Rocchi: “ Devono essere un braccio operativo dei Comuni, per valorizzare insieme il territorio e offrire servizi di accoglienza integrati e qualificati.?

Significativo, importante, storico, imprescindibile. Sono alcuni degli aggettivi usati per definire il ruolo delle associazioni Pro Loco nell’ambito del sistema turistico dai relatori che hanno preso parte alla prima Conferenza regionale, organizzata dalla Regione Marche – Assessorato al Turismo presso la sede della Federazione Italiana Gioco Calcio , oggi ad Ancona.
Lo scopo dell’iniziativa era quello di fare il punto sulle nuove funzioni delle Pro Loco, anche alla luce delle recenti normative regionali e nazionali che le riconoscono a pieno titolo come strutture fondamentali per lo sviluppo del territorio e per migliorare l’offerta integrata di servizi di accoglienza e informazione ai turisti.
“Le Pro Loco sono basilari- ha affermato l’assessore regionale al Turismo, Lidio Rocchi – per la gestione dei servizi di accoglienza, proponendosi come braccio operativo dei Comuni , cioè come un organismo integrato con i sistemi locali. Le amministrazioni comunali e le Pro Loco devono dunque lavorare insieme, non in antagonismo, ma nell’ottica dell’attuazione di un effettivo decentramento delle competenze che il legislatore tende ad ampliare, per l’obiettivo generale dello sviluppo del territorio. Tali associazioni sono anche soggetti di partecipazione attiva alla fase di sviluppo dei “sistemi turistici locali?, dove potranno trovare la giusta collocazione. Infatti molte di loro stanno già collaborando ai progetti, consapevoli che il sistema turistico locale non è una “scatola vuota?, ma un motore dello sviluppo del territorio. Non solo ma, come ho ricordato in altre occasioni, per conseguire il risultato del turismo tutto l’anno, caratterizzato dal legame mare-entroterra, le Pro Loco diventano strumenti operativi fondamentali e questa conferenza vuole essere un momento di attenzione e di rilancio delle loro potenzialità?.
“La legge regionale 53 del 97 – ha ricordato il dirigente regionale del Servizio turismo, Riccardo Strano, prevede già che le Pro Loco ( 224 in totale nelle Marche iscritte all’albo regionale) che abbiano promosso punti di informazione e di accoglienza possano usare la denominazione di IAT (Uffici Informazione- accoglienza turistica) Nelle Marche le Pro Loco sono già una base efficace e pienamente attiva del sistema promozionale e di informazione turistica e in molti casi sono punti di riferimento irrinunciabili per il territorio.?
“La nuova legge quadro sul turismo, la 135 del 2001, valorizza il ruolo delle Comunità locali per lo sviluppo della politica turistica dell’accoglienza e cita espressamente e unicamente le Pro Loco, come associazioni che assumono un ruolo significativo nella valorizzazione delle realtà locali? , ha ricordato il vicepresidente nazionale delle Pro Loco, Mauro Giannarelli che ha anche ringraziato l’assessorato regionale al Turismo per aver dedicato un’attenzione specifica alle Pro Loco, con l’organizzazione di questa prima Conferenza regionale.
“ Le Pro Loco – ha continuato Giannarelli – , 6000 in Italia, 2400 volontari che lavorano 25 ore alla settimana, sono associazioni speciali di volontariato che operano nell’esclusivo interesse delle comunità locali e uniscono tutti coloro che amano disinteressatamente il proprio paese. Non partitiche e forse – come ha detto l’onorevole La Malfa in Commissione Finanze- le uniche associazioni “bipartisan?. Non è un caso che la prima Pro Loco, risalente al 1881, sia nata in una piccola realtà del Trentino nel paese di De Gasperi, perché significa una lunga storia fatta di cultura dell’ospitalità. Le Pro Loco – ha affermato ancora Giannarelli – , hanno precorso i tempi, perché racchiudono da sempre i valori fondanti del nuovo modo di fare turismo, un modo integrato e intersettoriale: cultura, ambiente, prodotti tipici, eventi e valorizzazione delle tradizioni locali, rivalutando ciò che finalmente il turista cerca: le realtà a misura d’uomo in un ambiente accogliente e ospitale, di cui le Pro Loco sono espressione diretta.?

“ Si apprezzano sempre di più le località con identità proprie e radicate nel territorio proprio come le Pro Loco che esprimono quel valore aggiunto dell’amore per la propria terra – ha ribadito Marco Pacella, presidente regionale dell’ UNPLI ( Unione nazionale Pro Loco italiane). Molte Pro Loco nella Marche hanno rapporti di collaborazione stretta e proficua con i Comuni, ma occorre fare sempre di più. Ora, con i sistemi turistici locali non si può più prescindere da un coinvolgimento attivo delle associazioni Pro Loco, come è stato fatto nel Maceratese e nel Piceno. Stranamente non nel Pesarese e nella provincia di Ancona dove invece sarebbe opportuno promuovere. “
Roberto Piccinini, presidente dell’APTR ha anche lui auspicato una sempre maggiore collaborazione con le amministrazioni comunali, richiamando l’attenzione sull’esigenza di qualificare chi opera nelle Pro Loco, attraverso specifici corsi di formazione, rivolti a migliorare sempre più la qualità dell’offerta turistica.
Fabio Sturani, rappresentante dell’ANCI Marche e sindaco di Ancona, ha sottolineato il significato del ruolo nobile del volontariato delle Pro Loco, punto di incontro delle sinergie del territorio, sostenendo la necessità che i Comuni siano sempre più attenti alla collaborazione con queste associazioni e che si trovi una strategia unitaria con tutte le istituzioni per valorizzare le località e quindi le Marche in un settore trainante come quello turistico.?(ad’e)

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