gettando basi importanti. In realtà è stato il successo del gruppo, e non è una frase fatta. Abbiamo avuto ha disposizione 18 elementi tutti sullo stesso livello, hanno dato sempre il massimo. Mi hanno rispettato e capito quando c’era da scherzare e quando da lavorare. Ora ci saranno dieci giorni di festeggiamenti, visto che tra campionato e play off abbiamo perso tante forze. Non mi sembra corretto parlare adesso di una mia riconferma, godiamoci questi giorni di festa. Quando sarà tutto finito, la dirigenza si riunirà e tirerà le sue conclusioni.? Le penitenze si pagano ma se si tratta di voti religiosi, bisogna rispettarli. Così la prossima settimana il Grottammare calcio raggiungerà il Santuario di Loreto in bicicletta. Il 1899 è l’anno della sua nascita, 15 giugno 2003 è la D…ata del suo trionfo.
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